Quarrata, senti Raimondo: «3 punti d’oro col Lebowski, proseguiamo così»

Il Quarrata rinasce col Lebowski e sogna la rimonta in classifica, capitan Raimondo: «Dimostriamo che non meritiamo l’ultimo posto»

Un girone d’andata al di sotto delle aspettative contrapposto ad un inizio di 2023 che fa ben sperare. Il Quarrata riparte da qui, dall’incredibile vittoria esterna contro il temibile Centro Storico Lebowski -seconda forza del campionato-. Gli uomini di mister Agostiniani hanno ascoltato il proprio condottiero, tirando fuori gli attributi e tornando ad essere per un pomeriggio la magnifica corazzata ammirata durante tutta la precedente stagione. Adesso, però, serve trovare continuità di risultati, e a tracciare la via ci pensa niente di meno che il capitano dei giallorossi: l’espertissimo Jury Raimondo.

RINASCITA GIALLOROSSA

Jury, partiamo dalla gara col Lebowski: quanto era importante vincere?

«Aspettavamo da tempo una giornata come quella di domenica così da poter svoltare la stagione. È stato fondamentale uscire con 3 punti da un campo così difficile; adesso, però, non dobbiamo fermarci. Il mister prima della sfida ci ha chiesto di essere una squadra, la risposta è stata ottima: abbiamo dato tutti il massimo, da quelli in campo, passando per i giocatori in panchina fino ai tifosi che erano venuti a sostenerci. Sicuramente prestazioni come quella col Lebowski servono soprattutto per il molare, per farci capire che possiamo veramente ribaltare la situazione in classifica. Dopo la partita e in questi giorni sul gruppo che abbiamo su WhatsApp ho visto tanto entusiasmo, dovremo trasformare quest’ultimo in benzina così da andare ancora più forte d’ora in poi».

Com’è stato giocare in un clima del genere, con una tifoseria così calda?

«Sicuramente è un’esperienza diversa dal solito. Un tifo del genere, a parer mio, si vede di rado persino in categorie superiori. Anche per la partita d’andata, quando vennero al “Raciti”, ricordo che c’erano tantissimi loro supporters. A casa loro il frastuono è stato addirittura maggiore, tant’è che in alcuni momenti, anche fra compagni, facevamo fatica a sentirci. I tamburi e le attrezzature che usano rendono incredibile l’atmosfera. La cosa che mi ha stupito è stato vedere i nostri calciatori più giovani non andare in difficoltà, ma anzi farsi trovare prontissimi. Un clima del genere svantaggia ovviamente la squadra ospite: in questi casi le uniche cosa da fare sono non lasciarsi intimorire e tirare fuori gli attributi, noi l’abbiamo fatto».

LASCIARSI ALLE SPALLE IL MOMENTO NO

Qual è il segreto per trovare un po’ di continuità e provare ad uscire da questa situazione?

«La vittoria col Lebowski è un mattoncino, però ci deve comunque dare consapevolezza. Ritrovare fiducia in noi stessi è fondamentale, soprattutto dopo un momento negativo. L’ho sempre sostenuto: non siamo una squadra da ultimo posto, il nostro valore è ben diverso ma dobbiamo dimostrarlo sul campo. Nelle varie conversazioni avute con la squadra io stesso, in qualità di capitano, insieme agli atri giocatori più anziani abbiamo cercato di mettere i puntini sulle i. Domenica ci attende un match difficile contro il Lanciotto Campi primo in classifica. Li ospiteremo al “Raciti“, che deve tornare ad essere un fattore per noi come lo è stato durante la precedente stagione. Vogliamo dimostrare ai nostri tifosi che il Quarrata è vivo».

Per quanto riguarda il percorso fatto dal Quarrata finora, cos’è che non ha funzionato?

«In questi mesi ci sono stati diversi confronti, proprio perché siamo consapevoli che non stiamo raggiungendo i risultati sperati. Abbiamo parlato fra giocatori, con il mister e anche con la società: bisogna fare così quando le cose non vanno. La squadra dell’anno scorso veniva da un campionato incredibile, e secondo me, inconsciamente, pensavamo di poterci rifare. Ovviamente non è una cosa volontaria, però probabilmente c’è stato un alleggerimento. A questo va sommato il fatto che comunque quando entri in un momento negativo è sempre difficile uscirne. Quando perdi tante partite è facile farsi prendere dallo sconforto, ma adesso non dobbiamo pensarci: vogliamo solamente capovolgere la situazione».

GLI AUITI ARRIVANO DAL MERCATO

Tra l’altro quest’anno voi siete migranti nel girone B, quello fiorentino: come ti sta sembrando?

«Nella mia carriera non avevo mai disputato questo torneo, quindi anche per me era una cosa nuova. Da fuori si dice che le squadre fiorentine abbiano un livello di fisicità e intensità maggiore rispetto alle altre. Finché non le affronti, però, non lo puoi sapere. Ecco, adesso che siamo giunti alla fine del girone d’andata posso dire che è assolutamente vero. Mi ha stupito molto questa cosa. Magari ci sono formazioni meno tecniche, ma il fisico e la fame agonistica fanno tanta differenza. Tra quelli affrontati gli avversari che mi hanno fatto più impressione sono il Lanciotto, il Lebowski e l’Affrico, non a caso le squadre che per adesso sono al vertice»

Hai parlato di fisicità…gli acquisti del mercato invernale sono finalizzati anche a migliorare questa caratteristica all’interno del vostro team?

«Direi di sì. La società ha fatto un lavoro incredibile perché concludere determinati colpi da ultima in classifica non è mai facile. Con i giocatori che sono arrivati e con le parole che i dirigenti ci hanno detto è stata ribadita una volta di più la volontà di cambiare rotta e invertire tendenza. In attacco, per esempio, sono arrivati due profili di livello come Doumbia e Lava: il primo combatte su ogni pallone e ci dà l’opportunità di effettuare lanci lunghi per cercarlo in profondità, il secondo ha uno status importante e il solo fatto di averlo con noi porta esperienza. Ovviamente poi non dimentichiamo anche gli altri arrivi, come Nincheri e Poggiani, che aggiungono qualità e forze fresche».

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