Pronta la modifica della struttura dei tornei: A2 ridotta a 20 squadre, 36 in B, 96 nel terzo campionato interregionale
Pronta la bozza di ristrutturazione dei campionati maschili di basket. Una riforma – come riportato da Superbasket – che lascia intatta la Serie A1 e modifica a scendere il numero delle squadre fino al campionato regionale. Un format che dovrà essere valutato e approvato dal Consiglio Federale nelle prossime settimane. Ancora da capire se la riforma verrà applicata già nella prossima stagione o in quella successiva.
Cosa cambierebbe nel pratico?
Come detto verrà confermato il format attuale della Serie A composto da 16 squadre con 2 retrocessioni e due promozioni dal primo campionato dilettantistico. La Serie A2 scenderà invece in maniera progressiva dalle attuali 28 squadre alle 20 previste dal nuovo format, con un passaggio intermedio a 24 squadre. L’attuale regime dilettantistico rimane invariato, nell’ottica però dell’obbligo di contribuzione per tutti i lavoratori prevista nella nuova forma di lavoro sportivo disposta dalla legge. Anche per l’A2 saranno introdotti ulteriori vincoli relativi ad iscrizione ed ammissione al campionato.
Ci sarà poi un terzo campionato, una sorta di ritorno alla DNA composta da 32 squadre: le 8 retrocesse dall’A2 più le migliori 24 squadre della B. Il torneo dovrebbe prevedere 2 gironi da 16 squadre. Al vaglio l’ipotesi di consentire uno straniero per questo terzo livello.
La riforma prevederebbe poi anche un quarto campionato composto da: 40 squadre residue dell’attuale serie B e 56 realtà dell’attuale C Gold (e C Silver dove non c’è il primo campionato regionale). Quest’ultima idea andrebbe poi sotto la supervisione degli Uffici Gare regionali.
Livello regionale
L’ultima parte toccata da questa sorta di rivoluzione del basket dilettantistico – stando sempre alle indiscrezioni di SuperBasket – comprenderebbe proprio il basket regionale. Si passerà infatti ad un unico campionato che unisce Serie C Gold e Serie C Silver diviso in 16 gironi nazionali. Tutto questo per consentire un confronto quanto più equilibrato tra questa fase regionale e quella superiore di livello nazionale.



