Due chiacchiere con Alessia Randazzo, il libero dell’Aglianese, tra i black-out («Inspiegabili!») e l’amaro in bocca del derby di ritorno
«Certo si sono proprio impegnati a mettere Aglianese-Blu Volley in due momenti così!» ammette Alessia Randazzo. Il libero classe 1999 alla seconda stagione al Volley Aglianese esordisce così, rinfrescando l’amarezza del calendario. Infatti quest’anno il derby con le mobiliere è arrivato alla prima di campionato e subito dopo le vacanze natalizie.
«La prima volta dovevamo amalgamarci mentre la seconda arrivava dopo la sosta per le vacanze in cui avevamo ripreso ad allenarci. C’è un po’ d’amaro in bocca perché dopo aver vinto splendidamente il primo set le stavamo gestendo bene, ma ne sono uscite alla grande. Bisogna riconoscere che quest’anno hanno tutte le carte per andare in B2…».
C’è del rammarico, ma anche della consapevolezza nelle parole di Alessia, da due stagioni ormai alla corte di patron Bonacchi e un punto fisso nella squadra prima di coach Guidi e ora di Marco Targioni. Una squadra che dopo l’inizio in difficoltà si è saputa riprendere e stazionare esattamente a metà classifica.
«Il cambio coach, tre partenze fondamentali e tanti nuovi arrivi non erano facile da assorbire» ammette Alessia. «Mettiamoci anche il cambio del tipo di allenamenti e si spiega un po’ l’inizio ad handicap. Ora come ora però stiamo andando bene. Certo abbiamo sempre questi alti e bassi totalmente inspiegabili, vedi il match contro Pieve dove sopra 2-0 – in casa! – abbiamo perso 2-3. Non riusciamo ancora a darci una spiegazione».
A proposito di spiegazione, spiegaci un po’ com’è che sei diventata libero
«Tutto per colpa o per fortuna di un infortunio quando giocavo centrale. Mi sono dovuta adattare e grazie a questo nuovo ruolo sono salita di categoria. Grazie a quell’infortunio mi sono tolta tante soddisfazioni».
Arrivate anche con la maglia dell’Aglianese. Ma da Piteglio dove abiti cosa ti ha spinto nell’estate 2021 ad arrivare ad Agliana?
«Fino a due anni fa giocavo nell‘Appennino Pistoiese in serie D, ma dopo l’interruzione per Covid la società non è ripartita. Mi sono un po’ guardata intorno e le amicizie hanno fatto il resto. Alle selezioni di alcuni anni fa ero rimasta molto legata con Alessandra Frashri e Sofia Quadrino che giocavano ad Agliana. Mancando un libero lì la società mi ha contattato e sono stata entusiasta di debuttare in serie C».

I due anni qua ad Agliana come li descriveresti?
«Sicuramente magici perché passare da non aver mai giocato in serie C a sfiorare la B2 è un bel balzo! La scorsa stagione rimarrà nel mio cuore, specialmente per il girone di ritorno fantastico dove ci siam tolte grandi soddisfazioni. La finale contro Arnopolis è stata un susseguirsi di emozioni, ma avevamo giocato prima match splendidi. Due su tutti? Battere su 3 gare ben due volte la Blu Volley e il super-match contro il Dream Volley nella prima gara play-off».
Infine un commento sulla stagione: chi ti ha sorpreso in positivo e in negativo?
«Montelupo e Fucecchio hanno fatto un girone d’andata clamoroso, le prime inaspettatamente mentre le bianconere avevano già fatto vedere di che pasta erano fatte già lo scorso anno. In negativo? Empoli non pensavo si limitasse a lottare per la salvezza».
Ok le altre, ma voi pensate solo alla salvezza?
«Oddio, diciamo di sì. Ci son troppi punti tra noi e la terza (l’ultima posizione che consentirebbe l’accesso ai play-off, nda). Ci piacerebbe risalire qualche posizione in classifica: il quarto posto non lo vedo così inaccessibile…».


