Gema-Sollazzo, il gran colpo di mercato si rivela fonte di caos

Nel roster di Gema Sollazzo è il terzo senior di formazione non italiana, ma ne possono andare in lista solo due per volta

Nel tardo pomeriggio dello scorso venerdì 25 marzo, Gema Montecatini annunciava l’ingaggio di Adam Sollazzo, esterno statunitense con passaporto italiano proveniente dalla serie A2. Un colpo clamoroso, per il livello di qualità ed esperienza del classe ’90 fresco di rescissione con Treviglio, accolto dai tifosi come esplicita licenza a sognare in grande nonché risposta all’operazione Radunic degli Herons. Addirittura si paventava che Sollazzo potesse debuttare già nella trasferta di Castelfiorentino dell’indomani (sabato), mentre invece è andata diversamente. Il nativo di Tampa non è stato della partita del PalaBetti, persa di un soffio dai compagni. Il motivo?

L’inghippo contenuto nell’art. 51 comma 1 del Regolamento Esecutivo FIP: “Alle Società che partecipano al Campionato di Serie C gold e silver e Serie D maschile ed al Campionato di Serie B femminile, è consentito iscrivere in lista elettronica un numero massimo di 2 atleti senior non di formazione italiana”. E puntualmente, dopo Marengo e Rasio entrambi nati e cresciuti i Argentina, il nuovo innesto è il terzo senior (nati nel 2001 e precedenti) di formazione non italiana del roster rossoblù. Di conseguenza, tra Marengo, Rasio e Sollazzo coach Del Re potrebbe convocarne solo due per volta, pena la sconfitta a tavolino o addirittura la penalizzazione di punti in classifica. Un elemento che la dirigenza di Gema non aveva considerato, facendo, come si suol dire, i conti senza l’oste.

E che adesso, con Sollazzo già sotto contratto, mette il club del presidente Cardelli davanti ad una situazione particolarmente caotica e ingarbugliata. L’investimento sul giocatore è talmente importante che poterne beneficiare solo a rotazione sarebbe uno spreco indiscusso. Turnover peraltro doppiamente dannoso, in quanto coinvolgerebbe anche il capitano e “Ponti”, senza mezzi termini la spina dorsale della squadra. L’alternativa potrebbe essere quella di fare retromarcia rispetto all’affare, tentando la via della rescissione o risoluzione per poi cercare altri profili. Ma sempre che il giocatore e il suo agente siano collaborativi, anche qua il contraccolpo sarebbe inevitabile. Sia dal punto di vista dell’immagine della società, che da quello umorale concernente il gruppo squadra e il pubblico.

Insomma, in casa Montecatiniterme Basketball c’è una bella gatta da pelare. E salvo deroghe, cavilli o scappatoie burocratiche per ora non pronosticabili, qualsiasi scelta comporta degli svantaggi. Non le migliori condizioni con cui apprestarsi a concludere la regular season, con i playoff all’orizzonte. Saranno senz’altro giorni e settimane di lavoro intenso, quelle che serviranno a Gema per uscire dall’empasse e proiettarsi verso i sogni di gloria cullati da inizio anno. A partire proprio dall’ambito mercato, dove a prescindere dal caso Sollazzo e le sue possibili evoluzioni, servirà reperire ancora un lungo. C’è tempo fino al 30 aprile.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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