Ramagli (Verona) ritrova Pistoia: «Due squadre sopra le aspettative»

Coach Ramagli di fronte alla GTG per la prima volta da ex: «A Pistoia andò male, ma resto affezionato alla piazza»

Dal suo addio poco più di tre anni fa, (fine marzo 2019) la sua traiettoria e quella del Pistoia Basket non si erano più incrociate. Lui è ripartito dalla seria cadetta con Udine, poi Verona, che ora guida per la seconda stagione di fila (quinta in tutto) con ottimi risultati. Pistoia in A2 c’è tornata l’anno scorso, ma in un altro girone e con Scafati come unica avversaria gialloblù. Per coach Alessandro Ramagli, quella di domenica sarà la prima partita contro i biancorossi da ex. Fu tutt’altro che facile l’avventura del tecnico livornese nei pressi del PalaCarrara, tra i pochissimi nei di una carriera prestigiosa e autorevole.

Nella bacheca due Coppe Italia LNP e tre promozioni nella massima serie, frequentata per ben 11 stagioni. Fino a qui la sua Scaligera ha viaggiato come un treno ad alta velocità, con 23 vittorie in 28 partite ed un filotto record di 11 successi consecutivi. La posizione di classifica nel girone rosso è la numero 2, ma senza la penalizzazione di 3 punti Scafati avrebbe dovuto condividere la vetta. Il confronto con la GTG è di quelli di cartello, in cui anche se non c’è granché in palio (Verona è seconda nel rosso con poche possibilità di insidiare Scafati, Pistoia terza nel verde e idem con Cantù che la precede) nessuna delle due vuole fare passi indietro proprio a ridosso dei playoff.

VERONA-PISTOIA: SIMILITUDINI, PUNTI DI FORZA E GIOCATORI SIMBOLO

«Tra noi e Pistoia vedo delle similitudini – dice coach Ramagli – a partire da una forte tenuta difensiva. Sono entrambe squadre che per ora hanno fatto una stagione sopra le aspettative. Credo che dando sia noi che loro molto spazio ai giovani, disputare delle partite di alto livello come questa sia un qualcosa di utile da portare in dote nei playoff». I giovani, da sempre un pallino del navigato capo panchina. «Sono poche le squadre ai vertici della classifica che garantiscono così tanti minuti agli under. Udine, Scafati e Cantù hanno roster profondi ma esperti – fa notare – mentre noi e Pistoia, ma anche Treviglio, riserviamo uno spazio sperimentale più significativo alla crescita dei ragazzi. Ciò che Pistoia fa con Riismaa e Del Chiaro, noi lo facciamo con Casarin, Grant e Udom».

Somiglianze, ma anche identità autonome. «Pistoia ha grande solidità. È una squadra a trazione difensiva ma molto equilibrata anche in attacco, con un’eccellente produzione offensiva in termini di punti per possesso. Un nostro punto di forza – proseguendo sui suoi – è la capacità di mettere fisicità nei momenti più importanti della partita». Una sfida tra collettivi molto uniti composti da singoli di notevole spessore. «Dovendo scegliere due figure cardine dico Guido Rosselli e Carl Wheatle. Guido è inimitabile – elogia il suo capitano ed anche lui ex Pistoia – una point forward che può fare indifferentemente quattro ruoli ed ha una conoscenza cestistica e lettura di gioco che in questo campionato non ha nessuno. Wheatle, più giovane e diverso da Guido, è un altro jolly che sa impattare la gara spostando gli equilibri».

L’APPREZZAMENTO PER BRIENZA E L’AFFETTO PER LA PIAZZA BIANCOROSSA

Alla vigilia di Pistoia-Udine, da addetto ai lavori e doppio ex, Ramagli aveva speso parole di sincera stima nei confronti del collega Brienza. A due mesi e mezzo di distanza, i complimenti sono rinnovati. «Tra poco dovremo dare la terna dei migliori allenatori del campionato e per me Nicola dev’essere dentro. Ha messo in piedi un sistema e una squadra in costante crescita e quindi superiore al valore iniziale. Quando questo accade – sottolinea il classe ’64 – significa che l’allenatore ha fatto e sta facendo un ottimo lavoro».

La storia tra il coach tirrenico e il Pistoia Basket (serie A 2018/19) non ebbe lieto fine. Ma nonostante tutto, l’affetto prevale sui rimpianti. «Fu una stagione dolorosissima, in cui facemmo male tutti. Ciononostante ho tutt’ora un bel rapporto con membri della società, tifosi, giornalisti, giocatori e non è una frase di circostanza. Sentirsi e trovarsi è sempre un piacere, com’è un piacere vedere la piazza che si rianima, anche se sono d’accordo con Nicola quando dice che il palazzetto dev’essere più pieno. Lo dico per Pistoia ma anche per Verona – va alla chiosa – sono squadre che meritano l’affetto del pubblico. Sarebbe davvero bello vedere il PalaCarrara e il PalaOlimpia ricchi di gente».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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