Conto alla rovescia per il derby di ritorno tra Gema ed Herons. Il punto dei due vice allenatori Max Angelucci e Gabriele Carlotti
Sono i bracci destri dei due condottieri Del Re e Barsotti, che assistono con affidabilità, esperienza e preparazione. Sono due vice di lusso per la categoria, dove obiettivamente potrebbero stare anche da capo allenatori. Vivono fasi diverse, le loro storie sono differenti, ma partite entrambe fuori da Montecatini. Massimo Angelucci e Gabriele Carlotti sono figure preziose rispettivamente dei progetti Gema ed Herons, che domenica si affronteranno per il secondo derby stagionale.
Max Angelucci, di Empoli, tra basket giocato e allenato è un veterano della palla a spicchi regionale. Da head coach, nella propria bacheca vanta anche cinque stagioni e mezzo in serie B, tra Montecatini, Castelfiorentino e la sua Empoli. Anche se i colori con cui si è maggiormente legato sono proprio quelli rossoblù. È stato uno di quelli che si sono spesi anche nei momenti peggiori, riuscendo ad addolcire l’inesorabile parabola discendente della pallacanestro termale targata RB. L’attaccamento l’ha indotto a restare anche per la rifondazione Sporting Club, vincendo nel 2010/11 quella che prima dell’anno scorso era l’ultima stagione di Montecatini in serie C. Da qualche anno si è defilato dalla guida delle prime squadre, dedicandosi anima e corpo al settore giovanile. Ricopre il ruolo di vice coach del Montecatiniterme Basketball dalla stagione scorsa, quando in panchina c’era Giacomo Cardelli.
Gabriele Carlotti è uno di quegli allenatori che avendo iniziato prestissimo, da under 40 ha già l’esperienza di un decano. Sbocciato nella provincia pisana da cui proviene (Buti), ha fatto la fortuna della Juve Pontedera dove si è formato ed ha formato gli altri per ben dieci anni, dal 2004 al 2014. Assistente in prima squadra, per un biennio anche capo allenatore in C, oltre che del settore giovanile, prima di diventare inseparabile vice di Federico Barsotti, suo collega anche a lavoro. Tanto da seguirlo a San Miniato, per un settennato di successi ed emozioni fino ai vertici della serie B. Prima di quest’anno, per lui Montecatini era sempre stata un’avversaria o una piazza vicina da osservare con curiosità. Adesso è la nuova casa cestistica (sponda Herons), e a giudicare da questi mesi pare si sia ambientato benissimo. Scopriamo che derby si aspettano i vice dei due club rossoblù.
GEMA, IL MONTECATINESE D’ADOZIONE MAX ANGELUCCI: «UNO SPOT PER LA PALLACANESTRO ROSSOBLÙ»
«La sensazione più bella che ho avuto l’altra volta – apre sulle corde emotive il vice di Del Re – è stata rivedere il PalaTerme con un numero di persone che ti riporta un po’ indietro nel tempo. Fa davvero piacere vedere il palazzetto di Montecatini con più gente possibile. Spero che il pubblico sia numeroso come l’altra volta – rinnova l’auspicio di larga partecipazione – magari anche di più. Spero che Montecatini rinizi a vivere la pallacanestro come si merita per storia e tradizione». Contesto che risponde con curiosità e passione all’argomento campo, con una sfida di cartello a dir poco affascinante e suggestiva.
«Mi aspetto una partita giocata bene da tutte e due le squadre, intensa, carica emotivamente e possibilmente un bello spettacolo. Uno spot per la pallacanestro a Montecatini» condensa Max. Di fronte due squadre diverse, ma entrambe spesso e volentieri fuori categoria. «Herons ha un’identità plasmata da Federico Barsotti e quindi ben precisa. Un basket di grande intensità e furore agonistico nell’arco dei 40 minuti, che tende a mettere sempre sotto pressione gli avversari. Noi siamo una squadra di giocatori che coprono più di un ruolo – passa alla sua Gema – con buone mani e doti abbastanza spiccate. Sul ritmo anche da parte nostra c’è sempre una buona spinta, anche se ultimamente i ranghi ridotti ci limitano un po’». Rispetto all’andata ci saranno due nuovi protagonisti, Radunic per gli Herons e Sollazzo per Gema.
«Con Radunic loro devono cambiare qualcosa dal punto di vista tattico – entra nel merito – adattando il proprio gioco per non farlo essere un pesce fuor d’acqua ma al centro del progetto. Per noi Sollazzo copre tanti ruoli e quindi non intacca gli equilibri del gruppo preesistente, può portare qualcosa in più». Per finire, le ultime battute sulla posta in palio del super match. «Alla fine viene sempre da dire che è una partita come un’altra. Sì è vero, son due punti in palio come le altre volte – non nega – ma in più ci si gioca anche il primo posto in classifica. Anche se il fattore campo in un’eventuale finale sarebbe relativo, vincere è importante per entrambe dal punto di vista mentale ed emotivo».
Senza chiaramente perdere di vista la splendida cornice, in cui all’andata lo stesso Angelucci è stato assoluto protagonista, guidando Gema al successo da primo allenatore dall’espulsione di Del Re nel terzo quarto. «Questo è il mio dodicesimo anno a Montecatini perciò mi sento cestisticamente montecatinese. Vedere un congruo e abbondante numero di persone al PalaTerme credo sia la cosa più importante per la pallacanestro a Montecatini, indipendentemente da tutto. È l’aspetto principale ed estremamente stimolante».
HERONS, IL NOVIZIO TERMALE CARLOTTI: «LA CITTÀ VUOLE SOGNARE E RIVIVERE EMOZIONI»
«È un derby particolare perché arriva non dopo due o tre mesi come sarebbe normale in un campionato – registra Gabriele Carlotti – ma in un momento molto ravvicinato a quello di andata. La distanza tra i due non è usuale. Noi ci presentiamo a questa gara – va subito al clima vissuto dai suoi Herons – avendo ben presente cosa c’è mancato all’andata, dove siamo stati insufficienti dal punto di vista dell’energia. Non è tanto una questione di errori tecnici – precisa il carismatico vice di Barsotti – ma quanto di come l’abbiamo interpretata, anche per l’emozione che abbiamo sentito. E poi anche tecnicamente abbiamo fatto errori che adesso dovremo evitare».
Le motivazione degli aironi, secondo il classe ’84, sono tante e molto chiare. «Il 16 marzo non siamo stati noi. Stavolta vogliamo vedere quanto possiamo competere interpretando la gara con l’identità che abbiamo costruito da agosto ad oggi» suona la carica l’ex Etrusca. Dunque, per approcciare al meglio questo derby, agli aironi servirà un piglio che chiamare arrembante è un eufemismo. «Dobbiamo andare in campo con una rabbia diversa dall’andata. Dobbiamo imparare anche dagli avversari, loro c’hanno insegnato che serve quell’agonismo lì».
Poi, anche lui come il collega, passa in rassegna le novità suggerite dai due nuovi rispettivi interpreti, Radunic e Sollazzo. «L’innesto di Matej ci dà una dimensione diversa, più profondità di soluzioni e più chiavi di lettura. Dall’altra parte se il loro assetto restasse quello di domenica – suppone – con Sollazzo hanno un giocatore che benché difensivamente meno solido di Marengo, in attacco è capace di creare per sé e per gli altri». Un incontro che secondo il numero due della panchina griffata MTVB significa molto. «È vero che tra primo e secondo posto cambia poco, però di sicuro è comunque prestigioso arrivare primi. E poi abbiamo veramente voglia di misurarci e capire cosa potrebbe accadere in un’ipotetica serie finale».
Insomma, una serata da batticuore davanti ad un pubblico, si spera, di nuovo numeroso e scintillante. «Il pubblico dell’altra volta fu stupendo, ma spero e credo si ripeterà. Ci risono tante persone al PalaTerme anche per merito di una società che ha risvegliato un mondo – sottolinea quanto fatto dal suo nuovo club – . Io vengo da società con grande tradizione minors come Pontedera e San Miniato, a Montecatini si respira però un’aria diversa. La sensazione che ho avuto è che ci fosse bisogno di riaccendere il fuoco sotto la cenere. La gente si sta avvicinando per vivere e rivivere emozioni. Far rivivere un sogno alla città – chiude – è il sogno che abbiamo noi».



