Fenice: niente paura ci pensa Pieraccioni, m’han detto così

In questo inizio di campionato la Fenice si sta affidando sempre di più al giovane opposto che senza pallavolo proprio non riesce a stare

Un attacco a tutto braccio decide la sfida del 5 novembre scorso tra Fenice e Monte Urano in favore della prima. Lo sfodera l’opposto, una ragazza con la crocchia in testa. Qualche settimana prima il suo terribile servizio aveva indirizzato la sfida contro Rimini in direzione Pistoia. Qualche mese prima la solita ragazza con la crocchia aveva ribaltato un match complicatissimo contro Empoli in chiave salvezza. Ma chi è? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro di un anno e mezzo.

Carlotta Pieraccioni dopo una vita tra le giovanili della Fenice debuttava in prima squadra nel play-off contro Ponte Felcino. Le assenze di due titolarissime come Bruni e Baroncelli costrinse coach Galatà a fare affidamento su elementi del settore giovanile e sia all’andata che al ritorno Carlotta partì titolare. «Ero la più piccola e mi trovai catapultata da anni di under a giocarmi i play-off di B2» ammette la classe 2005.

Si pensava a una soluzione momentanea, il classico elemento del settore giovanile fatto giocare in quest’occasione d’emergenza e rispedito nel giovanile a farsi le ossa. D’altronde parliamo di una ragazza che al tempo non aveva ancora compiuto 16 anni. La storia ci racconta invece qualcosa di diverso. Esattamente tre mesi dopo Carlotta viene promossa in prima squadra, ma davanti a sé ha qualche elementi d’esperienza che probabilmente non le faranno mai vedere il campo. E anche stavolta la storia è diversa perché Carlotta si prende la Fenice, parte spesso titolare e un anno e mezzo dopo è lei una delle protagoniste della squadra fuxiablu allenata da Davide Ribechini, l’allenatore subentrato a Galatà nel dicembre 2021.

LE GUIDE TECNICHE E I MIGLIORAMENTI

«Gli ultimi due coach che ho avuto sono stati fondamentali. Antonio Galatà mi ha trasmesso fiducia facendomi partire titolare in quella gara cruciale e spesso nella stagione seguente. Però è con Davide (Ribechini, nda) che c’è stata la mia vera crescita. Arrivato in un momento delicato, lui mi ha dato tantissimo facendo capire alla squadra che potevamo fidarci totalmente di lui e viceversa. Grande merito in questo periodo è stato anche delle ragazze più grandi che mi hanno consigliato e aiutatomi a crescere».

«In questo periodo ritengo di esser migliorata tantissimo perché giocando con e contro gente più grande di me qualcosa per forza apprendi. Credo anche di esser cresciuta psicologicamente perché purtroppo o per fortuna la pallavolo è uno sport di situazioni e se fai un errore devi esser bravo a resettare da capo. Lo scorso anno non sapevo moralmente gestirmi perché quando accumulavo errori mi buttavo giù: gravissimo errore».

«Infatti se hai tensione addosso rischi di trasmetterla anche alle altre, creando un clima di negatività all’interno della squadra. Ho imparato che devo lasciarmi alle spalle il punto sbagliato e ricominciare, facendoci semmai anche una risata sopra! La Trinca (la palleggiatrice della Fenice della scorsa stagione) mi serviva anche nei momenti finali del set, quando i punti erano pesanti, dandomi fiducia e capii se me la davano le altre dovevo trovarla anche in me stessa».

C’è un fondamentale o una caratteristica in cui pensi di esser migliorata e una in cui credi di poter ancora migliorare?

«Sicuramente uno dei miei colpi forti è la battuta spin che ho iniziato a fare lo scorso anno ad inizio campionato quando le cose non andavano per il verso giusto. Inizialmente mi sono adattata e andava benino, ma quando sono ripartita questa stagione mi sono trovata in difficoltà. Ecco che con l’aiuto di Davide ho trovato il mio stile, perfezionandomi con la distanza dalla riga, la potenza e l’altezza della palla».

Carlotta alle prese con la battuta-spin, uno dei suoi colpi migliori

CARLOTTA DENTRO E FUORI DAL CAMPO

«Non sono l’unica “under” in prima squadra dato che la società punta molto sul settore giovanile. Quando debuttai io avevano già esordito altre mie compagne coetanee o quasi come Gaggioli e Valentini poi sono arrivate Tanteri e infine Agostini (la seconda palleggiatrice) che già conoscevo nel giovanile e con la quale non è stato difficile cementificare subito l’intesa quando viene chiamata in causa. Quella però con cui ho più legato è Vittoria Betti, la palleggiatrice».

«Pur avendo la mia età ha debuttato molto più giovane in prima squadra e nel giovanile non abbiamo mai avuto modo di fare amicizia. Il rapporto però si è creato lo scorso anno d’estate quando andavamo ad allenarci a Bagnolo e facevamo gli stessi orari. Così come anche il sabato sera dopo le partite uscivamo sempre insieme e piano piano è cresciuta quest’intesa che va anche al di fuori del campo. Proprio Vittoria è stata la prima a tranquillizzarmi quando mi vedeva preoccupata al servizio prima di provare la salto spin: quando era in panchina bastava un suo sguardo che riuscivo a calmarmi».

Betti e Pieraccioni

«Non penso possa esistere una Carlotta senza pallavolo e lo vedo in estate. Durante quei mesi il tempo non mi passa mai, è come se avessi un buco durante la giornata perché la pallavolo è la mia valvola di sfogo. Certo, con la prima squadra le cose son cambiate. Prima mi allenavo il pomeriggio e studiavo la sera con una mole di compiti minori. Ora faccio la quarta superiore e con gli allenamenti serali faccio le ore piccole per finire i compiti, ma non mi pesa! Certo, lo scorso anno non è stato facile: tra under 18, under 19 e B2 mi allenavo o giocavo tutti i giorni. Fortunatamente quest’anno non faccio più il giovanile e posso dedicarmi allo studio e alla prima squadra».

LA FENICE 2022-23

«Lo scorso anno si conoscevano quasi tutte le squadre mentre questa stagione è una realtà totalmente diversa. Infatti quando siamo andate a giocare a Perugia per il ritorno dei play-off ero emozionatissima per il viaggio in pullman: sognavo fin da bambina di girare l’Italia grazie alla pallavolo! Noi siamo più squadra dell’anno scorso con la possibilità di confrontarci con realtà che non conoscevamo ed apprendere un tipo di pallavolo diverso, tra gesti tecnici e varie azioni».

«Il nostro inizio? Ci siamo riscattate dopo le due sconfitte perché il gruppo è unito e noi ragazze più giovani accettiamo volentieri anche qualche “ripassata” da parte di quelle più grandi. Sabato arriva Ozzano? Ad oggi è la partita più importante perché dobbiamo dimostrare di meritare di stare nelle zone alte. Loro hanno un grande palazzetto quindi speriamo di metterle in difficoltà nella nostra palestra più piccola. L’importante comunque sarà di dare il massimo senza avere rimpianti».

L’intesa tra Carlotta e Vittoria Agostini

L’intervista di Carlotta dopo il match contro Rimini.

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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