Il Casalguidi si salva con due turni d’anticipo, Gambadori compie l’impresa. Il ds Grani: «Gruppo affiatato, godiamoci il traguardo»
Il passaggio in Promozione l’anno scorso, la salvezza raggiunta in questo. Il lavoro di mister Gambadori col Casalguidi paga eccome, facendo vivere ai gialloblu il miglior momento nella propria storia secolare. Nella centesima stagione dalla fondazione del club, infatti, Nania e compagni hanno regalato alla dirigenza un traguardo a suo modo storico, per di più con due giornate d’anticipo. Oltre ai giocatori, i grandi artefici di questa impresa sportiva sono senza dubbio l’allenatore Alessandro Gambadori e il direttore sportivo Gabriele Grani. Sono proprio loro a raccontarci dall’interno la fantastica cavalcata dei pistoiesi.
GAMBADORI, SIMBOLO GIALLOBLU
Mister, che emozione le dà salvarsi con ben 2 giornate d’anticipo?
«Indescrivibile. Questo risultato nasce dall’anno scorso, con la salvezza si è chiuso un cerchio. Se ad inizio campionato mi avessero detto che avremo raggiunto un traguardo del genere con due giornate d’anticipo probabilmente non c’avrei creduto. Abbiamo fatto un qualcosa di speciale anche perché il livello delle avversarie era molto alto, ma il merito non è solo mio, anzi. Voglio sottolineare l’apporto di tutti, sia quello dei calciatori che sono scesi in campo, sia quello dei dirigenti. Gabriele Grani, nostro ds, a mio parere è uno dei migliori direttori sportivi in assoluto. Devo ringraziarlo perché mi ha sempre supportato e in generale ha fatto un lavoro incredibile. Importantissimi sono stati anche quei ragazzi che magari hanno giocato meno, o quelli che hanno dovuto sdoppiarsi fra prima squadra e juniores. Non basta un semplice “grazie” per esprimere tutta la riconoscenza che devo a queste persone».
Mi par di capire che l’ingrediente principale di questa salvezza sia stata proprio la forza del gruppo…
«Esattamente. Un allenatore può essere preparatissimo, ma poi la differenza la fanno i giocatori, ecco perché il merito va dato soprattutto a loro. È una fortuna allenare questa rosa, composta da ragazzi che ormai stanno insieme da diversi anni…tutti hanno dato il proprio contributo. Da fuori troppe volte ho sentito sminuire il nostro operato: spesso e volentieri quando abbiamo vinto è stato detto che l’abbiamo fatto per demeriti degli avversari, ad inizio anno in molti ci davano già per retrocessi. Invece secondo me siamo riusciti a mettere in difficoltà chiunque, meritando sul campo i punti conquistati. Non a caso abbiamo fatto ottime prestazioni anche con le primissime della classe, questi risultati non sono frutto del caso bensì di uno studio attento e di un lavoro forsennato durante la settimana».
I PASSAGGI FONDAMENTALI
Quali sono stati, secondo lei, i match che più di tutti hanno indirizzato questo vostro percorso?
«A volte si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie. È per questo che, se dovessi scegliere una partita che a mio modo di vedere ci ha fatto crescere tanto, direi quella d’andata contro il Castelnuovo Garfagnana. In quell’occasione loro vennero in casa nostra giocando bene e vincendo meritatamente 1-0. Quel ko fece capire a me e ai miei ragazzi cosa avremo dovuto fare per mantenere la categoria. Per quanto riguarda i risultati positivi, invece, ti dico le ultime quattro (2-1 col Pietrasanta e col Capezzano, 1-0 col Pieve Fosciana e il pareggio proprio col Castelnuovo). Queste sono state le sfide che ci hanno consegnato la salvezza matematica, ponendo la ciliegina sulla torta».
IL LAVORO DEL DS GRANI
Grani, cosa deve fare un direttore sportivo per mettere nelle migliori condizioni squadra e allenatore?
«A mio avviso la cosa più importante e creare un gruppo di lavoro affiatato. Per affrontare questo tipo di campionati ci vuole uno staff preparato…parlo di allenatore, preparatore dei portieri, accompagnatori, massaggiatori e tutte le altre figure che agiscono dietro le quinte. Il nostro organigramma si è consolidato grazie al tempo: non scordiamoci, infatti, che quello del Casalguidi è un progetto pluriennale. Come ha detto giustamente il mister, i successi di oggi dipendono da quelli di ieri. Non stacchiamo mai la testa, la domenica dopo la partita iniziamo già a preparare quella seguente, solo così si raggiungono certi traguardi. Questi sforzi vengono poi ripagati dai giocatori, per i quali devo necessariamente spendere qualche parola. Gli effettivi che compongono la rosa non sono mai mancati agli allenamenti, qualcuno è venuto anche con la febbre. Ho sempre visto massima professionalità nonostante in molti lavorino, questo spirito di abnegazione è assolutamente da lodare».
Messa in cassaforte la salvezza, qual è l’obiettivo per il prossimo anno?
«Non saprei, è ancora troppo presto per parlarne. Come dico sempre “l’appetito vien mangiando“, però intanto godiamoci questo straordinario traguardo. A fine stagione ci riuniremo col mister e con lo staff tecnico per decidere il da farsi, adesso però l’attenzione della società è rivolta a concludere al meglio questo campionato e supportare la squadra juniores, che si sta giocando la permanenza nei regionali. Questo testimonia a pieno quell’unione d’intenti di cui parlavamo prima, sarebbe bello se entrambe le nostre formazioni riuscissero a salvarsi in un’annata così importante. Quello attuale, infatti, è l’anno del centenario per il Casalguidi, fondato nel 1923. Questo è l’ennesimo bel traguardo del nostro cammino, che speriamo possa continuare nel migliore dei modi ancora a lungo».



