Da oggetto della discordia a nuovo attaccante della Pistoiese in Serie D, la parabola turbolenta che lega Riccardo Barbuti all’Olandesina
«Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai». Così sembrava nel gennaio del 2021, quando la Pistoiese cercò per la prima volta di assicurarsi le prestazioni dell’attaccante Riccardo Barbuti. Come nel capolavoro manzoniano, l’unione tra le parti sembrava cosa fatta, quando d’un tratto un agente esterno vi si inserì rovinando il cerimoniale. E ancora, ricalcando la trama dei Promessi Sposi, quel matrimonio sì celebrerà ugualmente, un anno e mezzo più tardi ma in tutt’altro contesto.
Cosa sarebbe potuto accadere se Barbuti fosse effettivamente arrivato a Pistoia nel gennaio dello scorso anno? Quali sono i contorni della vicenda, e perché questa volta le stelle si sono mostrate favorevoli?
UN ATTACCANTE PER RIOLFO
Torniamo al gennaio del 2021, quando per la prima volta il nome di Barbuti fu accostato alla Pistoiese. La situazione di classifica degli arancioni era preoccupante, ma nelle settimane precedenti la squadra aveva ottenuto risultati lusinghieri che lasciavano ben sperare. Dopo l’esonero di Nicolò Frustalupi, sulla panchina sedeva Giancarlo Riolfo: un tecnico dai modi duri ma schietto, la cui ricetta si era rivelata subito efficace.
All’inizio della sessione di mercato furono ceduti alcuni giocatori importanti come Camilleri, Cesarini e Gucci, ma i rinforzi non erano stati ancora individuati. L’attacco, in particolare, rimaneva il reparto maggiormente sguarnito con il solo Chinellato a fare da riferimento offensivo. Fu in questo momento che il nome di Riccardo Barbuti finì sulla bocca dei tifosi della Pistoiese.
Cresciuto nel Sassuolo e passato per una lunga gavetta in terza serie, nella stagione 2020/2021 l’attaccante classe ’92 militava nel Fano, allora impegnato nel campionato di Serie C (poi chiuso con la retrocessione). Il profilo era quello giusto, ma per molti giorni la trattativa rimase in sospeso senza che si riuscisse a trovare la quadra.
Alla fine Barbuti rimase nelle Marche, chiudendo la stagione con trentacinque presenze e nove reti, tuttora suo record personale. La Pistoiese corse ai ripari ingaggiando Maurizi e Rovaglia, oltre agli svincolati Lo Faso e Momentè, ma da gennaio in avanti arrivarono appena sei punti, troppo poco per evitare la retrocessione nell’anno del centenario. Il mancato arrivo di Barbuti portò peraltro alla rottura tra Riolfo e l’allora direttore sportivo dell’Olandesina, Giovanni Dolci, alimentando un clima via via più ribollente sino all’esonero del tecnico avvenuto qualche mese più avanti, quando al suo posto subentrò Stefano Sottili.
RITORNO DI FIAMMA
Il matrimonio tra la Pistoiese e Riccardo Barbuti doveva evidentemente essere scritto nelle stelle se oggi, un anno e mezzo più tardi, siamo qui a celebrarlo. Certo, il contesto e i presupposti di questa unione sono ben diversi rispetto a quelli del passato: allora c’era la Serie C da salvare, mentre questa volta la C va conquistata a suon di gol e vittorie. Anche per questo la scelta è ricaduta sulla vecchia fiamma, bramoso di rilanciarsi dopo una stagione così così al Trento (Serie C).
Gli innesti di Barbuti e Urbinati hanno aggiunto quel quid che ancora mancava alla Pistoiese, accreditandola sempre più come una delle più attrezzate del raggruppamento. Il rimpianto, sicuramente, è quello di non aver completato l’organico con qualche settimana di anticipo, così da arrivare alla prima di campionato con una squadra ben collaudata. Vedremo quale sarà l’impatto dei nuovi arrivati sui meccanismi già esistenti e se questa sarà sufficiente ad esaudire i desideri dei tifosi arancioni.




