«Sia Chiusi che Pistoia sono andate oltre le aspettative di inizio stagione. Sarà una bella partita» così Iozzelli a pochi giorni dal match
«Per Chiusi i playoff sono un premio che ci siamo fatti e ci gusteremo, Pistoia può pensare di farci un percorso». Così parlò Giulio Iozzelli, non un avversario qualsiasi per la Tesi Group e non certo perché il nuovo derby toscano sotto canestro che domenica si rinnova per l’ultima della fase ad orologio, è giunto in pochi mesi di vita già al suo terzo capitolo nonostante Pistoia e Chiusi fossero in gironi diversi dell’A2. Che rispetto agli altri due (gironi e semifinale di SuperCoppa) conta assai meno e che assomiglia un po’ alle rimpatriate tra amici che- ahinoi- hanno preso da tempo il sopravvento su cortei e concertoni del Primo Maggio. Lo sguardo di tutti è ormai proiettato a quello che succederà dopo la festa baskettara di domenica, perché Pistoia – Chiusi da qualunque parte la si guardi è una festa dei nostri canestri.
Con la Pistoia di Brienza e i pistoiesi di Chiusi a sfidarsi per il simbolico titolo di rivelazione della stagione. «Il nostro campionato è andato oltre le aspettative – dice Iozzelli – la nostra è una squadra composta per il 60% da giocatori esordienti per il campionato. Ma se penso alle sorprese, penso a squadre che sono arrivate dietro, ma hanno fatto benissimo in base alle risorse che avevano tipo San Severo. Pistoia è stata nelle prime tre posizioni tutto l’anno, meglio di così…Se me lo aspettavo? Che fosse competitiva, sì. A così alto livello era difficile da pronosticare».
Una stagione stupenda e un futuro da scrivere
Andare oltre le aspettative non è una novità per le squadre progettate da Giulio Iozzelli. Pistoia, la sua Pistoia lo sa bene. Non a caso l’Umana Venezia ha voluto lui per dare gas all’ambizioso progetto di un’enclave orogranata lontano dal Taliercio. Una cantera ambiziosa in cui far crescere i giovani Reyer con l’aria buona della Val di Chiana, nonostante la tradizione cestistica di questo pezzo di Toscana si fermasse probabilmente all’autogrill sull’Autosole in cui le squadre e i tifosi si fermano sulla via delle trasferte. «E non è nemmeno tanto vicino» scherza Iozzelli che arrivato a Chiusi nel 2020, ha vinto la B e sorpreso in A2.
Ora è in scadenza di contratto. Chissà se a un dirigente navigato come lui, uno scopri talenti, un mago del mercato ma anche un alter ego serafico e perfetto per contenere vulcanici presidenti ultrà e allenatori divinamente diabolici, padre di mille squadre che hanno sovvertito pronostici e gerarchie, rimarrà a Chiusi. Dove lui e quell’altro figlio della Pistoia cestistica che domenica verrà a prendersi il giusto tributo del PalaCarrara, Giovanni Bassi, hanno bruciato le tappe. Sapendo che oltre l’A2, la convivenza fraterna tra Reyer e Chiusi scricchiolerebbe. «Questo è un progetto unico- continua Iozzelli- affascinante anche se sai che il tuo livello è quello. Se una seconda squadra vince il campionato, accade quello che è successo a Salernitana- Lazio nel calcio. Devi lavorare sui giovani, devono giocare anche di più di quello che siamo riusciti a fare quest’anno. Qui a Chiusi si sta bene, in questo anno complicato mi ha aiutato. Ma del mio futuro ne riparleremo più avanti».
Un campionato da portare a termine
Ora c’è l’ennesimo capolavoro da finire e un bagno di emozioni in cui domenica gettarsi a copofitto. “Domenica il risultato anche per noi conta poco- continua il dirigente pistoiese- la nostra classifica non è acquisita come quella di Pistoia (terza nel girone Verde, ndr) ma arrivare quarti e quinti (nel girone rosso, ndr) non cambia la sostanza di un campionato già importante. Oltretutto il fattore campo a Chiusi conta poco, perché per ora il seguito è limitato”. Impossibile non aprire il cassetto dei ricordi verso il ritorno a casa di un volto simbolo della cavalcata verso l’A1 sia dell’Olimpia che del Pistoia Basket. Con cui le strade si sono separate nel 2019 senza troppi complimenti, con una retrocessione evitata a tavolino. Una sgualcitura in un album fatto di successi.
«Le sensazioni che dà giocare contro Pistoia?- continua il diesse Umana- Affetto infinito, un palazzetto in cui sono successe tante cose, il grande piacere di tornarci. I ricordi sono talmente tanti che è difficile che ne emerga uno in particolare. Quello che mi colpisce ed è già successo nelle volte che abbiamo già incontrato Pistoia è vedere tanti ragazzi, Lorenzo Saccaggi e Gianluca Della Rosa su tutti, che hanno iniziato quando c’ero io, che sono cresciuti e che stanno ottenendo risultati meritati. Penso che Pistoia possa avere un percorso. Nel primo incrocio, qualunque squadra incontrerà, sarà favorita nel pronostico. Dopo il primo turno, la cosa si farebbe più complicata ed intrigante». Chiusi ha ben figurato in un girone, quello Rosso, che in termini di vittorie sta dominando la fase ad orologio. «All’inizio si pensava che il girone verde fosse più competitivo- dice Iozzelli– per le risorse in mano ad alcuni club. Il campo ha detto cose diverse. Nel nostro c’era un numero di squadre fatte per stare in cima più contenuto ma che si è confermato. In basso c’è stato più equilibrio rispetto all’altro».
Un antidivo sempre disponibile
La ribalta se l’è meritata, non l’ha mai cercata. Su quel telefono sempre telefono sempre accesso 24 ore su 24, non hanno potuto contare solo offerte dei procuratori, confessioni di allenatori e giocatori ma anche i giornalisti a cui – nonostante l’indole da antidivo- non si è mai negato. Parole, le sue sempre pesate ma mai banali. Come quelle che riserva all’A2 irriconoscibile ritrovata a otto anni dall’ultima volta con Pistoia.
«C’è una grande differenza per difetto rispetto a quegli anni- dice- l’ho già detto e lo ripeto. Era un livello più competitivo, c’erano più risorse, le squadre erano 16. Della riforma di ci si parla condivido gran parte, anche se penso che pensare di tornare al passato ad un girone unico di A2 in due stagioni, è una tempistica drastica».



