Il girone giallo ha lasciato buone sensazioni al Pistoia Basket, pronto a tuffarsi nel cammino playoff senza avere niente da perdere
Adesso è arrivato il momento in cui tutto conta di più, in cui le sfide sono senza domani. Il Pistoia Basket è qualificato ai playoff da metà febbraio e nemmeno un mese dopo era già certo di essere tra le sei migliori di A2: una lunga preparazione alle sfide decisive che i biancorossi hanno vissuto con disciplina e attenzione, per arrivare a giocarsi tutto in questi quaranta giorni in cui tutto può succedere. Nell’ultima partita, a Treviglio, la squadra di coach Brienza ha rimediato un passivo pesante, in una gara che però ha avuto vita brevissima e che soprattutto era iniziata senza due pedine preziose nello scacchiere biancorosso, Pollone e Varnado, entrambi out per questioni fisiche. L’ultima fatica, con la squadra già proiettata ai playoff, ha detto che solo Cento e Treviglio sono riuscite a battere sia all’andata che al ritorno Pistoia e proprio i lombardi appaiono i candidati più probabili a sfidare i biancorossi se la squadra di Brienza riuscirà a volare fino alla finale del tabellone argento dei playoff.
Il cammino di Pistoia nella post season è tracciato: la prima sfida sarà contro l’Assigeco Piacenza, andando avanti l’avversaria uscirà dal duello Cantù-Nardò, mentre l’ipotetica ultima fatica sarà rappresentata da una tra Treviglio, Rimini, Torino e Urania Milano. Il giro di valzer dell’ultima finestra di mercato è già iniziato con il fuoco d’artificio della Fortitudo Bologna che si è assicurata i servigi di Adrian Banks, la prossima dovrebbe essere Cantù che sembra in dirittura d’arrivo per David Logan. Poi ci sarà da vedere cosa faranno Udine, Cremona, Forlì e Treviglio, altre squadre pronte a mettere mano al portafoglio per non lasciare niente di intentato nella corsa alla Serie A. Palese come in questi playoff di A2 ci siano tre tipologie di quadre: quelle che si sono ritagliate un’appendice per impreziosire la propria annata, quelle che possono provare a vincere e quelle che invece sono obbligate a farlo. La differenza tra queste due ultime tipologie è chiara e Pistoia è sicuramente tra quelle che possono provare a inseguire il colpaccio, senza l’affanno e l’assillo di doverci riuscire a tutti i costi. Cantù, Treviglio, Udine, Cremona e Forlì hanno il peso di una missione con cui confrontarsi e alla fine, bene che vada, solo due potranno esultare e festeggiare il traguardo auspicato. Per i biancorossi c’è la consapevolezza di avere i mezzi per essere competitivi fino in fondo e il girone giallo, con gli scalpi di Cantù e Cremona, lo ha ribadito.
Il percorso della Giorgio Tesi Group ai playoff ha in Piacenza il primo e già decisivo snodo. Per un mese l’Assigeco è stata l’alternativa all’accoppiata con la Fortitudo. Visto il rinforzo di peso della Effe qualcuno potrebbe pensare che la missione per i biancorossi con questo accoppiamento sia semplice, ma non è propriamente così. Certo, la squadra di coach Salieri ha esaurito i movimenti di mercato e si presenterà a questa serie senza il lungo americano Brady Skeens, ma non per questo sarà semplice affrontarla. I biancorossi piacentini hanno fatto i conti con l’emergenza per buona parte della stagione, compensando le difficoltà numeriche con il talento di un roster pieno di giocatori di qualità. La stella è il cecchino americano Mcgusty, con 20 punti di media segnati nel girone verde, affiancato da veterani come Sabatini e “Dada” Pascolo, oltre alla freschezza è il talento di giovani già rodati come Cesana, Miaschi e Galmarini.
La serie che partirà sabato con Piacenza sarà anche la cartina di tornasole per Pistoia, intesa in tutte le componenti e le accezioni di questa piazza. Per arrivare il più lontano possibile ai playoff servirà far pesare il fattore PalaCarrara, con un pubblico che per presenze e impatto sulla gara riesca ad essere un fattore. Il vero ago della bilancia sarà proprio il palazzetto di via Fermi, chiamato ad essere quel fortino inespugnabile che fino a marzo ha rispedito al mittente tutti gli assalti degli avversari. Il resto dovrà farlo coach Brienza e la squadra, confermando tutto quanto di buono fatto vedere da agosto e fino ad oggi. Da qui in avanti non ci saranno più calcoli complessi, classifiche avulse, gironcini e altre possibilità, ma non sarà un problema per una squadra come Pistoia che da quando si è radunata ha sempre dimostrato di avere fame e di non volersi porre limiti sul rettangolo di parquet con i due canestri.



