Il coach del Pistoia Basket prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Cantù ha più qualità. Bravi a concedergli solo una settantina di punti»
«Voglio fare i complimenti ai miei giocatori. Cantù ha dimostrato di avere tanta qualità, di più di noi, ma i miei ragazzi hanno messo in campo l’identità che ci contraddistingue dall’inizio dell’anno, cosa che non ci era riuscita nelle ultime uscite. Siamo stati bravi a concedere solo una settantina di punti a una squadra come quella brianzola. Il problema ovviamente è stato l’attacco: non abbiamo avuto percentuali accettabili per poter competere fin da ultimo. A casa mi porto comunque la voglia di lottare e da questa dobbiamo ripartire nel modo migliore in vista del rush finale di stagione». Vede il bicchiere mezzo pieno Nicola Brienza dopo la sconfitta 75-59 rimediata dal Pistoia Basket in quel di Desio nello scontro diretto per le zone altissime della classifica del girone Verde con Cantù.
Un partita speciale per l’allenatore biancorosso, ex di turno. «Poche presenze di spettatori? Non credo sia un problema di Cantù o di Pistoia, ma generalizzato, almeno per quanto concerne il nostro campionato – il parere del coach della Giorgio Tesi Group – Forse le persone hanno ancora un po’ di paura. Tornando qua, l’impressione è che questo tipo di ambiente non aiuti la squadra di casa, ma non è colpa della gente di Cantù. Magari con la primavera e con l’arrivo dei playoff si tornerà ad avere più persone sugli spalti. Non dico il pubblico di due anni fa, ma qualcosa che gli assomigli». Sulla conclusione della regular season, Brienza aggiunge: «Udine e Cantù hanno un roster di livello maggiore rispetto a tutte le altre e se non fossero davanti vorrebbe dire che hanno dei problemi. Noi non abbiamo lasciato mai punti per strada, fatta eccezione per l’inciampo con Orzinuovi. E questo ci ha dato la possibilità un mese fa di giocarci addirittura la prima posizione».



