Pistoia in A1 dieci anni fa, Cortese: «A ripensarci torna la pelle d’oca…»

Tra gli eroi della promozione di Pistoia del 22 giugno 2013 c’era anche Riccardo Cortese: «Il momento più bello della mia carriera»

Il 22 giugno 2013, il Pistoia Basket 2000 conquistava la promozione in A1. Per celebrare il decennale dal trionfo biancorosso, nel corso della giornata ripercorreremo i ricordi dell’impresa con i racconti dei protagonisti del tempo.

Tra gli eroi del trionfo in finale contro Brescia nell’allora Legadue c’era anche Riccardo Cortese. Guardia classe 1986, Ricky fu determinante durante tutta la stagione rappresentando una bocca da fuoco, specie da oltre l’arco, utilissima per coach Moretti, fondamentale anche per il suo carattere. Da due anni a Mantova, dove dall’anno scorso veste gli onori di capitano, Cortese è in attesa di una nuova sistemazione seppur con idee già chiare. «Voglio riavvicinarmi a casa – ha ammesso -. A breve avremo anche un altro figlio, è finito il tempo per andare in giro».

IL RICORDO DI QUEL 22 GIUGNO

«A ripensarci torna la pelle d’oca… – ha raccontato emozionato Cortese -. Fu una cavalcata notevole per costanza, coronatasi poi con la promozione. Una squadra con un gruppo molto unito, ci cercavamo molto. La nostra forza era la difesa, eravamo davvero molto compatti. Vincere quella Gara 5 contro Brescia al PalaCarrara a livello di soddisfazione personale è stato il momento più bello della mia carriera. Ho ricordi indelebili che custodirò per sempre. Davvero bellissimo».

Un trionfo ottenuto in una cornice stupenda, una folla di un bianco candido ad invadere il parquet del PalaCarrara prima di averlo riempito in ogni ordine di posto. «Per Pistoia fu un momento altissimo. Già c’è tanta passione a cose normali, portando certi risultati il palazzetto diventa stracolmo, forse oltre il limite consentito… Ricordo c’era gente ovunque, sui gradini, in piedi. Per chi va in campo sono soddisfazioni uniche, quasi impossibili da ripetere. Attimi da doversi godere, da inquadrare per avere più dettagli possibili nella propria memoria. Sono momenti unici».

Ad accrescere il livello di tale impresa fu un’annata partita senza i favori del pronostico. Tante le squadre forti per una Legadue molto competitiva. «Fu un’impresa anche per la tipologia di campionato e il livello di pallacanestro, era davvero molto più alto. Senza nulla togliere all’impresa dell’attuale Pistoia – ha aggiunto -. Anche noi non partivamo come favoriti, avevamo davanti squadre sulla carta più attrezzate come Casale Monferrato e Barcellona per esempio».

DIECI ANNI DOPO PISTOIA TORNA IN SERIE A

Con la sua Staff Mantova quest’anno Riccardo Cortese ha affrontato Pistoia in regular season potendo osservare da vicino le caratteristiche dei biancorossi. Anche lui come tanti altri, non si sarebbe aspettato fino ai play-off una Pistoia in grado di conquistare la promozione in Serie A.

«Sono sincero, a inizio campionato e anche durante non me lo sarei aspettato – ha confessato l’ex GTG -. Nonostante Pistoia giocasse una pallacanestro di una costanza difensiva eccezionale, credevo arrivati ai play-off determinate squadre avessero qualcosa in più. Invece hanno dimostrato come non conti solo la qualità tecnica. Pistoia è stata la squadra più unita, il gruppo dalla forza mentale maggiore andando oltre anche il talento del singolo. Giocando con serenità, con quella fiducia nei compagni, puoi scavalcare anche l’ostacolo della qualità inferiore rispetto all’avversario. Pistoia è un esempio da seguire per tante società e allenatori, Brienza ha fatto un lavoro incredibile. Per vincere si deve puntare su quei valori piuttosto che creare le cosiddette squadre figurine. Purtroppo ne ho fatto parte e so che per vincere i campionati non basta una squadra forte ma serve anche alchimia».

Giunto alla serie di semifinale con Cantù, vinta poi in Gara 5, Cortese ha iniziato a intravedere le chances di una finale per Pistoia. Il simbolo è stata quella Gara 1 sfumata a 4″ dalla fine per mano della bomba di Bucarelli, match fino a quel momento condotto dai biancorossi.

«Ti racconto un aneddoto simpatico – ha proseguito -. Finita Gara 1 contro Cantù, persa soltanto nei secondi finali, ho mandato un messaggio a Sacca dicendogli di crederci, che la squadra era sul pezzo e avrebbe potuto farcela. Lì per lì ovviamente aveva per la testa solo l’arrabbiatura per la sconfitta ma sapevo Pistoia sarebbe potuta rientrare nella serie».

PARLALLELISMI E DIFFERENZE

Tra i parallelismi evidenziati da Cortese fra la promozione 2013 e quella 2023 vi sono la caratteristica di una difesa compatta, due squadre partite senza i favori del pronostico e la forza di un gruppo coeso. Quest’ultima resta la qualità più importante per vincere i campionati, andando oltre ogni talento e bravura tecnica.

«Nel 2013 credo singolarmente la squadra fosse più talentuosa rispetto a quella attuale però c’è anche da dire che il basket era un po’ diverso allora. Compararle diventa difficile. Per vincere i campionati bisogna fare due passi indietro singolarmente, conta il bene della squadra. Sicuramente l’unione del gruppo è una similitudine fra le due squadre».

L’AMICO SACCAGGI

Unico nella storia del Pistoia Basket con due promozioni in A1, Lorenzo Saccaggi fu compagno di squadra di Cortese nel 2013 prima di bissare il successo quest’anno.

«Sono molto contento per Saccaggi e Della Rosa – ha affermato Ricky -. Anche se Gianluca non era presente con noi nel 2013, era ancora molto giovane, ogni tanto si era allenato con noi e mi fa piacere per lui. Sacca seppur giovane portò tanta freschezza ed energia, ha contribuito a conquistare la vittoria anche dieci anni fa. Sono super contento per Saccaggi perché è il classico giocatore “operaio”. Forse non avrà un talento cestistico cristallino ma è un incredibile lavoratore, si impegna e ci tiene tantissimo. Credo sia un esempio per tanti giocatori. Il talento aiuta ma è con la costanza, la voglia e l’impegno che raggiungi questi risultati qua. Non l’ho ancora chiamato, so che questi sono giorni di festa. Gli lascio godere il momento ma presto lo sentirò per congratularmi».

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