Pistoia Basket, un girone di andata da incorniciare

Un bilancio da applausi per il Pistoia Basket in questa prima parte di stagione. Adesso per coach Brienza e i suoi ragazzi la vera sfida sarà quella di rimanere tra le prime tre posizioni

La prima parte di stagione del Pistoia Basket è da 8,5, tendente al 9. Difficile aspettarsi di meglio da questo gruppo che è riuscito ad affermarsi nettamente nel girone rosso in mezzo a tante contendenti più attrezzate e qualificate, sia tecnicamente che economicamente. La Giorgio Tesi Group ha chiuso in vetta, seppur appaiata con Cento e Forlì. Un cammino, quello dei ragazzi di Brienza, virtuoso, fatto di sole vittorie in casa e di un buon ruolino di marcia anche in trasferta dove lo scalpo importante è stato quello di Udine. Per il resto, le uniche tre sconfitte rimediate sono state in scontri diretti, lontano dal PalaCarrara, contro big del girone come Forlì, Cento e Fortitudo Bologna. E due di queste hanno valide attenuanti, dato che contro Forlì e contro Cento la truppa biancorossa ha perso davvero all’ultimo tiro, giocando la prima gara senza un americano e la seconda mandando in campo un Varnado reduce da quattro giorni di influenza e quindi in condizioni decisamente precarie.

Ai fatti, l’unica sconfitta netta e poco appellabile del girone d’andata è stata quella del PalaDozza, ragion per cui l’andata del girone rosso del Pistoia Basket deve essere promossa a pieni voti. In tutto questo merita ricordare che il gruppo biancorosso si è presentato al via del campionato dopo un precampionato scandito da infortuni e assenze, oltre al caso “Huggins” che ha privato la squadra di uno straniero per diverse giornate. Con tutti questi aspetti sulla bilancia è impossibile non applaudire e celebrare il percorso fatto sin qui da Della Rosa e compagni, con l’unico vero rammarico di non poter giocare lo spareggio dei quarti di Coppa Italia in casa solo per la classifica avulsa, con l’identico motivo che condanna i biancorossi a girare come terzi del raggruppamento, nonostante nessuna abbia fatto effettivamente meglio dei ragazzi del presidente Capecchi.

Vento in poppa e un buon margine che proietta Pistoia anche in questa stagione tra le migliori del campionato, nonostante fossero altre le accreditate al ruolo a settembre. Una base solida, su cui costruire il proseguo dell’annata sportiva, sapendo di avere soprattutto gli uomini adatti alla sfida che attende il club sul parquet. Venendo poi alle statistiche, anche qui ce ne sono alcuni da primato, sia a livello di singoli che di gruppo. In primis la difesa, marchio di fabbrica di questo gruppo, la migliore di tutta l’A2 con appena 62,2 punti di media concessi agli avversari. Una garanzia, che in più di una domenica si è rivelata fondamentale per festeggiare al termine dei quaranta minuti. E anche a livello singolo c’è chi eccelle, come ad esempio Carl Wheatle, terzo miglior rimbalzista del girone rosso con 9,3 carambole a gara, dietro a totem del pitturato come Ed Daniel (9,8) e Derek Ogbeide (9,5).

L’inglese di Pistoia è poi il re assoluto dei rimbalzi difensivi strappati, tirandone giù 7,6 ad ogni domenica, oltre ad essere quello che ne ha arpionati più di tutti in generale, catturandone ben 121 fino a questo momento. Il nazionale della Gran Bretagna poi è sul gradino più basso del podio per quanto riguarda la valutazione, con il punteggio di 19,5, superato soltanto da Briscoe di Udine e da Vrankic di Chieti. Per il momento Varnado, sulle orme di quanto fatto vedere dal fratello maggiore nella sua esperienza pistoiese, si sta mettendo in luce con le doti di stoppatore, viaggiando a più di una per ogni giornata (1,2). In luce anche Angelo Del Chiaro, quarto assoluto nel girone rosso come percentuale la tiro, viaggiando a più del 52% dal campo in queste prime tredici gare.

Per il girone di ritorno quali possono essere gli obiettivi e gli spunti di crescita per Pistoia? I margini per crescere ci sono e sono tanti, pensando all’età del gruppo e anche a quanto fatto vedere soprattutto in attacco. Proprio nella metà campo avversaria Pistoia deve crescere e diventare più pericolosa, affinando giochi e sfruttando con più efficacia la coralità e le differenti abilità dei giocatori nel suo roster. Di più, verosimilmente, deve arrivare anche in termini di viaggi in lunetta, perché per una squadra come Pistoia che attacca spesso e volentieri il ferro, sono ancora troppo pochi i liberi che gli arbitri gli consentono di tirare nelle partite. Varnado, talento incontenibile delle prime partite, ha registrato una flessione dal punto di vista dell’impatto sul gioco e certamente i suoi numeri possono ancora crescere nel ritorno.

Qualcosa in più è nelle corde anche per Saccaggi e Magro, chiamati a far pesare la loro esperienza e la leadership in campo quando le partite si faranno più decisive, per Pistoia come per i rivali. C’è poi l’aspetto calendario da non sottovalutare: al PalaCarrara arriveranno tutte le big del girone rosso, mentre Della Rosa e compagni andranno su campi di squadre che verosimilmente dovranno salvarsi, cercando di sbancare parquet che a febbraio e marzo saranno affamati di punti. Ripetere il capolavoro dell’andata non sarà semplice e scontato per i biancorossi, ma a riguardo cruciali saranno le gare casalinghe, perché da quelle passerà molto. Mantenere una delle prime tre posizioni sarà la vera sfida per coach Brienza e i suoi ragazzi, mente l’imperativo è e resta comunque non scivolare sotto il sesto posto al termine della fase a due gironi, così da evitare qualsiasi tipo di sorprese. Tra questi estremi Pistoia cercherà il proprio valore, consapevole che vincere aiuta a vincere e con lo specchio della stagione passata a ricordare che con certi valori e una continuità di lavoro essere tra le migliori, anche da outsider, è possibile.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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