Pistoia Basket, quando L.J.Peak, Della Rosa e Severini erano avversari (al Mondiale)

Nella Serie A Basket 2018/19 saranno compagni di squadra nel Pistoia Basket ma nel Mondiale Under19 L.J.Peak, Gianluca Della Rosa e Luca Severini si sono già incontrati da avversari: ecco la storia

Poco lontano dalla Heraklion Arena di Candia, capitale dell’isola di Creta, c’è il mare cristallino, le spiagge fatte apposta per cancellare dalla testa il resto del mondo e i monumenti di una terra piena di storia. Ma se nell’isola del mito si giocano i Mondiali di basket Under 19, non è solo in spiaggia o in discoteca che si incrociano vite e storie di persone diverse che vengono da ogni parte del mondo. Come quelle dei ragazzi delle nazionali di Italia e Stati Uniti che – tre anni fa, nell’accaldato tardo pomeriggio del 3 luglio 2015 – si contendono un posto tra le prime 4 al mondo nella terra di Olimpia, tanto cara al basket italiano per quell’ultimo sussulto immenso di Azzurra (l’argento di Atene 2004). Da una parte c’è l’Italia operaia di Andrea Capobianco, nazionale senza troppe stelle e piena di giovani in rampa di lancio che nonostante tutto a Creta dà del filo da torcere. I tre convocati del Pistoia Basket Academy (numero record per la cantera biancorossa) sono il simbolo di un collettivo operoso: Luca Severini, Martino Mastellari e soprattutto il loro capitano dell’Under 19 pistoiese vice-campione d’Italia, Gianluca Della Rosa che si è conquistato la prima volta in azzurro con la grinta della gavetta in serie B con Bottegone. Dall’altra ci sono i favoritissimi ragazzi a stelle e strisce, una schiera di predestinati già in forza a college importanti abituati a giocare in palazzetti stracolmi. Un mini “dream team” che racconta – a sua volta – mille storie messe insieme dalla palla a spicchi. Gente che sembra avere un destino già scritto. Come L.J. Peak, il neo acquisto del Pistoia Basket che tra poche settimane ritroverà Della Rosa e Severini, stavolta da compagni di squadra nella nuova Pistoia di Ramagli.

Uno che a 19 anni dopo esser stato una stella tra i canestri dell’High School, è già stato dichiarato miglior rookie della est conference dell’Ncaa. Un’altra storia, un altro basket, un altro mondo anche se nella nazionale americana ci sono nomi più altisonanti, come quello di Jayson Tatum (classe ’98) da un anno già firmato dai Boston Celtics e in questo momento prepara la prossima stagione con Kobe Bryant.

“Un difensore allucinante – ci dice “Della” di Peak, dopo essersi fatto un tuffo nel passato e rivisto i video di quell’estate azzurra – ma in generale gli Stati Uniti erano la squadra più forte, avevano un’aggressività incredibile. Appena ho rivisto i video, mi è tornata in mente la sua faccia piuttosto “cattiva” in campo. Un giocatore bello tosto, che poteva difendere in tre ruoli, che faceva male in contropiede. Un giocatore di grande atletismo e un grande saltatore”.

In quella squadra “concentrato di atletismo intensità e grande disponibilità alla corsa” come ricorda anche Cristiano Biagini che era a Creta a tifare i suoi ragazzi dell’Academy, L.J. Peak non era la star. Contro l’Italia, nella gara in cui gli States spezzarono (senza pietà, né sorprese) il sogno azzurro della semifinale (vincendo 86- 65), fece 4 punti in 16′ pur partendo in quintetto.

Finì con 3.6 punti di media, nella rassegna che vide gli Stati Uniti fare il proprio dovere e vincere l’oro ma non senza faticare visto il supplementare a cui li costrinse la Croazia in finale. Tornò a GeorgeTown University per inseguire il suo “american dream”, che sottocanestro vuol dire Nba. Un sogno interrotto che potrebbe riaccendersi proprio grazie all’opportunità che Pistoia ha dato a “daddy” Peak. Un’occasione concreta, forse un palcoscenico più importante di quella Nuova Zelanda dove è in lizza per lo scudetto, che a 22 anni e con una figlia da mantenere può far conciliare sogno e concretezza.

L’Italia di “Della” (secondo assistman di quella spedizione azzurra con 4,4 assist a gara) chiuse sesta tra gli applausi una rassegna di buon livello, trascinata dai punti di Diego Flaccadori e dal cemento di un gruppo granitico nonostante le assenze di Oxilia e Mussini che lanciarono il play pistoiese come regista titolare. Dopo i gironi, la vittoria con la Repubblica Dominicana spalancò le porte ai quarti. Dopo l’eliminazione dalla top-4, gli azzurri batterono la Spagna e chiusero sesti. “Sono contento dell’arrivo di Peak – chiude Il regista biancorosso – ha la mia stessa età e questo rimarca il fatto che saremo una squadra molto giovane. Sono contento che abbia scelto Pistoia, è un gran colpo”. Pistoia lancia e spera nella variegata leva cestistica del ’96 e chissà che tra loro non ci sia anche il nuovo capitano.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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