Derby evocativo per Lici, che nel 2011 esordì proprio con la Lampo. Il difensore di Tocchini: «Gruppo in fiducia, ora ritroviamo continuità»
Primo posto in classifica col Montecatini e derby con la Lampo alle porte. Quest’ultima, però, non è una semplice sfida per Amarildo Lici, che con i biancazzurri ha giocato, facendo l’esordio fra i grandi in Eccellenza. Per il difensore classe ’94, ora agli ordini di mister Tocchini, la partita che attende i bagnaioli nel week end è un autentico tuffo nel passato. Andiamo allora a leggere come Lici sta vivendo questo momento, fra la speranza di vincere col club dell’airone e i ricordi delle esperienze passate fra Lamporecchio e Larciano.
IL MOMENTO DEI TERMALI
Amarildo, come arriva il Montecatini al derby con la Lampo?
«Ora come ora ci troviamo in una sorta di limbo, stiamo attraversando un momento in cui siamo un po’ altalenanti a livello di risultati. Ad ogni modo continuiamo a mantenere il primo posto, e a parere mio questo è un grandissimo risultato. Inoltre, quando non siamo riusciti a vincere, comunque nessuno è mai riuscito a metterci sotto, abbiamo sempre provato ad esprimere il tipo di calcio che ci contraddistingue. Ultimamente, secondo me, siamo arrivati spesso in area senza però riuscire a concludere nel migliore dei modi, ci è mancata la freddezza in questo tipo di circostanza. La nostra fiducia, comunque, non è stata assolutamente minata, anzi. Il gruppo è in salute e combatte per il medesimo obiettivo, e cioè portare a casa più punti possibili».
Come si fa a ritrovare un po’ di continuità?
«All’inizio nessuno pensava che potessimo fare così bene, probabilmente perché comunque siamo un gruppo molto giovane. Poi invece piano piano abbiamo trovato una quadra che ci ha permesso di ottenere ottimi risultati. Grande merito va al fatto che il mister sia riuscito a creare un ottimo legame fra tutti i membri della rosa, costruendo uno spirito unico. Alla lunga probabilmente si è fatta sentire un po’ di pressione, che arriva in automatico quando stai al vertice per tante giornate di campionato. E proprio a causa della giovane età del gruppo abbiamo sofferto questa cosa oltremisura. In più chiudere l’anno con la sconfitta di Casalguidi non è stato il massimo».
A proposito di quel match: cosa avete provato a chiudere secondi il girone d’andata dopo essere stati in vetta per tutto il tempo?
«Beh sicuramente non è stato piacevole. Avevamo fatto un percorso netto, arrivando all’ultima partita prima della sosta natalizia con la possibilità di consolidare il primato. Forse in quel momento l’abbiamo presa un po’ troppo sotto gamba, convinti di poter vincere. Il troppo entusiasmo è diventato un fattore negativo, dato che comunque la concentrazione deve essere sempre al 100%. A questo va sommato anche il fatto che in quell’occasione commettemmo degli errori non da noi, cosa che poi abbiamo pagato. Penso che perdere proprio sul più bello ci abbia tolto un po’ di sicurezza, però anche questo fa parte di un naturale processo di crescita che stiamo facendo».
AMARCORD
Veniamo al derby che vi aspetta nel week end: dato che sei un ex Lampo, che ricordi hai di quell’esperienza?
«La Lampo è stata la prima società a credere in me, e questo non lo dimenticherò mai. Feci con loro tutta la trafila giovanile e poi mi chiamarono in prima squadra, facendomi esordire in Eccellenza. Passai due anni –2011/2012 e 2012/2013– belli ed emozionanti, in cui ho imparato tante cose che poi mi sono servite anche dopo. Ricordo che i “Giardinetti” erano praticamente sempre pieni, c’era un trasporto emotivo enorme da parte del pubblico. Giocare davanti a tante persone, soprattutto per me che ero alle prime armi, fu incredibile. In generale l’esordio con i grandi per un ragazzo è un qualcosa di indescrivibile, il momento che aspetti da tanto finalmente diventa realtà».
Come vedi la squadra di Minichilli?
«È sempre particolare ritrovare da avversario una squadra in cui hai giocato, hai voglia di dare tutto per dimostrare il tuo valore. In questo momento la Lampo è un po’ in difficoltà, ma questo non conta niente quando poi si scende in campo. Loro hanno grande esperienza, basta vedere giocatori come Cerri, Biagioni o Mangoni, con cui ho anche avuto il piacere di giocare. In generale vorranno sicuramente vincere a tutti i costi per uscire dalla situazione delicata che stanno attraversando. Onestamente, avendoli affrontati, posso dire che non si meritano quella posizione in classifica, però il campionato è spietato e molto competitivo. Ciò che è certo è che anche noi approccieremo al match con l’obiettivo di portare a casa i 3 punti».
PASSATO A TINTE VIOLA
Sempre per restare in tema ex: hai giocato anche alla Larcianese, com’è ritrovare i viola a lottare con il Montecatini per il titolo?
«A Larciano ho vissuto il miglior periodo della mia carriera numeri alla mano, quindi posso spendere solo parole al miele. La società non ci faceva mancare niente, dalle piccole alle grandi cose, e posso assicurare che questi fattori poi fanno la differenza. Dal presidente, agli altri dirigenti fino a noi uomini di campo: tutti volevamo far bene e ripagare l’affetto dei tifosi. Sapendo che tipo di club è la Larcianese, non mi stupisce affatto vederlo in cima alla classifica a combattere con noi domenica dopo domenica. Anche se da quando c’ero io -2013/2014- magari è cambiato qualcosa, la dedizione e la professionalità è rimasta la stessa, solo così puoi ambire a raggiungere certi risultati».



