GTG, dalla Supercoppa all’abbraccio con i propri tifosi: una stagione da ricordare

Tra le tante immagini che hanno accompagnato il Pistoia Basket in questa stagione ce ne sono due: la Supercoppa alzata e il calore dei propri tifosi dopo la sconfitta di Verona

Tra le tante immagini che hanno accompagnato il Pistoia Basket in questa stagione ce ne sono due, diametralmente opposte, che riassumono molto bene la stagione. La prima è quella di Lignano Sabbiadoro, con capitan Della Rosa e compagni che alzano il trofeo della Supercoppa, aggiudicandosi il primo titolo della stagione, un traguardo assolutamente non pronosticato, dall’universo biancorosso così come da qualsiasi altro addetto ai lavori da cima a fondo all’Italia. Un risultato che la squadra ha festeggiato praticamente in solitudine sul parquet della località turistica friulana, complici un po’ le allora stringenti restrizioni per il covid e un po’ anche l’indifferenza generale verso il nuovo gruppo e verso quei primi canestri di settembre. Nessuno si aspettava miracoli dalla squadra costruita in estate, ed invece la magia è iniziata subito e da Lignano Sabbiadoro la Giorgio Tesi Group non ha più smesso di sorprendere e vincere, spesso e volentieri ribaltando pronostici e facendo diventare possibile quello realisticamente sembrava fuori portata per questo gruppo.

La somma dei singoli che crea un totale che ben superiore al risultato ipotizzabile, ed il moltiplicatore alla base di questa strana e bella equazione per molti è stato coach Brienza. Il tecnico, arrivato a Pistoia dopo la partenza di Michele Carrea, andato a cercar fortuna e maggior gloria alla corte dell’ambizioso Gruppo Mascio in quel di Treviglio, si è rivelato il primo e più importante rinforzo della stagione biancorossa. Un colpaccio, non l’unico dell’annata, firmato dal direttore sportivo Marco Sambugaro, vero e proprio progettista di questa stagione così vincente. Con e grazie a coach Brienza tutta la Pistoia dei canestri, settimana dopo settimana, vittoria dopo vittoria, è tornata a stringersi intorno alla palla a spicchi biancorossa, con i bagni di folla e di entusiasmo vissuti in gara-5 con Cento e in gara-3 e gara-4 con Verona che hanno fatto ritornare alla mente degli oltre duemila affezionati il sapore un po’ perso di certe domeniche in cui il PalaCarrara era un catino inespugnabile anche per le big di Serie A. E qui si arriva alla seconda fotografia, quella che ha chiuso la stagione di Pistoia. I ragazzi del Pistoia Basket, sconfitti pesantemente a Verona in gara-5 di semifinale, che non sono con i musi lunghi a piangere in mezzo al parquet dell’impianto veneto, ma piuttosto ricoperti dalla gioia degli oltre trecento tifosi al seguito della squadra insieme alla Baraonda Biancorossa per spingere i loro beniamini ad un’impresa poi mancata. Della Rosa, Johnson, Riismaa, Del Chiaro, Utomi, Saccaggi, Margo, Wheatle, Divac e Allinei in mezzo alla loro gente, tutti uniti, tutti vicini, perché quello che la pandemia ha tolto in questi anni, in questi playoff Pistoia e la gente del basket hanno iniziato a riprenderselo.

E la squadra applaudita a cantata a ad oltranza, circondata dai propri supporter, lassù in mezzo alla curva, è il senso più pieno di una missione che può definirsi riuscita. Se a settembre avevano festeggiato un trofeo da soli, a giugno i ragazzi di questo gruppo sono riusciti nell’impresa ancor più significativa di salutare l’eliminazione dai playoff in mezzo alla propria gente nonostante si giocasse a oltre trecento chilometri di distanza dal PalaCarrara, in una sorta di festa che è stato un lunghissimo abbraccio con il popolo biancorosso, quasi a voler ritardare di ogni secondo possibile la parola fine su questa splendida stagione. La squadra abbracciata dalla sua gente a Verona, in un palazzetto che giustamente festeggiava l’approdo in finale è la dimostrazione più lampante che quando metti del buono in circolo, inevitabilmente, torna indietro. E ai ragazzi di Brienza, così come allo staff tecnico del Pistoia Basket, in questo finale di stagione è tornato tutto indietro. L’impegno, il sudore, il duro lavoro e la dedizione hanno dato frutti. In primis sul campo, portando la Giorgio Tesi Group a quindici minuti dalla finale per la promozione in Serie A, ultima perla di una stagione in cui la banda guidata da coach Brienza si è presa la Supercoppa, la partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia, il terzo posto in stagione regolare nel girone verde e una collezione lunghissima di vittorie sia in casa come fuori. E poi fuori dal parquet, perché come ha detto coach Brienza nel post partita della gara «Nessuno avrebbe ipotizzato questo risultato, la stagione è stata eccezionale. In tante occasioni siamo andati ben oltre le nostre qualità attuali, dimostrando che con il lavoro e l’attenzione è possibile toglierci delle soddisfazioni. Partendo in sordina e chiudendo gara-5 con quattrocento pazzi che ci hanno seguito a Verona: abbiamo riacceso una fiammella e speriamo che possa diventare un grande fuoco». Adesso la missione della dirigenza biancorossa deve essere quella di non disperdere tutto questo: uomini in campo ed entusiasmo sugli spalti devono diventare la base su cui costruire la prossima stagione.

Redazione PtSport
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