Ancora ben saldo il legame tra Pistoia e Severini: «Con Della ci sentiamo sempre e quando non siamo in contemporanea se posso guardo qualche partita»
Da Pistoia lo seguono in tanti ed è naturale perché Luca Severini è uno dei volti copertina del 2022 del basket italiano. Eppure nonostante sia “richiestissimo”, conteso da interviste ed ospitate varie, come ci dicono dall’ufficio stampa di Tortona, la provinciale piemontese che fa paura alle corazzate dell’ A1 di cui Severini è titolare inamovibile, anche lui non ha scordato Pistoia. Città a cui è rimasto legatissimo dopo la “maturità” cestistica in quella specie di college nostrano che era l’Academy della prima ora, tra fior fiori di professori e dimostratori, stage di lusso con la prima squadra, gite ripetute alle finali nazionali, e soprattutto un capoclasse unico come Gianluca Della Rosa.
Ora come allora, capitano e grande amico del Seve Nazionale, protagonista della qualificazione ai Mondiali dell’Italbasket del Poz nonostante l’assenza dei principi azzurri dell’Europeo. «Pistoia l’ho sempre seguita– dice il lungo di Tortona, terza forza e unica vera sorpresa ai piani alti di un’A1 dominata dal tandem Virtus- Milano- poi Della mi aggiorna costantemente e quando non siamo in contemporanea se posso guardo qualche partita».
Chissà se con la sua Tortona in campo sabato sera contro Sassari, domenica pomeriggio Severini non butterà l’occhio verso verso lo scontro al vertice dell’A2 rossa con Pistoia attesa dalla Fortitudo al PalaDozza. «Pistoia sta facendo bene come l’anno scorso- dice il lungo marchigiano, vicecampione d’Italia con l’Under 19 biancorossa nel 2015, squadra in cui giocava pure il giovanissimo Davide Moretti e da cui in quell’estate partirono addirittura in tre per il Mondiale di categoria con Mastellari insieme all’asse play- pivot Della- Seve- sono molto contento perchè a Pistoia il basket è molto seguito e sarebbe un vero piacere rivederla al massimo livello».
Lassù dove la sua Tortona, in cui lui viaggia a 7 punti, 3,7 rimbalzi in 20’ di media, sta facendo grandi cose . «Sono contento perché di fatto l’anno scorso era il mio primo anno in A1- dice Severini, con Pistoia nel giro della prima squadra tra il 2014 e 2016 e poi di ritorno nella travagliata stagione 2018/2019- ci stiamo togliendo tante soddisfazioni, personali e di squadra. Molto lo devo a coach Ramondino che mi ha dato la possibilità di giocare a questi livelli e ora il mio e il nostro obiettivo è consolidarsi. Sono qui da quattro anni, la società è emergente ma solida. L’anno scorso siamo andati subito sopra le aspettative e ma il club ha un progetto importante che guarda a consolidarsi e migliorarsi col nuovo palazzetto e verso scenari di coppe europee».
La fiducia del coach, il feeling dei compagni, un ambiente ideale. Severini, il marcantonio che ha spaventato l’invincibile Armada spagnola alle qualificazioni mondiali , fuori dal campo rimane il ragazzone educato ed umile che Pistoia ha conosciuto diversi kg di muscoli fa. Uno che parla poco e ancor meno di sé. Di quella ripida gavetta che ha fatto, senza arrendersi alle aspettative trasformate in un amen in critiche preventive, per arrivare a guadagnarsi a 26 anni i riflettori di un campionato da cui gli italiani spesso scappano per farsi notare. «Ho lavorato molto a livello individuale, fin da quegli anni delle giovanili a Pistoia con tante ore passate in palestra con Marcello Billeri– continua- alcune esperienze non sono andate bene ma avevo questo obiettivo di giocare in A1 e ho fatto di tutto per farmi trovare pronto».
Con Tortona nel 2021 ha giocato la terza finale promozione dall’A2 e dopo due ko (Casale Monferrato e Treviso), si è riconquistato sul campo quella chances di giocare in A1 non sfruttata a pieno nel ritorno a Pistoia nel 2018 . Un ritorno in grande stile, ancora con l’amico Della, che però non è andato come sperava. «Dopo i due anni a Casale Monferrato- continua il lungo di Tortona- mi aspettavo molto dal ritorno a Pistoia che però non è andato come speravo. Nonostante tutto sono rimasto legato a quel gruppo, un po’ come ai ragazzi delle giovanili. Una squadra super con cui abbiamo sfiorato quello scudetto che rode ancora».
Parole misurate, addolcite dall’accento stropicciato delle colline verdi intorno alla Basilica della Madonna Nera di Loreto dove Severini è nato. Quei tornanti dove arriva l’odore del mare, da cui sono partiti in tanti alla volta di Pesaro per rivederlo in azzurro nella super sfida contro la Spagna persa solo al supplementare. «Giocare la prima gara ufficiale con la Nazionale vicino casa è stato bellissimo– continua Severini- c’erano tutti i miei familiari, i miei amici. Peccato solo non aver vinto…la qualificazione è arrivata dopo la gara in Georgia tra mille emozioni».
Ma senza la tanto decantata carta di credito di coach Pozzecco per i festeggiamenti, una storia a metà tra realtà e leggenda come tutte quelle legate alla Mosca Atomica. «Stavolta non c’è stata l’occasione perché siamo tornati subito in Italia- dice ridendo Severini- ma mi hanno raccontato che le altre volte, il premio c’era stato davvero. A parte tutto, continuare a giocare con la Nazionale sarebbe un sogno. Sapevo che per le qualificazioni c’era qualche possibilità in più perché tanti giocatori top non c’erano, ma la chiamata è stata un’emozione grandissima. So che con la squadra al completo la concorrenza è tanta».
Concorrenza che il suo amico Della ha in una Pistoia ricca di esterni, che mai come quest’anno sentono la pressione addosso di un capitano scatenato che ha infilato un record realizzativo dopo l’altro. Fossero i tempi dell’esordio in A1, ci fosse ancora il bar al PalaCarrara, a colpi di una bevuta per ogni tripla segnata, ci avrebbe rimesso la mesata. «Se lo merita- chiude l’amico Seve- da capitano pistoiese di Pistoia, da ragazzo super qual è. Ci tiene tanto e spero che possa fare ancora meglio».



