I dirigenti dei Giovani Via Nova si sono ritrovati per porre le basi in vista del nuovo anno. Cecchini: «Partiamo con tanto entusiasmo»
Di Roberto Grazzini
Metti una sera a cena alla “club house” del centro sportivo della Palagina, quartier generale dei Giovani Via Nova dove il senso di appartenenza e l’attaccamento al territorio, marchi di fabbrica del sodalizio del presidentissimo Osvaldo Romani, la fanno da padrone. La temperatura diventa decisamente gradevole dopo il tramonto in questo angolo della campagna pievarina. Fra un tagliolino ai funghi perfettamente al dente ed un delizioso roastbeef con le patate, si affinano le strategie e si pianifica il futuro come al tavolo del patron Gianluca Cecchini, vulcanico dirigente che da qualche anno si occupa della prima squadra e della formazione juniores. Non è prettamente un uomo di calcio, gioco che ha imparato ad amare grazie ai due figli. Però ha fatto tesoro degli insegnamenti appresi dalle passioni e dalle discipline sportive, diametralmente opposte, che pratica in prima persona. Da amante di auto sportive, sa quando è il momento di rischiare o quando bisogna togliere il piede dall’acceleratore. Allo stesso tempo, da atleta amatoriale del pedale conosce bene i propri limiti ed i morsi della fatica specie se la salita si fa impervia. Il resto del suo know how viene dalla lunga e collaudata esperienza imprenditoriale, col mare quale elemento da governare, senza mai però cercare di domarne l’immane forza.
“Se c’è burrasca a volte bisogna prendere l’onda di petto – esordisce al momento dell’amaro – oppure tentare assecondare il movimento della stessa. Scelte decisive, fatte anche di pancia e di istinto, da prendere in un pochi attimi che solo il corso degli eventi potrà poi dire se erano giuste e sbagliate”. Forse il riferimento a tre cambi di tecnici in panchina nella stagione andata in archivio e la conseguente autogestione del cosiddetto triumvirato interno non è puramente casuale. Ma alla fine, da qualsiasi prospettiva si veda tale inusuale e pur discutibile scenario, il campo ha detto che aveva ragione lui. Nel volgere di poche stagioni, senza contare l’aggravante covid, la prima squadra dei Giovani Via Nova ha compiuto un’esaltante doppio salto di categoria. Il tutto non per grazia ricevuta quanto lottando su ogni centimetro del terreno di gioco come nei recenti ed estenuanti playoff. “I presidenti e gli allenatori passano più o meno velocemente– sentenzia Cecchini – ma le società e soprattutto certe figure insostituibile restano. Se abbiamo raggiunto determinati obiettivi, lo dobbiamo in grandissima parte al lavoro sotto traccia di persone esemplari quali Adriano Nannini, il nostro team manager, eccezionale fuori e dentro lo spogliatoio, o a Michael Amerini, tecnico umile quanto passionale.
Per non parlare del d.s. Ennio Pollastrini e del vice presidente Gianluca Stefanelli, perfetti smussatori di angoli, cosa che “a me riesce meno bene”. E loro sono lì assieme al preparatore dei portieri Luca Gonfiotti, altro fedele pretoriano , al nuovo allenatore degli juniores Fabio Fanteria ed a Sabatino Doretti, new entry dirigenziale. Sabato prossimo escono i gironi dei dilettanti ma non sembra troppo interessato alla questione: “Io guardo a casa mia – glissa – un girone vale l’altro. Ogni giorno la marea porta a riva qualcosa di inaspettato: l’importante è farsi trovare pronti”. Che Via Nova vedremo all’opera? ” Battagliero, tenace, propositivo e con pochi e mirati ritocchi. A questo gruppo devo molto. Sono certo che ci faremo valere”. Lascia il tavolo per primo, salutando i presenti. E’ già in partita!



