Out in semifinale playoff, per la Pistoiese è l’ora delle riflessioni. Imparare dagli errori dev’essere il monito in vista del prossimo campionato
La sconfitta rimediata col Corticella ha chiuso ufficialmente la stagione della Pistoiese. Il verdetto che è più importante, e da cui la società stessa, tramite le parole di Alessandro Gammieri, ha affermato di voler ripartire è uno: gli arancioni saranno in Serie D anche il prossimo anno. La precisazione fatta dall’amministratore unico è importante per mettere a tacere qualsiasi voce su eventuali ripescaggi, riammissioni o quant’altro potesse far pensare alla possibilità di giocare la Serie C il prossimo anno. Tutte ipotesi, per altro, fantasiose e non supportate da alcun tipo di fondamento regolamentare. La verità è che la Pistoiese ha mancato l’obiettivo stagionale del ritorno tra i professionisti e dovrà prepararsi al meglio in vista della nuova stagione per tentare di non fallire nuovamente.
Valutare il match contro i biancazzurri come una partita “normale” non è possibile, perché di fatto tutti in casa Pistoiese erano consapevoli dell’inutilità della sfida. Il Corticella invece è arrivato al “Melani” con la volontà di proseguire il proprio sogno e la prestazione offerta dai bolognesi è stata di assoluto spessore. Proprio per questo motivo è giusto spendere due parole sul miracolo compiuto da Alessandro Miramari e dai suoi ragazzi. Il Corticella affrontava la Serie D per la seconda volta nella sua storia e lo faceva da neopromossa, avendo speso pochissimo in estate per costruire la rosa. I biancazzurri hanno messo a referto una vittoria dietro l’altra, chiudendo il campionato al quinto posto, e adesso si giocheranno la finale playoff contro il Carpi. Quanto fatto dalla formazione emiliana deve far riflettere sulle difficoltà che può riservare il campionato di Serie D, con le quali la Pistoiese si è scontrata più volte nel corso della stagione.
Imparare dagli errori commessi, come saggiamente detto da Gammieri, è l’unico modo per continuare a crescere e dare solidità al progetto sportivo e tecnico dell’Olandesina. È sotto gli occhi di tutti che l’annata sia stata fortemente condizionata dalla gestione Cascione e che sotto la guida di Consonni la Pistoiese abbia trovato un’identità, mostrando a più riprese anche un ottimo calcio. Dal tecnico di Seregno la società vorrebbe ripartire, ma ci sarà da monitorare le chiamate dai piani più alti che non tarderanno ad arrivare visto l’ottimo lavoro svolto. Fondamentale sarebbe anche riuscire a confermare lo zoccolo duro della squadra, in particolare i giocatori più carismatici come Davì, Viscomi, Caponi e Barzotti. Grazie alla loro pluriennale esperienza la Pistoiese potrebbe ripartire fin dal primo giorno con una marcia in più, ma al contempo dovranno essere piazzati i giusti acquisti, soprattutto nel reparto offensivo.
Insomma, gli elementi da cui ripartire ci sono e spetterà a società e giocatori tenere accesa la fiammella dell’entusiasmo ricreato in città dopo anni difficili. È curioso che la stagione 2022/2023 sia terminata praticamente ad un anno di distanza dalla retrocessione maturata sul campo in quel di Imola. In 365 giorni sono cambiate moltissime cose, per la Pistoiese ma anche per l’Imolese, retrocessa a sua volta e possibile avversaria degli arancioni nel prossimo girone di Serie D. La tabella di marcia prevede ora dei fisiologici giorni di riposo, dopo di che le parti si metteranno a lavoro con un unico obiettivo: riportare la Pistoiese nella categoria che più le compete.




