Pistoia, fatti cullare dal tuo slancio. Tra le prime quattro ci puoi stare

Con la doppietta su Verona, Pistoia sfata il tabù contro l’elite dell’A2. Un segnale di continua crescita e di buon auspicio

«Ci siamo tolti anche lo sfizio di vincere finalmente contro una delle prime quattro squadre del campionato tra girone rosso e verde». Lo diceva venerdì sera coach Nicola Brienza dopo gara 3, primo passo verso la rimonta che la sua Pistoia ha completato domenica, impattando la serie di semifinale che domani verrà decisa con la bella in terra veronese. Così la doppietta ha trasformato lo sfizio in vizio, per una Gtg che mai prima d’ora era riuscita ad avere la meglio con l’elite della serie A2. A partire dai ko in stagione regolare all’interno del girone verde, tra andata e ritorno. Quelli netti con Cantù e quelli di misura e a testa altissima con Udine (nei due ritorni con Davis al posto di Johnson), corazzate del settentrione prime finaliste nei due tabelloni. Quelli della fase a orologio, dai significati diversi. Sul campo di Scafati al termine di una partita giocata alla pari, poi all’AGSM Forum di Verona (ma guarda un po’) con il -28 (46-74) rimediato un mese fa.

Per finire con gli ultimi due, sempre nel solito ex PalaOlimpia scaligero, in occasione delle prime due gare di questa semifinale. La partita più importante della stagione, nel palazzetto che ha visto la peggior Pistoia dell’anno. Il giro di vite di un collettivo a cui niente pare capitare per caso. Una squadra che fin dalla Supercoppa ha dato ad intendere di non essere “normale”, tornando al vocabolario caro al suo allenatore. Di sfidare pronostici, avversità, fantasmi, lo scetticismo del pubblico poi riconquistato. Tanto da ritrovarsi tra le prime quattro del campionato, per un certo periodo dell’anno. Nascere in sordina e riscoprirsi una grande, senza avere però lo stesso budget di chi la categoria ha dichiarato fin da principio di volerla salutare. La storia di uno slancio da capogiro, di un amore ritrovato, della purezza di un’inoltrata primavera biancorossa che irrompe senza chiedere il permesso. E che dura da settembre. Pistoia, chiudi gli occhi e vai. Il destino non lo ammette, ma sotto sotto fa il tifo per te.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.


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