Rosselli: «Abbiamo ancora lacune da colmare»

La sua Verona caterpillar, capace di annullare la penalizzazione e quasi arrampicarsi sul tetto del girone Rosso, fa impressione

Veniva da Rieti dove aveva vinto il primo di quattro campionati di Legadue e fatto amicizia con i ragazzi della cover band ufficiale di Rino Gaetano. A Pistoia ritrovava Lasi che lo volle fortemente e soprattutto le grigliate di ciccia con gli amici di Empoli, raggiunti dopo le partite a un tiro di schioppo da casa. Era un ragazzo Guido Rosselli in quell’anno e mezzo in biancorosso, finito con l’alba dell’era Moretti, che come il Pistoia Basket voleva fare strada. Sono passati 14 anni dalla sua esperienza a Pistoia, che sembrano annullati dalla sua grinta sempre infinita in campo ma che invece raccontano mille storie. Sia per lui che per il club biancorosso che domenica affronterà con la Tezenis Verona. «In campo si gioca per vincere ma i ricordi ci sono – dice Rosselli quando gli chiediamo se anche un decano come lui sente ancora le gare da ex – a Pistoia ho tanti amici, ad iniziare da Matteo Piperno. Il primo pensiero però è sempre per Roberto Maltinti, con lui si era istaurata un rapporto particolare, incarnava la passione che c’è a Pistoia, l’attaccamento alla squadra e al voler fare le cose bene come vanno fatte.

Poi c’è Fiorello Toppo, allora mio compagno di squadra e simbolo della scalata di Pistoia. Saccaggi ai tempi era un ragazzo delle giovanili che a volte si allenava con noi, mentre Della Rosa era un bambino che veniva alle partite con babbo Stefano. Un po’ come Davide Casarin, che ora gioca con me, figlio di Federico che era mio presidente a Venezia. Ora sono un po’ lo zio di tutti». Zio in campo, che non molla un centimetro, e babbo affettuoso fuori. «Ho poco tempo per seguire tutto come prima – dice babbo Guido- ma Pistoia mi è capitata di seguirla più di altre squadre. Sapevo dagli addetti ai lavori che la coppia di americani era una delle più accreditate. Johnson e Utomi lo stanno dimostrando. Intorno hanno italiani che conoscono bene la categoria come Saccaggi, Wheatle e Della Rosa e un veterano come Daniele Magro. Tutti parlavano di Udine e Cantù ma io mi aspettavo un buon campionato anche di Pistoia. Ha un’identità precisa, rimane lì in ogni partita e le porta a casa. Non ha mai perso di tanto e questo è indice di grande tenacia».

Nonostante le centinaia di presenze ininterrotte in serie A, in questi anni Guidone da Empoli avversario di Pistoia è stato poco. Lui specialista in promozioni verso l’A1 vestita con Venezia, Virtus Bologna e Torino, ha sfiorato la scalata di Pistoia. Ora la ritrova da giovane rivelazione assoluta, con i giovanotti di Brienza decisi a riconquistare una piazza che ha mal digerito l’ auto retrocessione del 2020. «E’ stata una scelta coraggiosa e coscienziosa- dice che in 27′ di media assicura il solito apporto totale con 6 punti, 5 rimbalzi e 5 assist a gara- in un momento molto delicato per tutte le società, solo Pistoia l’ha fatta ma poi si è visto cos’è successo pochi mesi dopo a Roma. Forse altre società avrebbero dovuto avere il coraggio di farla. Pistoia è una società che non pensa solo all’oggi ma a far di tutto per garantire una pallacanestro di qualità a una città, un pubblico, una tifoseria che lo merita».

Incontrare la Tezenis sotto canestro di questi tempi è un test più difficile di un esame sulla drammaturgia completa di William Shakespeare. Che nella “bella Verona” ambientò l’amore impossibile tra Romeo e Giulietta, mentre Guido, col suo piglio sanguigno da conterraneo del Boccaccio, punta a risvegliare nella città dell’Arena l’attrazione fatale verso la retina. Dando gas insieme ad un altro ex toscanaccio come Alessandro Ramagli, alle ambizioni di una piazza storica del nostro basket.«Finora è stato tutto positivo in campo e fuori -dice Rosselli- ma abbiamo ancora lacune che facciamo fatica a colmare. L’età media della squadra, a parte me e Pini che comunque ha 30 anni, è molto giovane. Con l’arrivo di Casarin e Udom, si è abbassata ancora e il processo di crescita dei giovani è uno di quelli che abbiamo cercato di sviluppare. Coach Ramagli sta lavorando per farci alzare ancora l’asticella con la sua solita serenità».

Rosselli sa che la parte decisiva della stagione è questa. La sua Verona caterpillar, capace di annullare la penalizzazione e quasi arrampicarsi sul tetto del girone Rosso come Romeo sul balcone di Giulietta, fa impressione. Ma lui guarda avanti, perché puoi anche aver fatto il campionato più bello possibile ma, quando giochi gare da dentro o fuori, quello che hai fatto prima conta il giusto» Come dargli torto.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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