Il diesse della Pistoiese tra passato e futuro: «La delusione c’è stata, ma serve ripartire. Vorrei creare un progetto basato sui giovani»
«La proprietà? Non c’è nessun problema tra di noi, parliamo tutti i giorni». Gianni Rosati ci tiene a metterlo in chiaro e a spegnere sul nascere le voci di una possibile spaccatura con la dirigenza. Il direttore sportivo arancione, smaltita la delusione per la mancata promozione in Serie C, sta già scaldando i motori in vista del prossimo campionato di Serie D. Tra i temi affrontati nel corso della chiacchierata, l’ex Fermana si è soffermato anche su alcuni calciatori accostati alla Pistoiese in questi giorni, spendendo alcune parole anche per coloro che hanno vestito l’arancione in questo campionato. Prima di tutto però, come anticipato, ha voluto fare alcune precisazioni sulla situazione societaria.
«I contatti con la proprietà sono quotidiani – sottolinea Rosati – ma al momento non è stato ancora definito il budget per la prossima stagione. È evidente che finché non saprò qual è la disponibilità economica del club non potremo procedere con le trattative. Intanto per la società è fondamentale avere i conti in regola per fare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Una volta sistemata questa vicenda potremo cominciare a parlare coi ragazzi per le eventuali conferme. Tra me e gli altri dirigenti non vi sono divergenze ma solo punti di vista differenti. La delusione per il risultato sportivo è stata enorme, ancor di più se sommata a quella dello scorso anno. Ognuno la assorbe in modo diverso, io in 37 anni da direttore sportivo ne ho viste di tutti i colori. Nel calcio si vince e si perde, ma bisogna avere sempre la forza di rialzarsi».
Lo sguardo è quindi rivolto sulla costruzione della squadra per il prossimo anno e Rosati ha le idee ben chiare: «Dovremo trovare subito delle quote di alto livello. Lo scorso anno Di Biase ci ha aiutato moltissimo e sappiamo che non sarà facile trovare uno come lui. Io parto sempre dal presupposto è che le quote possano stare ovunque tranne che in porta. I profili su cui lavoreremo sono i due terzini, un centrocampista e un attaccante esterno. Per quanto riguarda i ragazzi già in rosa, tra i 2005 ci sono Avdillari, che ha già debuttato a Correggio, e Diop, un esterno molto rapido e tecnico. C’è poi Ennasry, classe 2004, che ha fatto vedere sprazzi di qualità, ma che il prossimo anno avrà sicuramente un minutaggio più elevato. Le altre pedine le acquisteremo dal mercato, ci servono 12 giocatori giovani e ad oggi ne abbiamo 4/5. Sistemato il pacchetto quote di cercheremo gli over, con qualche novità rispetto allo scorso anno. Un’anteprima? Dico che ci saranno cambiamenti a centrocampo, dove giocheremo col baricentro più alto».
Rosati è poi tornato su alcune situazioni extra-campo verificatesi lo scorso anno, che hanno influito in modo decisivo sul prosieguo della stagione: «Non mi è ancora andata giù la vicenda Forlì – commenta il diesse. Quando abbiamo saputo della non ripetizione della partita la squadra ha avuto un contraccolpo psicologico e infatti pochi giorni dopo è arrivato il ko di Corticella. Ma, come ho detto prima, non voglio più pensare alla stagione scorsa. Lo sguardo dev’essere rivolto al futuro e dobbiamo farlo necessariamente con una prospettiva ottimista. Ad esempio parliamo del nostro settore giovanile, che in un anno e mezzo ha portato cinque ragazzi in prima squadra. Quello che la Pistoiese deve costruire è un progetto basato sui giovani, perché senza una società non può avere vita lunga. Detto questo, la programmazione del nuovo anno passerà anche dal ritiro. Ho già individuato un luogo, l’Umbria, e un periodo, a partire dal 26 luglio, ma manca l’ok della società».
Citro e Barbuti gli attaccanti del passato che hanno deluso, Alessandro e Ponsat alcuni tra i profili avvicinati alla Pistoiese nei giorni scorsi. Rosati si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Il problema di Barbuti è stato la sua condizione fisica. Quando è arrivato aveva un problema al mignolo, ci ha giocato sopra e si è fratturato la caviglia. Non è mai stato una punta da 30 gol e se chiedo ai compagni chi sia l’attaccante più forte in rosa tutti fanno il nome di Riccardo. Purtroppo la sua annata è stata negativa, se resterà sarà indietro nelle gerarchie e dovrà guadagnarsi il posto. Citro poteva essere un valore aggiunto, poi le cose non sono andate come dovevano per diversi motivi. Ci credevo molto, era un profilo che ci avrebbe fatto fare il salto di qualità. Alessandro e Ponsat? Non sono nella mia lista. Riconosco il valore dei giocatori ma nella mia squadra non ci dev’essere un solo bomber, come invece sono loro. Non ho mai acquistato un attaccante da 20 reti stagionali, preferisco calciatori che giochino con la squadra e che facciano segnare anche gli altri».




