Il trionfo dell’Arezzo raccontato da Federico Vettori: «Anno indimenticabile»

Vettori, originario di Montecatini, racconta l’esperienza in amaranto da vice di Paolo Indiani: «Uno dei migliori tecnici in circolazione»

Domenica 16 aprile è stato un giorno memorabile per la città di Arezzo e per tutti i sostenitori amaranto. Con la vittoria ai danni della Pianese, il club aretino ha aritmeticamente vinto il Girone E di Serie D, tornando tra i professionisti a due anni di distanza dall’ultima apparizione. Per il tecnico Paolo Indiani, sedutosi anche sulla panchina della Pistoiese, è stato il decimo campionato vinto, ma parte del merito va divisa anche coi membri dello staff tecnico. Tra questi vi è il vice-allenatore Federico Vettori, classe 1982 con un passato importante da calciatore, originario di Montecatini e fratello di Lorenzo Vettori, capitano della Larcianese. Dopo una “vita” trascorsa a Pontedera, prima in campo e poi in panchina, Vettori ha accettato la chiamata dell’Arezzo nell’estate 2022 e alla sua quarta stagione da vice-allenatore ha alzato il primo trofeo della propria carriera da allenatore.

«Tutto è cominciato alla fine dello scorso campionato – racconta Vettori – quando a Pontedera ho capito che il mio percorso era terminato. Il direttore sportivo Paolo Giovannini, con cui ho lavorato diversi anni in granata, si è trasferito all’Arezzo e mi ha chiesto di seguirlo per essere il vice di Indiani. Anche col mister avevo già lavorato ai tempi di Pontedera come calciatore, dal 2012 al 2017, e alla proposta di entrare nel suo staff non ho potuto dire di no. Nel calcio vincere non è mai facile, ma questo campionato mi ha fatto capire quanto sia complicato allenare in una piazza ambiziosa come Arezzo. La città da noi si aspettava molto, sentivamo quasi l’obbligo di dover vincere sempre, e per fortuna siamo riusciti a riportare i colori amaranto tra i professionisti. Lo abbiamo fatto al termine di un grande anno, in cui tutti i componenti della squadra hanno fatto un lavoro strepitoso».

Un successo costruito settimana dopo settimana, grazie ad un organico con tanta qualità e alla spinta incessante del pubblico del “Città di Arezzo”: «Ad inizio anno tutti ci davano per favoriti – continua il vice-allenatore amaranto – ma la Pianese nella prima parte del campionato ci era davanti. Poi noi siamo riusciti, di partita in partita, a conquistare la vetta e non l’abbiamo più mollata. Con Indiani mi sono trovato benissimo, ritengo che collaborare con lui sia una tappa molto importante nel percorso che mi porterà ad allenare in prima persona. In tutte le esperienze fatte in questi anni ho imparato qualcosa e un maestro come Paolo ti insegna moltissimo in ogni seduta d’allenamento. La giornata di domenica? Una delle più belle della carriera. Uno stadio con 7mila persone, la festa in strada, il corteo, le bandiere: sono le emozioni che solo il calcio può dare. Abbiamo fatto tanti sacrifici dal primo giorno di raduno, ma giorni come questi giustificano e ripagano di tutti gli sforzi fatti».

Nella lunga esperienza a Pontedera, Federico Vettori ha avuto modo di condividere lo spogliatoio per diverse stagioni con Andrea Caponi, all’epoca capitano granata e adesso capitano della Pistoiese: «Ho giocato tanti anni con Andrea – sottolinea lui – e insieme abbiamo condiviso tanti bei momenti. Da quando lo conosco io è sempre così stato così come è oggi a Pistoia: un lottatore. In campo ti trascina, mette anima e cuore in tutto ciò che fa. Ho seguito la Pistoiese e ho visto che spesso è uno dei migliori in campo e da vero capitano, quando i risultati non erano buoni, ci ha messo sempre la faccia. Faccio un grande in bocca al lupo a lui e a tutta la squadra perché si meriterebbero di vincere il campionato e di tornare tra i professionisti».

Quella della famiglia Vettori è una vera famiglia di calciatori. Il padre, Francesco, ha difeso a lungo i colori del Montecatini, così come il fratello Lorenzo, attualmente capitano della Larcianese. E poche settimane fa, proprio lo scontro tra Larcianese e Montecatini ha certificato la vittoria del campionato da parte dell’Airone: «Quello di quest’anno è stato un campionato molto combattuto – sottolinea Federico, l’unico a non aver indossato la casacca biancoceleste in famiglia – ma alla fine l’ha spuntata il Montecatini. Per quanto possibile ho seguito le partite di Lorenzo e la sua Larcianese può ancora farcela a centrare la promozione. Dopo qualche viaggio per il mondo ha scelto di tornare a casa e lo ha fatto con l’impegno e la passione che lo caratterizza fin da quando ha dato i primi calci al pallone. Spero che i viola riescano a vincere i playoff: due promozioni in famiglia sarebbero veramente qualcosa di speciale!».

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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