Presentati i due nuovi acquisti targati Herons. E il presidente Luchi guarda lontano: «500 abbonamenti, quota 100 sponsor e almeno terzi!»
Gli Herons non si tirano indietro. I primi due acquisti per la campagna estiva 2023 sono un neopromosso in A2 e uno che l’A2 ormai la calca da diversi anni. Giorgio Sgobba e Alberto Benites sono due che non hanno bisogno di presentazioni e infatti quella avvenuta ieri alle Terme Tamerici di Montecatini è parso più un saluto alla città. Giorgio infatti aveva già vestito da piccolo la maglia termale mentre Alberto era già stato un allievo di Barsotti nel suo periodo sanminiatese.
Non si è tirato indietro proprio il coach termale, esordendo senza timori: «Non è stato difficile scegliere questi due giocatori di livello. Era complesso trovare le soluzioni adeguate a ciò che avevamo fatto quest’anno, aggiungendo qualcosa senza perdere niente. Giorgio e Alberto rappresentano un salto in avanti per la nostra idea a livello tecnico. Sono due ragazzi che conosco bene per averli visti uno da bambino e l’altro a San Miniato. Fondamentale per noi era salvaguardare i ragazzi e ciò è avvenuto».
PRESENTATI SGOBBA E BENITES
Il primo a parlare è stato Giorgio che dopo l’esperienza a Sant’Antimo ritorna in Toscana, patria in cui a livello giovanile riuscì a riportare a casa tre scudetti (2 a Siena e uno a Massa e Cozzile): «Dopo 13 anni che faccio questo sport come lavoro è la prima volta che firmo il contratto in una sede con il presidente e non devo inviarlo tramite mail. L’emozione di tornare a casa è indescrivibile e sono contento di ritrovare Federico, uno che la prima volta in cui mi allenò rischiò di mandarmi sotto la doccia prima del previsto! In questo mio trasferimento è stato fondamentale Stefano Panelli, ma anche la mia famiglia e la mia ragazza che negli ultimi anni mi ha indotto a fare un grande cambiamento».
In seguito è il turno di Alberto Benites, fresco vincitore del campionato di serie B e promosso in A2: «Qui negli Herons c’è un progetto che ammiro già da alcuni anni. Fede mi conosce da quando mi schiantavo sui blocchi e sono contento di rivedere insieme a lui anche Marchini, Carlotti e Miotti. Sono convinto che qua sia il momento di fare cose importanti. Il tifo di Montecatini è tra i primi in Italia e non vedo l’ora quindi di calcare il parquet e sentire il calore di questo pubblico».
Lo spazio ai ricordi ha preso il sopravvento sull’attualità. Se Sgobba ha ricordato con molto piacere lo scudetto vinto a 13 anni con la maglia del Massa e Cozzile contro la Benetton Treviso, Benites non ha potuto esimersi sulle domande riguardo alla promozione. L’interrogativo per entrambi però ha riguardato il rapporto con coach Barsotti e il suo stile di gioco.
Benites non ci ha girato intorno: «Sono qua perché voglio veramente vincere e spero che anche questo sia un campionato bello lungo come il mio appena concluso. Un diverso sistema di gioco? Son venuto qui per portare spensieratezza ed allegria. Su 7 anni di serie B solo in 2 non ho avuto Federico, ma ho sempre capito che in palestra deve nascere qualcosa per poter raggiungere obiettivi importanti».
Più leggero Sgobba: «Essere allenato da Barsotti per me è un onore. Quest’anno ho seguito tutte le gare degli Herons ed è incredibile l’aggressività e la voglia che tutti i giocatori ci mettono. Credo che Orzinuovi abbia patito più con gli Herons che in tutte le altre gare play-off. Io? Non sono mai stato un grande difensore, ma con Fede è la volta buona che magari miglioro…».
LUCHI VOLA ALTO
Infine ha voluto chiudere col botto il presidente Luchi, non tirandosi indietro su progetti e obiettivi: «Vogliamo migliorare ciò che abbiamo fatto lo scorso anno e per questo oltre a Giorgio e Alberto serviranno altri ritocchi al roster. Già il fatto che loro due abbiano scelto noi e non altre 6-7 squadre di spessore ci inorgoglisce. Migliorare? Se lo scorso anno siamo arrivati quarti, quest’anno è logico che puntiamo al podio. I miei 3 obiettivi? Almeno 500 abbonamenti, 1000-1200 persone di media al Palaterme e da 80 sponsor attuali dobbiamo cercare di arrivare a 100. Sembra troppo? Senza obiettivi non credo che si possa guardare oltre».




