Regione Toscana, un passo in avanti sul tema neve

Approvata una proposta di risoluzione d’iniziativa “in merito alle prospettive dei comprensori sciistici della Toscana in relazione alle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto”

La commissione regionale per la valorizzazione delle Aree interne, presieduta da Marco Niccolai (Pd) ha approvato con voto unanime una proposta di risoluzione d’iniziativa della stessa commissione “in merito alle prospettive dei comprensori sciistici della Toscana in relazione alle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto”. La proposta di risoluzione, licenziata nella seduta del 17 luglio, passa ora all’esame dell’Aula.

L’atto d’indirizzo impegna la Giunta regionale “a proseguire nel percorso di confronto con il Governo al fine di: 1) giungere alla predisposizione di piani straordinari di intervento finalizzati a prevedere meccanismi di aiuto e sostegno statale da destinare al Sistema produttivo delle stazioni sciistiche della Toscana; 2) sollecitare una tempestiva erogazione delle risorse, a partire da quelle già assegnate alle diverse Regioni”; a dare “continuità agli interventi regionali in materia, a partire da quanto previsto dalle leggi regionali 54/2021 e 44/2022, valutando altresì la possibilità di predisporre una misura regionale specifica, da inserire nella prossima Nota di aggiornamento al Defr, volta a sostenere processi di adattamento dei territori fortemente danneggiati dalle conseguenze dell’anomalia climatica che in questa fase ha colpito sotto l’aspetto socio-economico in particolare le aree collinari e montane con vocazione sciistica”. Il testo approvato, ha spiegato Niccolai, accoglie emendamenti presentati dal consigliere Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia), «che ripercorrono misure messe in campo dal governo nazionale nei mesi scorsi» e uno di Mario Puppa, “che chiarisce l’apporto del presidente Giani, quando ha proposto di riconsegnare una parte del gettito Imu».

«Si tratta di un atto conclusivo rispetto alla discussione che abbiamo avuto – ha detto il presidente Niccolai – L’apporto del Lamma ci dice che la serie storica delle temperature è inequivocabile: l’aumento progressivo delle temperature è dimostrato con i dati scientifici e ovviamente conta la serie storica e non la singola stagione per verificare se il clima cambia. Il quadro che ci è stato dato ci pare molto chiaro e chiaramente questo ha e avrà impatti anche di tipo economico. Con una stagione invernale con minori precipitazioni, si prospetta una redditività molto minore rispetto ai decenni precedenti e quindi c’è la necessità di adattare le vocazioni di queste stazioni sciistiche, con una diversificazione che dovrà andare avanti negli anni e che dovrà aumentare. Per far questo è indispensabile un intervento del Governo – ha aggiunto Niccolai – chiediamo che vengano messe in campo rapidamente le risorse. Quanto alla Regione, è necessaria una riflessione più complessiva rispetto alla strategia di adattamento al cambiamento climatico di questi territori, il cui tessuto economico è strettamente legato al turismo invernale e che non possono avere ulteriori shock economici e sociali nel futuro».

Sul tema, si è inserita l’audizione dell’assessore regionale alle attività produttive Leonardo Marras. Sul sistema neve, ha detto Marras, «in Giunta abbiamo in discussione i criteri essenziali per il bando per investimenti per 4 milioni a favore degli esercenti di impianti di risalita. Si assicura la fruizione in sicurezza delle stazioni sciistiche, dei relativi impianti e delle attrezzature di servizio agli stessi. Si tratta di progetti che vadano a garantire il corretto esercizio di tutti gli sport invernali e delle attività turistico sportive nel periodo estivo, mettendo in evidenza investimenti che vanno nella direzione di una fruibilità non soltanto invernale. Inoltre, genericamente, si tende alla modernizzazione di impianti sciistici e impianti a fune».

Il Governo nazionale, ha aggiunto Marras, «ha confermato la scelta di destinare dei fondi specifici agli Appennini», anche alla luce dell’emergenza neve dello scorso Natale. «Con la ministra Santanchè sono stati fatti diversi passaggi già dal mese di gennaio, sulle conseguenze del cambiamento climatico che è in atto e sulla necessità di una forte e accelerata riconversione delle stazioni invernali, che perdono di significato se ci concentriamo soltanto sulla fase sempre più ridotta dell’attività nel periodo invernale. Sono stati quantificati anche i danni economici, che per la Toscana abbiamo valutato in circa 50milioni di mancato fatturato. Abbiamo chiesto al ministero di intervenire in maniera straordinaria, mentre invece questo intervento si è concretizzato poi nella sola capacità di poter utilizzare economie di spesa derivanti da precedenti ristori attribuiti alle Regioni durante la pandemia. Risorse sottoposte però alla validazione del rendiconto, motivo per cui nessuna Regione ha potuto al momento utilizzare quelle risorse avanzate. Un atto comunque doveroso, ma anche una scelta iniqua, perché la Toscana aveva in pratica già speso tutto nel periodo della pandemia e ci restano a disposizione soltanto 914mila euro». L’assessore ha ripercorso gli interventi effettuati negli ultimi anni: «Dal 2014, le attività che si sono concretizzate per le aree interne e in particolare ai comprensori sciistici ammontano complessivamente 26,3milioni dei euro totali».

«Dal 2014, 26,3milioni non sono pochi, ma mi chiedo se ci siano riscontri di positività», ha osservato la vicepresidente della commissione Luciana Bartolini (Lega). «Le difficoltà del sistema neve sono per tutte le categorie economiche: ristoranti, bar, altre attività commerciali, non solo per i proprietari degli impianti. Chiedo che vengano considerate nel sistema neve, dobbiamo fronteggiare il problema della desertificazione ulteriore delle zone montane. Si cerca di sopperire con l’estate, ma probabilmente non ci si fa».

«La nostra proposta di risoluzione conclude un lavoro che è stato molto importante, proficuo, interessante, frutto di approfondimenti. Ripercorre gli sforzi della Regione, nonostante non ci siano competenze dirette rispetto a certi ristori», ha dichiarato Mario Puppa. «Viviamo in un momento particolare, sono in gioco investimenti con ricadute dal punto di vista occupazionale. La neve non cade in maniera sufficiente, dobbiamo dare un cambio di prospettiva a quei territori per tutelare gli investimenti e preservare l’occupazione».

Redazione PtSport
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