La Lampo ha la difesa meno battuta fra i club toscani dall’Eccellenza alla Seconda Categoria. Il capitano Cerri: «Merito di tutta la squadra»
Una squadra ermetica da 0 goal subiti nelle prime 4 giornate di Promozione. Questa è la nuova Lampo di mister Benozzi, che in quest’avvio di stagione sta facendo registrare una compattezza difensiva a dir poco sbalorditiva. Tant’è che gli uomini del patron Giannoni, grazie a questi numeri, sono proiettati al primo posto fra i dilettanti della Toscana. Dall’Eccellenza alla Seconda Categoria, infatti, solo l’Albacarraia -club militante nel girone G di Seconda- e il Pescia hanno mantenuto la porta inviolata come i biancazzurri.
NUMERI DA URLO
Le statistiche difensive della Lampo, già ottime di per sé, diventano ancor più incredibili se rapportate a quelle degli altri club dilettantistici della nostra regione. In Eccellenza -in cui però si sono disputate 6 giornate-, possiamo vedere come le formazioni che hanno incassato meno goal finora, e cioè Fucecchio, Castelfiorentino e Sinalunghese, siano tutte a quota 2. Scendendo in Promozione, come detto, fra i 4 gironi la miglior difesa è appunto quella della Lampo. In Prima Categoria, invece, dal girone A al girone F le difese meno battute si fermano ad 1 goal subito, eccezion fatta per il Pescia. Infine, in Seconda, aggancia la Lampo in questa speciale classifica l’Albacarraia.
Evidentemente, quindi, il merito di questa difesa d’acciaio è di chi questo reparto lo compone. A partire dai due portieri, entrambi quote, e cioè Venturini e Porrà, che davanti a loro avevano il difficile compito di sostituire Lavorini. A copertura dell’estremo difensore, poi, c’è chi il difensore lo fa di mestiere, e in questo caso i nomi da citare sono quelli di Taddei, Pardini, Mazzanti, Tredici, Mangoni, Rinaldi, Simoncini e Monti. I primi tre sono dei classe 2002, mentre gli altri sono tutti profili con maggiore esperienza, soprattutto per quanto riguarda Mangoni, leader del pacchetto arretrato.
LE PAROLE DEL CAPITANO
Cercando di scovare il segreto di questa impermeabilità non possiamo che affidarci a Gabriele Cerri, capitano della Lampo.
Gabriele, da cosa dipendono secondo te questi numeri eccezionali?
«Scherzando con i miei compagni diciamo sempre che dobbiamo chiuderci come un riccio e ripartire come una farfalla, questo è diventato un po’ il nostro motto. Effettivamente la nostra idea è proprio questa -spiega Cerri-, e cerchiamo di attuarla in campo forti del duro lavoro fatto in allenamento. Se per adesso non abbiamo ancora subito goal è merito del mister e di tutta la squadra, significa che stiamo andando nella direzione giusta. Il reparto difensivo è praticamente quello dell’anno scorso a parte qualche nuovo inserimento, per cui questa continuità ci ha sicuramente aiutato. Oltre ai difensori, però, tutti gli altri giocatori difendono con le unghie e con i denti: arretriamo e avanziamo sempre compatti da squadra, questo è l’aspetto più importante».
D’altronde si dice che il pressing parta proprio dagli attaccanti…
«Esattamente. Io in primis, che sono una punta, cerco di lavorare per i miei compagni. Al mister dico spesso che oggi alcuni allenatori vogliono provare a copiare ciò che vedono in tv, ma il calcio spumeggiante del Barcellona difficilmente è riproponibile in Promozione. Sui campi dei dilettanti è tutto diverso, e secondo me nel tentativo di provare a tutti i costi a partire dal basso si rischia di fare danni. A tutti ovviamente piace il gioco di Guardiola -prosegue Cerri-, ma a volte bisogna essere più pragmatici e badare al sodo. Quest’anno stiamo cercando di giocare il più possibile nella metà campo avversaria così da tenere il pallone lontano dalla nostra porta: per adesso questa strategia sta funzionando».
Se la Lampo dovesse riuscire a mantenere questi numeri dove potrebbe arrivare?
«Potremmo candidarci ad essere la sorpresa del campionato. Nonostante il budget ridotto, infatti, in estate è stata allestita una rosa completa e funzionale, affidarla poi a mister Benozzi è stata la mossa giusta. Ancora, però, non abbiamo fatto niente. La cosa più importante è non montarci la testa e continuare a lavorare in questo modo, se fra 4 o 5 partite dovessi trovarci ancora vicini alle prime posizioni acquisiremmo ancora più convinzione. Il percorso intrapreso è ancora all’inizio -chiude Cerri-, per cui non dovremo aver fretta nel voler dimostrare il nostro valore».



