Al PalaTerme è andata in scena la dodicesima edizione di Venator FC. Nel main event, Paternò hadifeso la sua cintura di campione dei pesi welter
Entusiasmo. È il termine giusto per descrivere il clima che si respirava nella giornata di ieri, sabato 8 ottobre, al PalaTerme, in occasione della promotion di MMA più importante d’ Italia e non solo, Venator Fighting Championship 12. Non è la prima volta che il Venator passa da Montecatini, ma stavolta lo ha fatto in grande stile: partendo dagli amatori, che hanno combattuto dalle 14 alle 18, l‘evento offriva una Precard composta da quattro incontri e una Maincard da sette che culminava con un Main Event scoppiettante, con tanto di titolo dei pesi welter in palio. La compagnia di Frank Merenda, presidente del Venator, ha messo le cose in chiaro, dimostrando perché viene considerato uno dei campionati sportivi di MMA più importanti d’Europa, e portando sulle tribune del palazzetto di Montecatini più di 1000 persone. L’atmosfera era infuocata, ogni fighter aveva dalla sua un buon numero di tifosi che non si sono risparmiati con cori e urli per far sentire la loro vicinanza ai combattenti. Sin dagli incontri preliminari l’evento è stato caratterizzato da un ritmo molto sostenuto, confronti spettacolari e finalizzazioni di grande livello che hanno visto ben sette match su undici finire prima del limite dei tre round.
PRE CARD
Ad aprire le danze è stato il match tra Fabio Morlacchi e Hussem Khelify per la categoria pesi gallo, con il ragazzo di Milano che è riuscito a trovare la sua prima vittoria da pro grazie ad una mossa di sottomissione. «Questa affermazione significa molto per me, sono riuscito a prendere la schiena del mio avversario e a sottometterlo», dice iMorlacchi. In seguito è andato in scena l’unico incontro femminile della serata per la categoria pesi leggeri, quello tra Alice Maniccia e Alice Pisciotta, con quest’ultima che è riuscita a prevalere per decisione unanime ai punti. Si è andati avanti con un match che doveva essere nella card principale per la categoria pesi medi, ma è stato declassato per motivi tecnici, quello tra Gianni Massafra e Mario Mingaj. Gran parte dell’incontro è stato dominato da Massafra, ma una volta finiti a terra, Mingaj è riuscito a trovare una triangle choke che ha spento la luce al suo avversario. «Nonostante i tanti colpi che ho ricevuto in ground and pound sono rimasto lucido e ho sfruttato l’ occasione per sottometterlo». In un battito di ciglia siamo arrivati all’ultimo incontro prima della main card, quello tra Pasquale Dromì e Federico Fasciano per i pesi gallo, vinto da quest’ultimo ai punti con decisione unanime.
MAINCARD
Per la portata principale dell’evento, ci sono stati vari incontri per categorie diverse: per i pesi welter Giacomo Michelis ha battuto Farukh Aligadzhiev con una finalizzazione in ground and pound, e per i pesi leggeri Michael Pagani ha mandato al tappeto Dylan Hantig con una spettacolare ginocchiata volante. Andando avanti, è toccato ai pesi piuma, con Simone D’Anna che ha prevalso ai punti a discapito di Itay Tratner, e con la vittoria sempre ai punti di Kiru Singh Sahota contro Giacomo Santoro per i pesi mosca. Arrivati agli ultimi tre match della serata, troviamo l’elitè delle MMA italiane sull’ottagono di Venator. Per la categoria catchweight, Michelangelo Colangelo ha avuto ragione del suo avversario Oskar Herczyk. «Ho fatto molti sacrifici per tornare a questi livelli, sono contento di aver messo su un bel match e di aver fatto divertire il pubblico», così ha parlato “The Farmer” Colangelo nel post incontro. Eccoci al Co-Main Event, quello tra Manolo Zecchini e Abou Tounkara, chiamato a combattere in extremis dopo che lo sfidante originale di Zecchini, il fighter ucraino Eduard Kazmiruk, non ha passato il taglio del peso per rientrare nella categoria pesi piuma. Non c’è storia per Tounkara, l’”Angelo Veneziano” spicca il volo nel secondo round e chiude il match con una ginocchiata che costringe il suo sfidante ad abbandonare il palazzetto in ambulanza. Finalmente il Main Event: Stefano Paternò ha difeso la sua cintura di campione dei pesi welter contro il tedesco Kevin Hangs, prevalend per KO tecnico al quarto minuto del primo round: «Sono contento di essere ancora campione, ho affrontato un avversario che rispetto molto – ammette Paternò – Spero di arrivare in UFC e di rimanerci per molto tempo». Ed è sulla gioia di Paternò che si è chiusa questa dodicesima edizione del Venator Fighting Championship.


