Pistoia Volley La Fenice, ogni alzata è sempre una Vittoria

Betti e Agostini, le giovani registe della Fenice, si raccontano tra difetti, miglioramenti, amicizie e una certezza: saper usare la testa

Solitamente nel mondo del volley in ogni ruolo c’è almeno una giocatrice esperta e una più giovane, ma non nel caso del Pistoia Volley La Fenice, che quest’anno ha scelto di puntare tanto sul proprio vivaio. Non a caso, fra le titolari compaiono l’opposta Pieraccioni, ma anche le due palleggiatrici Betti e Agostini che si alternano senza problemi. Vittoria Betti, classe 2005, è ormai parte integrante della prima squadra dalla stagione 2019/20, ma solo da questa ha assunto il ruolo di vera e propria titolare. «Sono stata vice diGagliardi, Zamagni e Trinca. Ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa – sottolinea Betti – Pur avendo età differenti, ho legato moltissimo con Bea e Michela. Quest’ultima poi è stata un esempio anche quando dovevo entrare io: mai invidia e mai competizione. Sto cercando di fare la stessa cosa anche con l’altra palleggiatrice, Agostini».

Proprio lei, Vittoria Agostini, classe 2004, è l’altra centrale in casa Fenice, aggregata in prima squadra in pianta stabile da quest’anno. Chi pensa che per lei questa sia una stagione di transizione si deve ricredere, perché in più d’un occasione Agostini è subentrata a Betti e in gare come quelle di sabato scorso ha giocato tutto l’incontro. «Sabato scorso non mi aspettavo di partire titolare, ma ho sfruttato al meglio l’occasione. Mi sono divertita, abbiamo vinto e sono soddisfatta di me stessa perché son stata sempre lucida, concentrata, ricevendo anche un feedback positivo da parte delle altre. Meglio di così…» ammette Agostini.

Insomma una grande linea verde quella della Fenice che può contare sicuramente sull’alzata più giovane di tutto il girone. A proposito di esperienza, solitamente la prima palleggiatrice è quella più esperta mentre la più giovane guarda e impara. Nel vostro caso invece avete invertito la regola facendo giocare la più giovane, anche se di un anno soltanto

Agostini: «Vero, ma non c’è assolutamente competizione tra noi. Son contenta per Betti perché si deve togliere le sue soddisfazioni. Certo, dopo esser sempre stata titolare nelle squadre in cui giocavo è strano fare la panchina, ma non mi pesa perché so quanto posso dare e sono orgogliosa alla mia età di giocare a questi livelli»

Betti: «All’altra cerco di darle sempre qualcosa in più, mi sento quasi in dovere di insegnarle qualcosa, ma anche lei fa uguale. Entrambe siamo giovani e possiamo apparire non all’altezza, ma la stagione e i risultati non dicono la stessa cosa…».

Agostini salva quasi sulla panchina

In qualcosa siete simili?

Agostini: «Cerchiamo sempre di essere solari e abbastanza sorridenti, sta migliorando il nostro feeling. Avendo lo stesso ruolo le chiedo consigli tipo: “Ma ti sentivi anche te l’anno del debutto in prima squadra così spaesata?”».

Betti: «Siamo simili nello stile di gioco e se in qualcosa stoniamo riusciamo a trovarci a vicenda e data la vicinanza di età cerchiamo di supportarci a vicenda».

VITTORIA TRA PALLEGGIO E TEMPO LIBERO

Che obiettivi avete in questa stagione?

Agostini: «A livello personale sicuramente spero di fare altre apparizioni per ampliare il mio bagaglio di esperienze. A livello di squadra la stagione è iniziata bene, ma continuata male (ride, nda), ma ci stiamo risollevando. Siamo concentrati sull’allenarci bene, puntando ad avere un approccio quasi professionistico all’attività anche per rispetto di ragazze che vengono da lontano. Abbiamo migliorato i rapporti tra di noi e la situazione è svoltata dopo Prato».

Betti: «Sì esatto, dopo Prato la mentalità ci ha portato a superare i nostri limiti e a vincere gare come quelle di sabato scorso. C’è un bel gruppo e la pazienza che ha Davide l’ho ritrovata in pochi altri. A livello personale? Mi ritengo soddisfatta anche se cerco sempre di migliorare».

Com’è stato il debutto per entrambe?

Agostini: «Il primo piede in campo l’ho messo con Tonini nella stagione 2019-20, ma quest’anno contro Torresi è stata la prima da titolare in B2. Emozioni? Sicuramente una soddisfazione enorme perché ti senti ripagata dell’allenamento svolto e partendo dall’inizio sei già nel flusso della partita e ti approcci meglio anche alle varie dinamiche».

Betti: «Anch’io ho debuttato con Tonini, mentre da titolare ho esordito a Firenze contro una signora squadra come Rinascita sotto la guida di Galatà. Non fu sconvolgente, ma avevo tante responsabilità. C’era l’ansia di non essere abbastanza all’altezza, ma dopo 2-3 palloni le altre mi supportarono ed è andato tutto bene».

DI ALZATA IN ALZATA

Quali sono le doti immancabili che deve avere una palleggiatrice?

Agostini: «Devi essere molto precisa, pronta a fare dei cambiamenti repentini, a vedere ciò che funziona ed esser e sicura di sé nel portare fino in fondo ogni singola scelta».

Betti: «La sicurezza è fondamentale. Se non lo sei non riuscirai mai a rendere. Devi essere stimata anche da chi ti circonda e giocare in un clima sereno. Poi arrivano gli avversari e intuire i punti deboli, ma soltanto dopo».

Betti al servizio

In quale caratteristica o dote pensi di poter migliorare e in quale ritieni di esser migliorata?

Agostini: «Da una pallavolo molto “statica” Davide mi ha sciolto e mi ha reso più sicura di me. Da buon capricorno sono molto perfezionista e testarda, ma cerco sempre di aggrapparmi ai consigli invece che “spegnermi” da sola».

Betti: «Ho migliorato la sicurezza, ma in costanza negli allenamenti e in precisione sono in continua evoluzione».

Sabato è in programma per la Fenice un’altra trasferta tosta di circa quattro ore: come le state vivendo?

Agostini: «Inizialmente mi sembravano una cosa molto da grandi, ma alla lunga un po’ stancano e annoiano i viaggi in pullman. Piano piano che all’interno della squadra il clima è migliorato approccio diversamente le trasferte, riuscendo a mettere da parte la stanchezza. Certo, questo è l’anno della maturità e non è facile mancare spesso il sabato, ma ho imparato a cavarmela».

Betti: «Fisicamente può essere stancante, ma siamo organizzati con Gianluca che tra pranzi e merende non ci fa mancare niente. Il viaggio ha momenti di svago e di serietà prima della partita, mentre nel post gara c’è il “rompete le righe” e ognuna fa ciò che vuole, da chi dorme a chi fa gli scout. Ah già, dovrei anche studiare perché prima della gara sono talmente concentrata che non ce la faccio!».

Infine, cosa fanno le palleggiatrici della Fenice nel tempo libero?

Agostini: «Sono molto legata due compagne di squadra come Valentini e Gaggioli con le quali mi ritrovo anche al di fuori della palestra. A livello scolastico pur passando tanto tempo in palestra mi ci impegno perché voglio buoni risultati Extra sport però sono appassionata di musica rock (Guns N’ Roses su tutti), per il momento devo prendere la patente, diplomarmi e puntare ad entrare in logopedia. Il mio sogno è di avere uno studio tutto mio e lavorare a contatto con i bambini».

Betti: «L’obiettivo è di continuare a studiare e di giocare e poi quando ho un po’ di tempo mi piace uscire. Una delle mie migliore amiche è la Totta (l’opposto Carlotta Pieraccioni, nda) un mio punto di riferimento totale. Quando la vedo mi infonde tranquillità, rinfrescando un’amicizia che ci portiamo dietro da una vita, nata a pallavolo, ma tenuta viva anche al di fuori».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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