Guido Dianda torna in pista e sposa la causa biancazzurra. Alla Lampo in veste di consulente tecnico: «Ho subito detto di sì»
Nella stagione del centenario, durante l’anno 2018/2019, la Lampo aveva fatto partire la sua cavalcata da due persone: il presidente Marco Giannoni e il suo assistente Guido Dianda. Proprio in quell’annata i due optarono per affidare la panchina a Riccardo Agostiniani, facendo centro. Il tecnico pistoiese, infatti, ripagò la fiducia societaria conducendo la Lampo fino alla finale play off, poi sfortunatamente persa. Ad ogni modo la lungimiranza e la visione di Luca Dianda furono determinanti e tutti questi elementi che torneranno alla corte biancazzurra dalla prossima stagione. Dianda, infatti, approda nuovamente alla Lampo in qualità di consulente tecnico, per aiutare la squadra e proiettarla verso una stagione che tutti si auspicano possa essere entusiasmante.
IL RITORNO ALLA LAMPO
Guido, partiamo dal rapporto col presidente Giannoni, cosa ti ha spinto a tornare?
«Il rapporto col presidente è di amicizia stretta. Ci siamo conosciuti 5 o 6 anni fa, quando mi chiamò per cercare di aiutare la Lampo. Ricordo che in quella stagione c’erano state un po’ di problematiche ad inizio anno, poiché i biancazzurri non erano partiti bene. Mi contattò verso dicembre per dargli una mano, chiedendomi di allestire la squadra e rimettere in piedi la situazione. Dal rischio retrocessione alla fine ci salvammo e migliorammo di molto l’andamento in campionato. Ormai il nostro è un rapporto molto solido -continua Dianda-, ci sentiamo praticamente tutti i giorni, anche per parlare di cose al di fuori del rettangolo verde. Anche in questi anni che non ero alla Lampo ci siamo tenuti in contatto. Ricordo che a presentarci fu Gabriele Cerri, che è un mio amico fraterno. Ci mise in contatto proprio poiché anche Gabriele aveva capito che serviva un cambio di rotta, e chiamò me nella speranza che potessi aiutarli».
Quale sarà il suo ruolo alla Lampo?
«Il mio ruolo nella Lampo sarà quello di consulente tecnico che si occuperà del mercato. Anche quest’anno è andata esattamente come 6 anni fa. Mi hanno chiamato Cerri e il presidente Giannoni chiedendomi se fossi disponibile a dargli una mano, e davanti alla proposta ho detto subito di sì. L’obiettivo è quello di costruire una squadra forte, che faccia divertire. Conoscendo molti giocatori penso di avere le capacità per farlo. Nonostante il budget per il mercato sia ridotto, proveremo a mettere insieme i pezzi e trovare una quadra. La nostra filosofia è quella di avere una squadra competitiva grazie alle idee più che ai soldi».
LINEA VERDE E COMPETITIVITÁ
Guido, cosa si aspetta dalla prossima stagione?
«Penso che quest’anno ci sia la possibilità di fare una gran bella stagione. La base da cui ripartiremo è ottima, la Lampo nell’ultimo campionato ha fatto bene. Ci sono tanti giovani di prospettiva e questo è un aspetto assolutamente positivo, dovremo puntare su di loro per proseguire la linea verde. La cosa importante è che mi sento in simbiosi con il presidente, questa è la cosa più importante. Vogliamo divertirci e creare un rapporto con i calciatori che vada oltre il campo. Il gruppo dovrà essere composto da bravi ragazzi, che giochino volentieri e che mettano il divertimento al primo post. Il mercato è appena iniziato -conclude Dianda- ma abbiamo già qualche colpo in canna, vogliamo farci trovare pronti ai nastri di partenza».
A queste parole si lega anche il presidente Marco Giannoni, che prosegue su questa linea d’onda. «Il progetto continua incentrato sulla valorizzazione dei giovani -spiega il presidente- come abbiamo fatto quest’anno. Sono molto contento di ritrovare al mio fianco Luca Dianda, che oltre ad essere un professionista esemplare è anche un ottimo amico. Mi ha dato una grossa mano nell’anno del centenario in cui, insieme a mister Agostiniani, arrivammo fino in finale play off. Come allora, Luca sarà chiamato ad assistermi nelle scelte che riguardano aspetti di campo e non. Vogliamo dimostrare il nostro valore, anche se oggettivamente ci sono squadre più forti di noi. Non saremo i favoriti, ma la nostra ambizione dev’essere comunque quella di fare bene».


