Derby Gema-Herons, a 48 ore dal big match la parola ai due coach

Dalle preoccupazioni post sosta forzata di Barsotti alla voglia di sbloccarsi di Angelucci: le dichiarazioni prima di un derby pesantissimo

Due giorni ci separano dal decimo derby in meno di un anno tra Gema ed Herons. Dopo aver fatto parlare due protagonisti come Giancarli e Infante è quasi di prammatica dare voce alla sfida inedita che andrà in scena in panchina tra Barsotti e Angelucci.

Partiamo proprio dal coach degli Herons che domenica scorsa hanno riposato: la sosta è stata accolta positivamente o negativamente?

«Avrei preferito giocare domenica» ammette Barsotti «perché quando sei in quel mood lì è preferibile cavalcare l’onda. Spero almeno di aver recuperato tutti gli acciaccati ed essere in piena forma non solo oggi, ma anche il recupero contro Piombino».

Intanto però c’è la Gema e una gara d’andata da vendicare

«All’andata fu un match nervoso perché non riuscivamo ad allenarci come volevamo e cademmo per degli episodi. Adesso entrambe abbiamo cambiato quasi totalmente pelle e sarà una gara strana. Per noi dato il percorso fatto sarà un match fondamentale e riuscire a dare continuità vorrebbe dire tantissimo. Loro arrivano da due bellissime gare fuori casa dove son andati vicini a fare due colpacci, si sono rinforzati e avranno una grande forza emotiva per uscire da una classifica non semplice. Non vedo una squadra favorita».

Quanto conterà l’aspetto del tifo?

«Penso tantissimo. Sono molto curioso di vedere cosa organizzerà la nostra tifoseria in casa che due settimane fa è venuta in massa a Livorno. Sarebbe bellissimo ritrovare una curva piena e un Palaterme gremito. Da montecatinese ammetto che non è una partita qualunque: specialmente per noi potrebbe essere un grande trampolino per risalire e provare a raggiungere una delle prime otto posizioni».

Chi invece deve riuscire a togliersi dalle retrovie è la Gema che arriva al match dopo il ko di Livorno sponda Libertas. Proprio da quello parte coach Angelucci.

«La rabbia che c’era dentro di me al fischio finale di domenica si è tramutata in consapevolezza dell’ottimo percorso che abbiamo intrapreso. Dalle vacanze di Natale siamo una squadra nuova e occorrono settimane per lavorare e crescere. Queste trasferte anche se non ci rendono niente sotto il punto di vista della classifica ci rendono consapevoli di essere sulla strada giusta» commenta il coach della Gema

Una strada che dovrà essere marcata nelle prossime partite post derby

«Il nostro obiettivo sarà quello di arrivare in fondo nel miglior modo possibile per poi giocarsela negli spareggi indipendentemente dalla posizione in classifica. Ogni partita da qui alla fine sarà per noi una piccola finale, indipendentemente dall’avversario di turno che sia Legnano o Langhe Roero».

Quindi la prima finale con gli Herons che garà sarà?

«I derby sfuggono ad ogni logica e previsione. Si può lavorare perfettamente tutta la settimana, ma poi l’ultima parola spetta al campo. Sono sfide che vivono sugli episodi e su delle situazioni emotive. Rispetto alla gara d’andata sarà una gara totalmente diversa per le ossature delle squadre e perché loro sono in ottima forma».

E quindi?

«Quindi non posso far altro che invitare gli appassionati di basket termali e non a vedere la partita domenica pomeriggio perché sarà una grande festa della pallacanestro. Vedere il Palaterme gremito ha sempre il suo fascino».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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