Tre anni fa, il Covid-19 impedì alla sfida fra Pistoia ed Effe di andare in scena. Stavolta invece il pubblico potrà godersi lo spettacolo
La sfida di domenica tra Pistoia Basket e Fortitudo Bologna è una di quelle gare che hanno una storia e un fascino senza tempo e senza età. Il blasone della rivale, la vicinanza geografica che lo rende a tutti gli effetti il derby dell’Appennino e la lunga lista di confronti precedenti sono pilastri che non permetto a questa sfida di passare inosservata o priva di importanza. In più, guardando la storia recente, domenica sarà un po’ come riattaccare la spina, certificando una sorta di ritorno alla normalità, o per meglio dire all’ordinarietà dello sport e della vita dopo anni difficili sotto ogni punto di vista.
Correva febbraio 2020, allora in casa Pistoia Basket fervevano i preparativi per la doppia sfida casalinga con Fortitudo Bologna e Milano, con tanto di lancio di un mini abbonamento e promozioni dedicate per fronteggiare l’esodo in massa del tifo biancoblù in una delle gare chiave per la salvezza dei biancorossi. C’era l’ultimo acquisto Randy Culpepper che scalpitava per il debutto, la certezza di un grande incasso e l’entusiasmo della pizza pistoiese caricata dalle vittorie ottenute a Roma e in casa contro Reggio Emilia. Ma l’arrivo del Covid scombinò i piani di tutti e non solo quelli della palla a spicchi. Quella Pistoia-Fortitudo Bologna non è mai stata giocata e le due squadre, complice l’autoretrocessione dei biancorossi, hanno preso strade diverse che si riallacceranno solo domenica, almeno per quel che riguarda la sfida tra le due al PalaCarrara. Tre anni, ma sembra sia passato molto più tempo.
Quella normalità e la quotidianità sconvolta allora dal virus che ha fermato il mondo, con fatica, sacrifici e costi enormi adesso sembra essere tornata. E giocare questa partita per il popolo biancorosso, può, almeno simbolicamente, chiudere un cerchio, restituendo definitivamente alla città, al pubblico e ai tanti uomini e donne impegnati dietro le quinte la bellezza della pallacanestro, annacquata negli ultimi anni da esili forzati, porte chiuse, ingressi contingentati e tante altre difficoltà ben note.
Domenica, contro la Fortitudo Bologna, deve essere un tripudio di colori biancorossi, una festa vera e piena, da godere prima sui gradoni e poi sul parquet. La squadra di coach Nicola Brienza, sin qui superlativa nel suo cammino, si merita il bagno di folla e l’entusiasmo della sua gente. I canestri di Zach Copeland, le difese di Carl Wheatle, le schiacciate di Jordon Varnado, gli assist di Lorenzo Saccaggi e tutte le giocate vincenti dei loro compagni hanno consacrato il gruppo biancorosso ai vertici di questa A2, ma da qui in avanti inizia la parte più complicata, perché le partite facili sono praticamente finite e il livello di gioco e l’importanza della sfida sarà un crescendo, fino all’apice di maggio con i playoff. Questo gruppo, ora più che mai, si merita di non rimanere solo, alimentando i propri sogni e le proprie speranze con il calore e l’applauso dei suoi tifosi. La primavera è alle porte, lo dice il calendario, ma quella biancorossa è già iniziata ed è fantastico ammirare dal vivo il fiore bellissimo che è sbocciato con questi giocatori dalle parti di via Fermi.



