Andreoli, arrivato a dicembre in punta di piedi, ha subito preso le redini del centrocampo: «Con un gruppo così tutto è più facile»
Ai gol pesanti Nicola Andreoli ci sta ormai facendo l’abitudine. Contro Sant’Angelo e Giana Erminio le sue reti hanno portato il pareggio alla Pistoiese, contro il Forlì sono addirittura arrivati tre punti. Sono quindi quattro in tutto i punti “guadagnati” grazie alle marcature del trequartista, senza dimenticare il gol del definitivo 4-1 contro il Carpi realizzato due domeniche fa. Un momento di forma invidiabile per Andreoli e per tutta la Pistoiese, che dopo il successo contro il Forlì ha ulteriormente accorciato in classifica sulla Giana, portandosi a meno due. «Domenica abbiamo ottenuto una vittoria bellissima – racconta Andreoli – battendo una squadra forte, ben organizzata e ottimamente allenata come il Forlì. C’erano anche dinamiche non facili come il terreno di gioco e il grande freddo che hanno reso le cose più difficili, ma la squadra ha dimostrato il proprio valore per l’ennesima volta».
Quella del “Morgagni” è stata una vittoria dal peso specifico notevole, grazie a cui la Pistoiese si è avvicinata di nuovo alla vetta della classifica: «I tre punti di Forlì sono la “fotografia” della squadra che siamo. Un gruppo che non molla mai, abile a reagire di fronte ad ogni tipo di difficoltà. Non dimentichiamoci che due mesi fa eravamo a meno undici, ma noi abbiamo sempre creduto nella rimonta. Ovviamente adesso c’è una consapevolezza maggiore e la sensazione di essere davvero una squadra da primo posto. Ciò che non dovremo fare sarà fermarci, perché siamo ancora dietro, la missione resta difficile e lo sarà fino all’ultimo secondo di campionato. Nello spogliatoio c’è tanta voglia di vincere di stare insieme, abbiamo sempre remato nella stessa direzione ed è questo il segreto dell’ottimo rendimento degli ultimi mesi».
A proposito di spogliatoio, Andreoli è stato uno degli ultimi ad abbracciare il progetto arancione, con l’arrivo alla corte di Consonni nel mercato invernale a metà dicembre. Ed è stato proprio il duttile centrocampista a desiderare fortemente la firma con la Pistoiese: «A Carrara non ero contento del minutaggio – racconta Andreoli – e nonostante avessi preferenza nel restare tra i professionisti avevo grande voglia di rivalsa. Sarei voluto rimanere in Serie C, poi il mio procuratore mi ha parlato dell’interesse della Pistoiese. Conoscevo da tempo la città e sapevo che Pistoia non è una piazza come le altre. Pur essendo in D il calore dei tifosi e il clima valgono come quelli di molte squadre che giocano in categorie superiori. I primissimi giorni non sono stati semplici per le varie situazioni extra-campo, ma dentro di me ha sempre prevalso l’attenzione verso il campo e nell’allenarmi il meglio possibile. In questo aspetto mi ha aiutato molto Viscomi, con cui sono amico dai tempio di Cesena. L’ambientamento coi compagni è stato immediato e adesso è come se fossi da dieci anni nello spogliatoio».
Proprio Cesena è stata la prima tappa tra i grandi di Andreoli, seguita dall’avventura in C al Siena e quella in D al Badesse, interrotte da un periodo molto particolare. «Tra il 2020 e il 2021 ero tesserato col Chievo e il club non mi ha dato la possibilità di svincolarmi. Avendo un contratto da professionista non potevo accasarmi in una squadra di Serie D e come risultato mi sono allenato per un anno senza mettere piede in campo. Senza dubbio è stato l’anno più brutto della mia vita, mentre quello a Cesena mi ha dato un’enorme gioia, calcisticamente parlando. Abbiamo vinto la Serie D con una squadra infarcita di top player per la categoria e sono stati mesi che mi hanno fatto crescere molto a livello professionale e umano. Anche qua a Pistoia l’organico è molte forte, con la differenza che l’età media è più bassa e anche i giovani sono protagonisti. Tra tutti noi giocatori c’è rispetto e umiltà, abbiamo voglia di lavorare e ci mettiamo sempre a disposizione l’uno per l’altro».



