Candeglia: la vita da mediano di Agostiniani, tra università e passioni

Andiamo dietro le quinte della vita da mediano di Andrea Agostiniani, il tuttofare del Candeglia autore di tre gol in stagione

Andrea Agostiniani del Candeglia ci ha mostrato il dietro alle quinte della sua vita da mediano di Prima Categoria nella compagine pistoiese. Dalla ripresa degli studi, con obiettivi di vita e di lavoro ben chiari in mente, al netto senso di responsabilità e determinazione che mostra nelle sue dichiarazioni. Il tutto senza dimenticare il campo: dagli obbiettivi personali per questa stagione sportiva a quelli della squadra, passando per il rapporto con il mister Giovanni Borrelli e i compagni di squadra e per la restaurazione dell’ultima sessione di calciomercato.

AGOSTINIANI FUORI DAL CAMPO, TRA LAVORO E STUDI

Chi è Andrea Agostiniani al di fuori del rettangolo di gioco?

«Ho 26 anni, sono di Capostrada e attualmente sono cinque anni che lavoro in studio da un commercialista a Pistoia. Inoltre, ho deciso di riprendere gli studi che qualche tempo fa avevo momentaneamente mollato. Il mio obbiettivo è quello di laurearmi in economia e commercio perché, anche in prospettiva futura per il lavoro che faccio, mi serve per poter arrivare a fare qualcosa di buono».

Come riesci ad unire lo studio, il lavoro e il calcio?

«Il mio orario di lavoro consiste nelle classiche otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Col Candeglia faccio tre allenamenti a settimana, più la partita la domenica. Il tempo restante, come le sere libere o la domenica mattina, lo dedico principalmente allo studio. Ci vuole molta forza di volontà, ma piano piano tutto si può fare. Anche perché mi è stata prospettato un futuro dal commercialista dove lavoro per il quale ho necessità di laurearmi. Bisogna lavorarci, ma l’ambizione c’è».

«PRIMA LA SALVEZZA, POI DIVERTIAMOCI»

Passando al campo, complimenti innanzitutto per la doppietta di domenica e, a tal proposito, come hai vissuto il sentitissimo derby vinto per 2-3 contro il Chiazzano?

«La partita, come hai detto bene te, è molto sentita. Per noi infatti, anche per una questione di vicinanza, quello è il derby, non è solo un semplice derby. La prima rete è nata da una respinta corta del difensore dopo un traversone dal fondo di Lazzari, la palla è arrivata al limite dell’area e sono riuscito ad incrociarla bene all’angolino. Sapevo che loro sarebbero venuti fuori e infatti hanno avuto alcune occasioni. Mi dispiace per Giuntoli, che rientrava da un infortunio e dopo essere entrato e aver segnato è dovuto subito uscire, spero per lui un rientro in tempi brevi. Il secondo gol l’ho realizzato su rigore. Quest’anno sono il rigorista designato con la partenza di Pagnini poi, quando tornerà Cerretini dall’infortunio, parleremo per decidere chi li tirerà. In generale, sono molto soddisfatto della prestazione sia mia che della squadra, il rigore finale e la parata su Perna sono state decisive e al fischio finale è stata una liberazione».

Dopo un’ottima partenza che vi vede secondi (a pari merito con lo Staffoli) e ad un solo punto dalla vetta, quali sono le ambizioni stagionali del Candeglia?

«Onestamente devo dire che questa partenza è stata anche superiore alle aspettative. Perché l’anno scorso sono andati via 7-8 ragazzi che erano la colonna portante della squadra, quindi c’era il dubbio di poter inizialmente far fatica, avendo in rosa più di dieci elementi nuovi. L’Academy Porcari ha vinto i Playoff di Prima Categoria e quindi sono obbligatoriamente tra le candidate per la lotta al vertice. Lo Staffoli ha reso il proprio campo un fortino, è molto difficile giocare lì e loro ci stanno facendo molti punti, come con noi e con lo Spedalino. Secondo me, rispetto all’anno scorso abbiamo perso in qualità, ma abbiamo guadagnato in solidità. L’anno scorso abbiamo avuto delle pause incredibili durante le partite, a Staffoli per esempio si vinceva 3-0 e abbiamo perso 4-3, una cosa allucinante. L’obbiettivo minimo del Candeglia, col quale siamo partiti, è la salvezza. Poi, una volta che ci siamo arrivati, allora divertiamoci e vediamo dove arriviamo».

GIOCARE CON LA TESTA

Com’è il tuo rapporto con l’allenatore, Giovanni Borrelli, e con il resto della rosa del Candeglia?

«Il mio rapporto col mister Giovanni Borrelli è molto buono. Quest’anno ha deciso di attuare un cambio di modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 e, con l’applicazione di tutti, devo dire che ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni. Quando dico tutti intendo ogni componente del gruppo, anche chi gioca meno o fuori ruolo, ognuno ha sempre fatto il suo sia in allenamento che quando viene impiegato in partita. Inoltre, ci sono questi due ragazzi arrivati dalla Montagna Pistoia, Somahla e Sanno, che sono eccezionali dal punto di vista umano oltre che come giocatori, un’autentica forza della natura. Per me loro rappresentano il prototipo dell’integrazione, perché sono di una generosità incredibile, lavorano e vivono da soli».

Sembra effettivamente che la squadra stia godendo del nuovo modulo e delle impostazioni tattiche messe in campo dal mister Giovanni Borrelli, come avete gestito voi giocatori questo delicato passaggio?

«Ad inizio stagione Sanno ancora non c’era, è arrivato in un secondo momento e quindi, come attaccanti, c’erano Cerretini e Lunardi. Sfortunatamente entrambi si sono fatti male e dovrebbero rientrare nella prossima partita contro lo Jolo. In attacco quindi siamo stati costretti a metterci Barozzi e, per esigenze tattiche, anche io sono stato avanzato. Considerando l’abbondanza di giocatori dietro, il mister ha deciso di passare al 3-5-2 per cercare di essere più compatti. E credo che ci abbia visto giusto. Lavoriamo ogni allenamento sulla gestione del modulo e, anche nell’arco della partita, passiamo per alcuni momenti al 4-3-3. La mia paura era quella che la squadra non segnasse molto per via delle tante assenze nel reparto offensivo, ma con 9 gol segnati in 4 giornate, devo dire che per ora questo non è stato un problema».

Già tre gol in stagione, non male per un mediano; quali obbiettivi personali ti sei posto per questa stagione in Prima Categoria?

«Principalmente penso alla squadra, dobbiamo pensare partita per partita e non montarci la testa per le prestazioni precedenti. Dobbiamo rimanere umili e affrontare lo Jolo alla prossima con questa mentalità. In Prima Categoria se giochi con la testa puoi vincere contro tutti, ma se la prendi sotto gamba puoi perdere anche contro l’ultima. Io personalmente non sono un grande goleador, giocando mediano o mezz’ala. Se a fine anno ho fatto i miei due o tre gol, il mio l’ho fatto. Studio e cerco di capire come si muove in campo Brozovic e, negli anni passati, ho ammirato tantissimo Pjanic. Io prendo come prototipo di giocatore entrambi. Per cui, come ho già detto ai miei compagni, ora tocca a loro segnare perché io ho già giocato il mio jolly».

Thomas Alvieri

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Basket montecatinese in lutto: è morto Bruno Niccolai

Padre di Andrea e Gabriele, è stato allenatore e figura fondamentale nello sviluppo del settore giovanile termale di Riccardo...

I Top e Flop del weekend sportivo pistoiese del 21 e 22 Febbraio

Anche per la stagione 25/26 ci sarà la rubrica settimanale dedicata all’analisi dei tre migliori e dei tre...

Dany Basket, tempo di cambiare: esonerato coach Tonfoni

Le dieci sconfitte di fila sono state fatali all'allenatore biancoblu. Promosso il vice Matteoni, nello staff entra Beppe...

Estra Pistoia, adesso è ufficiale: via Sacripanti e Martelossi

Gli ultimi risultati negativi hanno convinto il club biancorosso ad operare un taglio netto nell'area tecnica. In panchina...