Il capitano del Pistoia Basket sul reintegro di Johnson: «Gli obiettivi non cambiano, ma giochiamo sempre per vincere contro tutte»
E’ trascorsa ormai più di una settimana dalla notizia scioccante – nel senso positivo del termine – relativa al ritorno di Jazz Johnson al Pistoia Basket. Nel mezzo c’è stata la sconfitta a Treviglio, che tuttavia non ha spento l’entusiasmo attorno e all’interno dell’ambiente biancorosso. Entusiasmo generato appunto dal reintegro della guardia ex Cantù, il cui debutto bis è in programma il 10 aprile al PalaCarrara con Mantova. E che la squadra sia in fermento per quella data ce lo conferma uno che vive ogni giorno lo spogliatoio come Gianluca Della Rosa.
«E’ doveroso ringraziare innanzitutto Gage Davis. Ci ha aiutato in questo percorso senza Jazz, nel quale peraltro abbiamo mantenuto sostanzialmente il solito livello di risultati. Nel momento in cui si è profilata all’orizzonte la possibilità che tornasse Johnson, lui da persona intelligente qual è ha accettato la decisione della società, ci ha salutato e ha fatto un passo indietro – racconta il capitano della Giorgio Tesi Group – Sinceramente con Marco (Sambugaro, nda) si stava parlando di un rientro di Jazz, ma in spogliatoio non ne abbiamo mai discusso per rispetto di Gage. Qualche pensiero ce lo siamo fatto e alla fine l’affare si è concretizzato».
Il gruppo, come già svelato da Nicola Brienza, ha riaccolto a braccia aperte il classe ’96. «Abbiamo ritrovato un ragazzo super motivato. Fra noi si è creato un entusiasmo clamoroso, perché Jazz è un compagno eccezionale: non solo è sempre sorridente, ma è il primo ad arrivare in palestra e l’ultimo ad andarsene, ed è sempre pronto a darti una mano. Dal punto di vista tecnico, Jazz è uno dei più forti della Serie A2, nonché il nostro leader, e questo ci dà grande fiducia. Però, come ha sottolineato da Sambugaro, con Johnson torniamo a essere la squadra di inizio stagione, non abbiamo aggiunto nessuno».
Il che in poche parole significa che l’asticella degli obiettivi non si alza. «Fino alla fine della stagione però scenderemo in campo per cercare di vincere sempre. Come d’altronde facciamo da quando siamo partiti – il parere di Della Rosa – Da questo punto di vista, avere Johnson o Davis non cambia il nostro tipo di approccio. Non nascondo però che con Jazz l’entusiasmo, l’autostima e la fiducia salgano, perché fra averlo e non averlo c’è una grossa differenza. Inoltre, per un tifoso vederlo giocare è uno spettacolo, quindi il suo ritorno magari spingerà qualche persona in più a venire al PalaCarrara. La fase a orologio? Personalmente non la capisco, ma stavolta ci tornerà utile per consentire a Jazz di mettere minuti preziosi nelle gambe in ottica playoff».



