Derby in casa Sabatini: Meriden-Lampo si legge Leonardo contro Lorenzo

Avversari in campo, fratelli fuori: Lorenzo e Leonardo Sabatini stanno per vivere un derby speciale. Meriden-Lampo è una questione di famiglia

Se avessero giocato nella stessa squadra li avremmo chiamati “gemelli del gol“. Non tanto per il grado di parentela – in realtà fra Lorenzo e Leonardo corre un anno – ma piuttosto per le valanghe di reti che insieme avrebbero segnato. Il più grande – Lorenzo – è infatti un trequartista dalla classe sopraffina, il minore –Leonardo– è un attaccante tuttofare con spiccate capacità realizzative. Il dramma familiare, però, nasce dal fatto che il primo vesta la maglia biancazzurra della Lampo, il secondo quella bianconera della Meridien. Chissà che dilemma per mamma Daniela dover assistere ad un derby (in programma domenica 12 marzo ai “Giardinetti”) decisivo sia per la società del presidente Giannoni che per quella del patron Fabiani, e quindi, anche per entrambi i propri figli.

È TEMPO DI DERBY

Lorenzo, partiamo da te che sei il fratello maggiore. Ti piacerebbe giocare in squadra con Leo?

«Senza dubbio. Da piccoli, in realtà, lo abbiamo fatto al Montalbano, che è una scuola calcio. Tra me e Leonardo corre un anno – io sono del 2003 mentre lui è un 2004 – però spesso e volentieri veniva ad allenarsi con noi più grandi. Questa però è stata l’unica parentesi in cui abbiamo effettivamente condiviso lo spogliatoio, perché poi lui è andato al Tau e le strade si sono separate. Allo stato attuale delle cose posso dire che onestamente mi farebbe molto piacere giocare insieme a mio fratello, ci ho pensato spesso. Però io sto benissimo alla Lampo, quindi tra i due spero sia lui a fare un passo verso di me. Sicuramente il feeling in campo non mancherebbe, questo poco ma sicuro; poi anche a livello di ruolo ci legheremmo bene insieme».

Leonardo salterà il derby poiché infortunato: è più il dispiacere per non poter giocare contro di lui o la contentezza perché per la Lampo vuol dire avere un pericolo in meno? 

«Tutte e due. Da una parte ovviamente mi dispiace non poterlo affrontare perché so quanto ci tenesse ad essere in campo. Dall’altra, però, conoscendo molto bene di cosa è capace posso dire che la sua assenza per noi è un vantaggio. D’altronde adesso l’unica cosa importante è salvarci: queste ultime partite costituiscono un campionato a sé, dovremo affrontarle con un piglio diverso così da migliorare la nostra situazione in classifica. Dovendo lottare con formazioni importanti come Viaccia, Maliseti o Amici Miei sappiamo di non poter fare passi falsi. Proprio in quest’ottica sabato sarà fondamentale uscire dal campo con i 3 punti. Nonostante la Meridien sia avanti a noi il campionato ha dimostrato fin qui che tutte le squadre possono vincere o perdere ogni domenica: ottenendo due o tre successi da qui alla fine acciufferemo la salvezza».

LEGAME INDISSOLUBILE

Lorenzo, quest’anno sei riapprodato alla Lampo dopo un momento di pausa: come è stato tornare?

«Bellissimo. Il ritorno è stato molto positivo in quanto ho trovato un gruppo sano, fatto di giocatori disponibili e pronti ad aiutarsi l’un con l’altro. Dopo la scorsa stagione avevo smesso col calcio perché non sentivo più le giuste motivazioni; poi, però, dopo un po’ di tempo dentro di me s’è riacceso il fuoco della passione per questo sport. Ho capito che se avessi preso l’impegno con un club sarei riuscito a portarlo a termine, e così ho deciso di rimettermi in carreggiata. Tornare alla Lampo è stata una scelta di cuore, in questa società mi sento veramente in famiglia. Fondamentale, poi, è stato l’apporto del presidente Giannoni, che mi ha fatto sempre sentire ben voluto. Lo conosco ormai da cinque anni, proprio perché vedendomi al torneo dei rioni di Lamporecchio mi chiese di unirmi alla juniores della Lampo, e da lì arrivai in prima squadra. Anche in quest’occasione non ha smesso di manifestarmi il suo piacere di riavermi in squadra, gli devo tanto».

FORFAIT CAUSA INFORTUNIO

Passiamo a te Leonardo. A causa di un infortunio non sarai del match: quanto ti dispiace non poter esserci?

«Parecchio. Mi sono infortunato al flessore della coscia sinistra, il che vuol dire un mesetto di stop. Di conseguenza non so se riuscirò a rientrare per la fine del campionato. Quando ho avuto il responso medico onestamente ero disperato perché secondo me stavo attraversando un buon momento personale. Col passare dei giorni ho fatto mente locale accettando questo stop forzato nonostante il dispiacere rimanga comunque tanto…anche perché ciò significa saltare proprio il derby con la Lampo, sfida che avrei voluto assolutamente giocare. Dato che fra i biancazzurri c’è mio fratello Lorenzo questo match avrebbe avuto certamente un sapore diverso. Vorrà dire che assisterò alla partita dagli spalti tifando per i miei compagni dato che vogliamo raggiungere i play off a tutti i costi».

Questa è la tua prima vera e propria stagione fra i grandi: com’è andato l’ambientamento?

«All’inizio devo ammettere che non è stato facile adattarsi al “mondo dei grandi”. Sicuramente ha influito l’aver saltato causa Covid due anni di Allievi, ovvero il periodo in cui c’è la crescita vera e propria. Poi, però, grazie a tutti i ragazzi fantastici che compongono lo spogliatoio e all’inizio del mio percorso privato con un mental coach le cose si sono sbloccate. Quest’ultimo in particolare è un fattore che mi ha aiutato molto in quanto ho lavorato in maniera specifica anche sulla mentalità, riuscendo piano piano a guadagnarmi il posto da titolare. Giocare accanto a Benedetti a Maiorana, che hanno esperienza da vendere, mi ha fatto crescere tanto: devi sempre cercare di imparare quante più cose possibili da calciatori così forti».

RIVALI PER UN GIORNO

Dimmi la verità Leonardo: in famiglia per chi si fa il tifo sabato?

«La regola è che, per una questione di par condicio, si va a vedere la squadra che gioca ai “Giardinetti”. Anche perché a livello di supporto la famiglia cerca di darne in parti uguali sia a me che a mio fratello. Sicuramente Meridien-Lampo non è una sfida come le altre: nostro cugino Cristian, calciofilo appassionatissimo che ci segue sempre, aveva segnato in rosso la data sul calendario proprio perché non vedeva l’ora di gustarsi lo scontro fra i suoi due pupilli. Come detto purtroppo non ci sarò, ma so che indipendente da questo la vicinanza dei familiari e l’attenzione intorno a questo match resta alta. Prima di entrare in campo saluterò Lorenzo perché ovviamente il legame fra fratelli va oltre tutto, poi, però, dopo il fischio dell’arbitro diventeremo “avversari” per qualche ora».

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