Parla il coach del Delfino, dalle tante promozioni ottenute alla “razzata” in casa, fino alla vittoria su Fucecchio che è valsa i play-off
E così, com’è tipico per il Delfino, all’ultimo tuffo è arrivata la qualificazione ai play-off per il secondo anno consecutivo. Una qualificazione insperata giunta con la vittoria per 3-2 nel match contro il Fucecchio e che anche in questa stagione ha visto il timbro sulla panchina di coach Alessandro Bigicchi. Da due anni sulla panchina rossoblù, il coach di Lido di Camaiore ha sempre tenuto Pescia nelle zone alte e dal 15 aprile si giocherà gli spareggi per la B2.
Allora Alessandro qual è stata l’arma in più che ha fatto la differenza contro Fucecchio?
«Secondo me è stata la determinazione perché ha funzionato tutto. Dal servizio al muro, passando per le difese eccellenti e i pochi errori. Nel quarto set abbiamo pagato il calo fisico arrivato dal ko del terzo, ma lasciando un po’ andare le ragazze ho ritrovato la grinta nel tie-break».
Una rimonta clamorosa dati gli infortuni pesanti che avete avuto: quando hai capito che poteva iniziare?
«A livello di infortuni è stata una stagione particolare perché con l’arrivo di Sentieri come attaccanti eravamo a posto, ma non al centro. Ironia della sorte con la lesione al tendine della centrale Palmentieri già da novembre ho spostato la banda D’Otre al centro e, pur facendo bene, mancavano comunque i centimetri di Angela. Mettiamoci anche l’infortunio dell’attaccante Rossi e così per il palleggio è stato difficile cambiare spesso gli interpreti. Dopo la “razzata” preso contro Le Signe però ci siamo svegliate e abbiamo fatto leva sulla forza di volontà vincendo 4 gare, specialmente nel difficile campo di Agliana».
Dov’è la differenza con lo scorso anno in termine di stagione e di che campionato è stato?
«Rispetto all’anno scorso abbiamo vissuto questa partita come se fosse una finale scudetto: aveva un sapore diverso e resterà come un’impresa. Lo scorso anno l’approdo ai play-off era stato più graduale arrivandoci con tre turni d’anticipo e con più tranquillità. Eravamo in un girone di buon livello, ma non è sempre facile passare. Ritengo – paradossalmente – che è più difficile passare in B2 che salvarsi nel medesimo campionato».
Quindi la tua squadra rispetto ad un anno fa ha acquisito qualcosa in più in fatto di esperienza?
«Sicuramente! Le ragazze sono cresciute, hanno acquisito una mentalità di categoria dimostrando che possono stare nella parte altra di una serie C. Logicamente non siamo pronti per una categoria superiore, ma la società farà le sue valutazioni quest’estate se incidere sulla rosa o far crescere qualche giovane. Al momento questo gruppo sta esprimendo ed ha espresso il massimo che possa esprimere».
Nei play-off affronterete il Giotti Victoria Volley: son passati pochi giorni, ma un’occhiata alle avversarie l’hai già data?
«Certo, ho già alcune informazioni. Il Giotti è una squadra costruita per salire con alcune ex giocatrici di serie A, fisicamente alte e dura da affrontare in casa loro. Infatti nel senese i tifosi sono molto “guerrieri” e con un allenatore molto esplosivo come Colaianni non sarà facile. Quest’anno almeno i play-off sono organizzati meglio: lo scorso anno ne andavano 4 ai play-off e noi, arrivate terze, giocammo le prime due gare fuori!»
Sei un allenatore che si può definire “esperto”: ti volti indietro e quali sono stati i momenti più belli della tua carriera da allenatore?
«In oltre 40 anni da allenatore ce ne son stati tanti. Dal triennio D-B2 con il Nottolini e lo Jenco al passaggio dalla B2 alla B1 nei play-off con il Delta Luk. Qualsiasi squadra che mi è stata data sono riuscita a portarla al successo. Quest’anno uguale: tolte le prime due nel nostro girone che erano più forti, abbiamo ottenuto il massimo. La partita del cuore? Anche quella contro Fucecchio di sabato mi resterà impressa, ma la più intensa vincere i play-off fuori casa in gara-3 con il Delta Luk. Dopo aver battuto Belluno, Ancona, vincemmo a Chions e passammo in B1 in una stagione difficile dove anche i rimborsi arrivavano con il singhiozzo».
Chiudiamo con un salto nell’attualità: dai triangolari e dagli scontri diretti chi è favorita?
«Nel triangolare punterei su Quarrata e Versilia che hanno più esperienza. Oltre alle nostre sfide poi vedo da tripla Le Signe-Dream Volley anche se quest’ultime hanno dovuto fare a meno del palleggiatore e giocano in una tensostruttura molto particolare. Sales-Cascina? Le pisane non mi hanno entusiasmato quindi vedo favorito il roster di Galatà».



