«Pistoia ha fatto uno sforzo economico importante.Rispetto ad una politica del recente passato, noto un cambio di segno», dice Michele Carrea
Treviglio-Pistoia, dove eravamo rimasti? Al 2-0 biancorosso dopo i primi due round di una sfida che domenica vivrà la terza ripresa di un duello sportivamente ed emotivamente interessante, come lo è sempre quando gli amici diventano in campo improvvisamente rivali. Michele Carrea, che ha lanciato o rilanciato molti di quei ragazzi che con Nicola Brienza l’hanno battuto due volte e in campionato sono sempre stati avanti alla sua squadra, non vuol sentir parlare di voglia di rivincita. Eppure è il primo a dire che i due punti domenica valgono doppio. «Rivincita? – dice il coach milanese arrivato in estate a Treviglio dopo due stagioni in cui a Pistoia ha fronteggiato qualsiasi onda anomala, nel difficile post autoretrocessione – Noi abbiamo voglia soprattutto di far punti e di trovare certezze. Questa gara ci può aiutare in entrambe le cose: vincere dà due punti e farlo contro una squadra solida e forte come Pistoia può darci anche tanta consapevolezza. Non c’è grande continuità tecnica con le due gare già giocate, c’erano due americani diversi, la Supercoppa poi si gioca all’inizio della stagione. Diciamo che Pistoia finora si è dimostrata superiore, mentre Treviglio ha l’occasione per dimostrare di non essere inferiore».
Carrea ha ragione a dire che il terzo confronto in sette mesi, è molto diverso dai primi due. Johnson e Potts, pizzicati dall’antidoping dopo la gara dell’andata e fermati tre mesi come in altri casi analoghi di notti brave e peccati di gioventù, rientreranno tra due settimane. Johnson a Pistoia («segno che vuol essere competitiva fino alla fine» dice Carrea), Potts a Mantova. Ma i quasi amici, i fratelli adottivi, gli ex pupilli, ci saranno tutti. E la componente emotiva sarà importante come quella tecnica. Sarà quindi ancora soprattutto Brienza contro Carrea, il mezzo ingegnere di Cantù contro il cooperante mancato laureato alla Statale, quarantenni da copertina tutti basket e famiglia, presente e recente passato del Pistoia Basket, entrambi voluti da Marco Sambugaro. Due baroni rampanti provenienti da piazze reali del basket italiano, lunga gavetta alle spalle e leciti sogni di gloria. Sarà l’ennesimo tentativo in cui gli allievi cercheranno di superare l’(ex) maestro, ad iniziare da Saccaggi e Wheatle, fedelissimi del prof Carrea, ora simboli della classe di ferro forgiata dal Coach Carter di Cantù pronto a dare una seconda chances anche al suo studente più discolo.
«Il ritorno di Johnson? – risponde a domanda Carrea – è un’aggiunta importantissima, tecnicamente la squadra ne giova. Rispetto ad una politica del recente passato, noto un cambio di segno. Pistoia ha fatto uno sforzo economico importante, facendo un’operazione extrabudget come abbiamo fatto noi con Corbett. Vista la posizione di classifica, significa voler essere competitivi fino alla fine nella lotta per la promozione. Un bel segnale alla squadra e alla piazza, importante per il movimento basket pistoiese. Anche noi avevamo valutato il reinserimento di Potts, di cui eravamo molto soddisfatti, ma abbiamo scelto di dare un peso maggiore allo scivolone fatto».
Anche l’innesto di Corbett evidenzia una volta di più le ambizioni mai celate di Treviglio. «Abbiamo avuto un girone di ritorno complicato – dice Carrea – con tante difficoltà di inserimento di Sollazzo, difficoltà previste perché il giocatore non poteva fare quello che faceva Potts. Per caratteristiche e non per volontà. Da miglior attacco del torneo siamo diventati uno dei peggiori, mentre abbiamo assunto una consistenza difensiva che ci dà dei vantaggi. Abbiamo puntato su un giocatore come Corbett proprio per le sue abilità offensiva. Veniamo da una settimana con sensazioni positive, dopo una vittoria su un campo non difficile, con un giocatore in più. Che gara sarà? – chiude Carrea – Spero bella come nei primi 25’ a Pistoia. Nel girone di ritorno abbiamo avuto una consistenza agonistica inferiore. Con la fisicità superiore di Pistoia, bisogna resistere alle difficoltà, rimanere compatti e sperare che la nostra prestazione offensiva torni ad essere quella del girone d’andata».


