Da Buggiano a Winter Haven, seguiamo l’esperienza di Irene Mostardini per due anni nel Polk State College in Florida
Sono quasi due mesi che Irene Mostardini ha dato una sterzata alla sua vita. Dal 25 luglio infatti è iniziata l’avventura americana per la ventenne di Monsummano, protagonista nelle scorse stagioni con la maglia della Pallavolo Buggiano. Come ci aveva già annunciato un anno fa, Irene infatti era stata scelta già un anno fa e aveva vinto una borsa di studio tramite la quale trascorrerà due anni nel Polk State College di Winter Haven in Florida dove insieme allo studio continuerà la sua attività pallavolistica. Sbarcata a fine luglio negli States ha svolto le prime due settimane di allenamenti – uno la mattina e uno il pomeriggio – insieme a una sessione di pesistica tutti i giorni per 6 volte la settimana.
«Dal 15 agosto è iniziata la scuola, con un mese d’anticipo rispetto all’Italia » ammette Irene «e alterno le lezioni la mattina fino alle 11 con l’allenamento nel pomeriggio di 4 ore insieme alla classica seduta con i pesi. Per il momento a livello di studio abbiamo matematica e computer introduction, un corso base di utilizzo del computer».

Parallelamente stai indossando anche la maglia della squadra del suo college, i Polk Eagles.
«Abbiamo fatto un buon debutto nella torneo di Fort Myers dove abbiamo vinto 3 partite su 4 poi siamo calate. Il campionato – iniziato il 6 settembre e con fine il 22 ottobre – si è aperto con una sconfitta contro il Florida SouthWestern (qui per rivedere la gara) mentre l’8 e il 9 abbiamo avuto un torneo a Las Vegas. Non è stato fortunato però perché per infortunio ci siamo fermate in tante, tra chi non ha avuto niente di grave a chi si è rotto il crociato. Logico che in termini di risultato siano arrivate solo sconfitte….»
«Il 13 settembre abbiamo alle ore 18 locali (ore 22 italiane) la seconda giornata di campionato, in casa contro Hillsborough. Giovedì 15 saremo di scena a Gainesville contro il Santa Fe College. Da lì in poi avremo altre 11 sfide in poco più di un mese per la regular season. A seconda di come la squadra si piazzerà nel campionato iniziano due distinte fasi dopo il 22 ottobre, un torneo di play-off e uno di play-out».

Com’è la pallavolo a stelle e strisce?
«Quì è molto diverso il concetto di pallavolo, sia sul piano della ricezione, difesa e battuta. All’inizio per me è stato molto stressante perché ho dovuto cambiare sistema di gioco. Due curiosità su tutte? Qui il libero può anche battere e se la palla tocca il soffitto è sempre valida. Gli arbitri però sono più fiscali: mi sono già presa un cartellino giallo perché mi sono legate le scarpe in un momento in cui non potevo farlo… L’attenzione alla pallavolo è comunque maniacale; lo testimonia anche l’esistenza di un media day ovvero una giornata dedicata alle foto, non solo di squadra, ma anche singole in varie pose: una figata!».
Al di fuori del college come va?
« Tutto alla meraviglia perché abito a 10 minuti dalla scuola e divido la casa con 5 ragazze. C’è anche una mia connazionale, Giuliana Jaku che arriva da Belluno quindi riesco ancora a parlare un po’ italiano oltre a questa intervista (ride, nda). Certo di tempo per fare altro ne ho poco oltre il weekend, ma è normale così: l’impegno sportivo e scolastico sapevo che mi avrebbe coinvolto quasi al 100%!»

Cosa potresti e soprattutto cosa vorresti fare in futuro dopo il college?
«Dopo questi due anni se voglio continuare la mia laurea devo trasferirmi in un’university per potere concludere. In seguito poi uno può entrare nel mondo del lavoro, ma ci potrebbe essere anche la possibilità di fare un master. Al momento la mia idea sarebbe quella di diventare preparatore atletico, ma ancora ho due anni davanti a me e ho deciso di vivermeli alla grande».


