Il coach degli arancioni Filippo Treno è stato aggredito e preso a pugni nel dopo gara del derby sul campo dei pisani
Un pomeriggio orribile per Filippo Treno. L’allenatore dell’HC Pistoia, al termine del match sul campo del CUS Pisa terminato 1-1, è stato aggredito da alcuni membri della panchina avversaria che lo hanno colpito al volto ripetutamente. La situazione è poi degenerata con la squadra arancione che ha dovuto attendere l’intervento dei carabinieri per poter rientrare negli spogliatoi, ricevendo nel frattempo insulti e minacce dal pubblico che era sceso dalle tribune.
Non appena gli animi si sono placati, Treno è stato trasportato al pronto soccorso di Cisanello dove gli è stato riscontrato un trauma cranico e contusioni multiple. Il coach ha potuto lasciare in serata l’ospedale per rientrare a Pistoia. La prognosi è di sette giorni di riposo con un collare cervicale di tipo Schanz da indossare nelle ore diurne.
IL RACCONTO DI COACH TRENO
L’allenatore dell’HC Pistoia ci racconta nel dettaglio l’accaduto. «A fine partita il medico della squadra avversaria, che ha il figlio fra i giocatori, mi è venuto incontro infuriato e ha cominciato a spintonarmi. Io ho cercato di calmare gli animi, ma dopo pochi istanti mi sono ritrovato a terra: il massaggiatore dei pisani mi ha infatti preso alle spalle e sono stato circondato da entrambi e da altri giocatori, che mi hanno colpito al volto e sul corpo ripetutamente». Treno, una volta liberato dalla morsa, ha temuto per la vista che si era offuscata. «Recentemente ho affrontato un trapianto di cornea e non vedevo bene, perciò mi sono subito allarmato. Sono stati attimi veramente orribili: solo in serata ho riacquistato la vista a buoni regimi».
Nel frattempo la situazione in campo era degenerata completamente: gli arbitri hanno tentato di sedare gli animi, ma i giocatori dell’HC Pistoia non hanno potuto rientrare negli spogliatoi sino all’intervento dei carabinieri. «Io sono stato prontamente soccorso da un’ambulanza e non ho un ricordo lucido di quei frangenti – racconta il coach –. Però i ragazzi mi hanno raccontato che buona parte del pubblico era sceso dalle tribune ed è arrivato alle recinzioni urlando insulti e minacce. Tra queste anche parecchie offese razziste a Johnny Botsio, il nostro attaccante ghanese che ha tra l’altro segnato il nostro vantaggio iniziale. Solo con l’intervento dei carabinieri la situazione è tornata calma».
I DANNI FISICI E MORALI
Treno, dopo la visita all’ospedale di Cisanello, ha ricevuto una prognosi di sette giorni a causa di un trauma cranico e diverse contusioni. Per fortuna il timore di danni alla vista è stato scongiurato. «Sono ancora un po’ indolenzito però posso dire senza problemi che poteva andare peggio. Rimane comunque il rammarico per l’accaduto».
A colpire il coach arancione in particolare il compito tradito dai principali aggressori. «Rimango allibito soprattutto dal fatto che la gazzarra sia partita da due sanitari che dovrebbero seguire la propria deontologia professionale ed aiutare in certe circostanze invece di provocarle. Addirittura prima che venissi trasportato all’ospedale il medico è venuto a controllare come stessi, quasi come chiedendomi scusa. Ahimè, la frittata l’aveva già fatta: per me merita la radiazione, poi starà alla giustizia sportiva giudicare».
“NERVOSI PER TUTTO IL MATCH”
Filippo oltretutto non riesce a spiegarsi il motivo che ha scatenato tutto questo trambusto. «La partita non ha avuto decisioni arbitrali contestabili né momenti di tensione fra i giocatori. L’unica discussione che ho avuto è stata proprio col figlio del medico che, durante il primo tempo, mi consigliava a male parole di non protestare per un intervento di gioco. Io gli ho risposto semplicemente che non doveva parlare con me ma con i direttori di gara. Non credo tuttavia che il confronto, visto che è avvenuto praticamente all’inizio e non ha poi avuto strascichi, abbia potuto portare a tutto ciò. Penso semplicemente che abbiano sentito la pressione della gara».
Il CUS Pisa ha infatti ricevuto diverse sanzioni disciplinari durante il match, conclusosi 1-1 dopo il vantaggio iniziale dello stesso Botsio. «Sia i giocatori che lo staff hanno più volte dato segni di nervosismo. Tra l’altro il loro allenatore, Giorgi, era squalificato ma molto vicino all’azione nonostante non potesse. Durante la rissa finale è pure entrato in campo pienamente ed ha avuto un ruolo molto attivo alla confusione. Se la Federazione non lo squalificherà nuovamente, considerato che io in passato ho ricevuto una sanzione di due giornate in una circostanza simile per un consiglio ad un giocatore dietro alla rete, protesterò e a gran voce».
TRENO NON LA FARÀ PASSARE LISCIA AGLI AGGRESSORI
La vicenda senz’altro non finirà qui. Treno infatti con tutta probabilità denuncerà l’accaduto alle forze dell’ordine oltreché alla giustizia sportiva. «Non ho ancora sciolto le riserve ma di certo non ci posso passare sopra. Forse non chiederò i danni fisici in tribunale ma mi sento in dovere di raccontare come si sono svolti i fatti in caserma. Di sicuro denunceremo il tutto al tribunale sportivo, perché meritano una severa punizione. Mi auguro solo che gli arbitri abbiano scritto tutto nel verbale e non abbiano fatto finta di nulla: in passato è successo che fatti simili venissero sepolti sotto la sabbia. Stavolta non accadrà: un fatto di cronaca sportiva come questo non può essere archiviato senza conseguenze».



