Intervista di Pistoia Sport al coach del Pistoia Basket, Alessandro Ramagli, per conoscere le dinamiche di mercato dei biancorossi: obiettivo mettere un italiano in quintetto, in cabina di regia
Mercato fervido ma sotto la cenere, difficile non solo per Pistoia. Così Alessandro Ramagli inquadra il contesto in cui il Pistoia Basket si muove nell’alba di un mercato che in via Fermi non ha ancora prodotto il primo sole verso la nuova stagione. Un mercato che potrebbe cambiare l’idea di squadra a cui il neo-coach biancorosso sta lavorando insieme all’area tecnica, visti i cambiamenti “epocali” (come li definisce lui) che rendono ancora più competitivo il mercato degli italiani. Ma la speranza di piazzare un italiano nel quintetto, non è del tutto svanita: questo ed altro in questa intervista concessa a Pistoia Sport.
Coach, quando si inizierà a delineare la fisionomia del suo Pistoia Basket?
“Spero molto presto di poter mettere qualche tassello del gruppo italiano perchè come avevamo detto è da lì che si parte. Siamo vicini ad alcune situazioni in un mercato difficile e questa non è una frase fatta. Questo è un anno epocale: l’innalzamento del numero degli italiani in A1 aumenta la competizione e i prezzi sul mercato, come l’incidenza maggiore delle proposte sempre verso gli italiani dalla Legadue. Questo cambiamento strutturale ha spinto, non a caso, tutte le squadre a partire da lì”.
I primi nomi circolati, dei suoi ex “allievi” Spissu e Pajola (entrambi allenati alla Virtus Bologna, ndr) e i nuovi di Monaldi e Martini fanno pensare ad una cabina di regia italiana. Sarà così?
“Dipende dalle disponibilità. L’idea iniziale era quella ma è un po’ “cozzata” per vari motivi con le disponibilità di mercato. Ma non voglio dire di più perché ci sono trattative in corso. Naturalmente abbiamo gli occhi aperti sugli italiani in tutti i ruoli. C’è stato un tentativo di provare ad inserire un italiano nei primi 5 giocatori, ma il mercato potrebbe imporci di cambiare struttura”.
Le piacerebbe comunque quest’idea?
“Certo, ma dobbiamo confrontarci con il mercato. Vedo squadre molto blasonate, aggressive su giocatori importanti che però pensano anche ad altre destinazioni. Tutto questo “a caduta” si riversa su giocatori della nostra fascia e rende le trattative difficili”.
Non ha mai nascosto la voglia di dare una possibilità a Luca Severini, sotto contratto col Pistoia Basket. Ci sono novità verso l’ufficializzazione del suo ritorno in via Fermi?
“Ad oggi non ci sono novità, anche perchè Severini è al raduno con la Nazionale di 3X3 tra cui verranno scelti i giocatori azzurri per i Giochi del Mediterraneo (insieme a Spissu, ndr) e non c’è stato il tempo materiale per confrontarci. Ma ripeto che sarà uno dei giocatori che terremo in forte considerazione per la costruzione della squadra”.
In ottima prima squadra come valuta la due giorni di allenamenti fatta in settimana con ragazzi in orbita biancorossa, da Della Rosa ai giovani dell’Under 18?
“E’ stata importante perchè quando entri in un nuovo club, il primo passo è conoscere le persone che ne fanno parte. Mi sono confrontato con i miei collaboratori, ho visionato i ragazzi legati in qualche modo al club, che sono un tesoro importante per la società”.
La prossima settimana sarà quella del primo colpo?
“Me lo auguro ma non mi posso sbilanciare in questo momento. Sono state settimane molto operative in cui sono stato giorni interi a Pistoia a lavorare “gomito a gomito” con i miei collaboratori. Giorni in cui abbiamo ricevuto “più no che sì”, ci sono tanti giocatori molto richiesti che in questo momento hanno le carte in mano ed aspettano. Sono giorni tosti in cui non abbiamo avuto tappeti rossi ma, come noi, non mi sembra ne abbiano avuti nemmeno gli altri”.
Non ci sono state molte occasioni pubbliche finora, tranne la sua presentazione. Il primo impatto con la piazza come è stato?
“Il contatto prevalente è quello con la parte interna, con il mio gruppo di lavoro. Il clima che si avverte è quello di un posto in cui il basket rappresenta qualcosa di importante, la grande curiosità della gente si respira anche in questo periodo che per i tifosi è solitamente “di stanca”.



