Parola a uno dei consorziati, Giovanni Calistri, a poche ore dalla palla a due di Pistoia-Cento: «Mia moglie è la tifosa sfegatata»
«La squadra in questa stagione sta entusiasmando e quindi speriamo che si possa continuare così anche in questi playoff. Il merito di tutto questo va riconosciuto allo staff tecnico, ma in generale a chi gestisce il Pistoia Basket. E mi riferisco sia alla dirigenza biancorossa che al Consorzio, che stanno facendo un lavoro straordinario». Parola di Giovanni Calistri, titolare assieme alla moglie Melania Cacci di GI.BI Materie Plastiche, azienda ubicata in via di Ramini e facente parte del Consorzio Pistoia Basket City.
«Siamo dentro al Consorzio da quattro/cinque anni: è un’avventura che abbiamo cominciato soprattutto perché Melania è tifosa sfegatata del Pistoia Basket. Ma da quando abbiamo iniziato mi sono appassionato anche io. Non sono un grandissimo frequentatore del PalaCarrara poiché il tempo a disposizione è quello che è per motivi lavorativi, però quando posso mi piace andare a vedere la squadra», racconta Calistri, che è a capo di un’impresa artigiana «che si occupa principalmente di raccolta, trasporto e rigenerazione di materie plastiche, con un ciclo produttivo effettuato sia a caldo che a freddo che alla fine porta alla realizzazione di nuovi oggetti, come vasi, scope e così via».

La felicità di essere parte attiva del progetto Consorzio è tangibile nel racconto di Calistri. «Il Consorzio è gestito da persone competenti in maniera estremamente lucida. Si vede che c’è una visione ad ampio raggio. Veniamo da un momento estremamente complicato per via prima del virus e della guerra poi, ma questo non ha incrinato la sinergia e l’unità di intenti che ci sono all’interno del Consorzio. C’è grande entusiasmo e i recenti investimenti lo confermano. Così come le iniziative che vengono organizzate – aggiunge Calistri – E’ stata creata una bella squadra, così come quella a disposizione di coach Nicola Brienza, dove ognuno è consapevole di quello che deve fare. E i risultati di questo lavoro sono tangibiliper entrambe le realtà»



