«Nicola è la nostra certezza e ripartiamo da lui. Quest’anno tutti si sono superati» così il ds biancorosso Marco Sambugaro
«Non sempre avere tanti soldi da spendere fa la differenza, e noi ne siamo la dimostrazione» parola di Marco Sambugaro. Una dimostrazione stupenda chiamata Pistoia Basket che in questa stagione 2021/22 ha superato ogni più rosea aspettativa posizionandosi al terzo posto nel girone verde e sfiorando la finale promozione. Il diesse della GTG ha costruito e modellato a stagione una squadra nel migliore dei modi cercando di dare a coach Nicola Brienza sempre il meglio. «Inutile pensare a come sarebbe potuta andare con Olasewere perché Wheatle da ‘quattro’ ha giocato la miglior stagione della sua carriera». Testa alta dunque e zero rimpianti, perché la stagione 2022/2023 è ormai alle porte.
Il percorso e il condottiero
«Giudicare solo il finale del nostro campionato – spiega Sambugaro – sarebbe limitativo: bisogna guardare il percorso e non bisogna mai dimenticare che siamo arrivati terzi nel girone verde, dietro Udine a due punti da Cantù, vincendo dieci partite in trasferta. Di sicuro un percorso così era lontano dai nostri pensieri ai primi allenamenti. Pensavamo di lottare per accedere ai playoff ma il lavoro di Nicola e del suo staff è stato eccezionale in questo senso. Nessuno tra gli addetti ai lavori poteva ipotizzare una stagione così per Pistoia, in un girone molto difficile abbiamo avuto un percorso lineare, ed il nostro budget non era così importante: siamo la dimostrazione che quanti soldi puoi spendere non sempre basta a fare la differenza. Sicuramente le quattro finaliste hanno ben altre disponibilità economiche, ma tutto questo rende ancora più importante quello che ha fatto la squadra. Questa stagione va considerata per quello che è: un’annata eccezionale, sopra le righe e assolutamente non scontata, certamente non facile da ripetere».
Alla domanda sull’eventuale permanenza del coach lombardo sulla panchina del Pistoia Basket, il ds biancorosso risponde così: «Nicola Brienza è il nostro allenatore e ripartiamo da lui». Parole al miele per i pistoiesi che a più riprese nell’arco della stagione hanno mandato messaggi d’amore all’allenatore e hanno chiesto alla società di trattenere colui che, forse più tutti, ha reso possibile tutto questo.
Una strada con diversi ostacoli
«Con i problemi di Olasewere abbiamo visto i primi fantasmi, come la scorsa stagione con Marks – ammette il diesse Sambugaro. Lì è arrivato Utomi che è un giocatore molto diverso, ma Brienza lo ha inserito brillantemente e da lì è stato un crescendo. L’avventura della Supercoppa e il percorso alle finali di Lignano hanno cementato il gruppo e quel risultato ci ha dato tanto entusiasmo. E poi in gruppo si sono trovati tutti bene, c’è stato un ambiente bellissimo e il merito è stato anche di chi ci stava intorno. La squalifica di Johnson che è stata un fulmine a ciel sereno ma la forza è sempre stata nel gruppo e nella capacità di inserire chi arrivasse. La ciliegina poi è stata il ritorno di Johnson, il terzo posto, la qualificazione ai playoff e il cammino fino a gara-5 di Verona».
«Non avremo mai la controprova di come sarebbe stata la nostra stagione con Olasewere. Detto questo, nella sfortuna abbiamo avuto anche fortuna perché la stagione di Wheatle da “quattro” è stata la sua migliore. Si sta rendendo conto che sta facendo meglio in questo ruolo e in attacco si sente più sicuro. Carl è un ragazzo d’oro, sono con lui da 7 anni e lo porterei ovunque. La sua è una leadership silenziosa e il suo rendimento dipende molto anche da come si trova in spogliatoio: in questa stagione si è sentito benissimo e in campo questo si è visto»
Pistoia si è riscoperta giovane
«I giovani devono giocare tanto e avere spazio. Coach Brienza in questa stagione ai nostri ha dato un ruolo determinante e in loro è cresciuta la consapevolezza. Hanno capito di avere grandi margini di crescita e qui sono stati valorizzati. Il merito è stato anche loro, così come del coach che gli ha dato fiducia non solo a parole ma anche a fatti, facendoli giocare anche in momenti delicati».



