Buone risposte dai giovani, da migliorare alcuni meccanismi difensivi: le impressioni sulla prima uscita casalinga della Pistoiese
I primi novanta minuti casalinghi della Pistoiese sono andati in archivio e il verdetto del “Melani” racconta di una squadra arancione uscita vittoriosa per 2-0 nel confronto col Belvedere Grosseto. Al netto del punteggio, che in un’amichevole di metà agosto conta per il morale e poco altro, il test coi maremmani ha permesso a Luigi Consonni di sperimentare varie soluzioni tattiche nell’arco dei novanta minuti, con novità importanti sia negli uomini che nella disposizione in campo. Proviamo ad analizzare quanto visto nella sfida tra l’Olandesina e la compagine rossonera.
FEELING OFFENSIVO
Soprattutto nella prima frazione abbiamo visto spesso Nardella e Ferrandino, rispettivamente sull’out di sinistra e di destra, convergere verso il centro del campo, lasciando spazio alle sovrapposizioni dei terzini, in particolare Chrysovergis che è sembrato più propositivo di Goffredi. E Marquez? L’argentino non ha sicuramente giocato la miglior gara della carriera, ma si è dato molto da fare uscendo spesso dall’area per avere palloni giocabili. E poi, quando ha potuto, ha dato un saggio della propria classe come nell’occasione dello splendido assist per Salto che ha portato al raddoppio tutto argentino. Se gli esterni offensivi saranno in grado di servire “Facu” anche negli ultimi sedici metri, la Pistoiese potrà aumentare ulteriormente la propria pericolosità offensiva.
CENTIMETRI E CALCI PIAZZATI
Per sbloccare le partite chiuse, spesso serve affidarsi ad un calcio piazzato e in tal senso la Pistoiese ha cominciato nel migliore dei modi. Prima Costa ha impegnato il portiere ospite, poi Tanasa ha siglato il vantaggio su corner, aiutato anche da una deviazione avversaria, ma anche in un paio di circostanze seguenti sia Davì che Salto hanno creato qualche grattacapo alla difesa del Belvedere. La Pistoiese quest’anno ha i centimetri e la statura per fare male anche sui calci da fermo, il tutto abbinato all’ottimo mancino di Ferrandino che ha già dimostrato di saper disegnare traiettorie molto velenose. Un’altra giocata provata nel primo tempo è stata la rimessa laterale lunga battuta da Salto, spesso arrivata nel cuore dell’area di rigore: chissà che qualche rete non possa arrivare anche in questo modo.
FORMA FISICA MIGLIORABILE
Lo ripetiamo: è impossibile, e sarebbe anche deleterio, essere al top della forma il 20 agosto, dopo due settimane e mezzo di ritiro e carichi di lavoro molto pesanti. Sicuramente però alcuni uomini chiave della Pistoiese dovranno necessariamente entrare in condizione. Tanasa, pur giocando una buona gara, ha giocato piuttosto sotto ritmo, così come i centrali di difesa sono andati talvolta in debito d’ossigeno. Consonni punta molto sulla “spina dorsale” composta da Davì, Salto, Tanasa e Marquez e probabilmente sarà dal loro stato di forma che passeranno le possibili gioie della Pistoiese. D’altro canto il tempo è dalla loro parte e serve ricordare come anche lo scorso anno molti degli over avessero cominciato col freno a mano tirato. Alla lista, seppur con motivazioni completamente diverse, va aggiunto anche Pertica, che è tornato in campo sette mesi dopo il grave infortunio di fine gennaio. Al classe 2000 servirà tempo per essere al 100%, ma il club e il tecnico credono moltissimo in lui e nel suo rendimento.
TANTE ROTAZIONI
Oubakent prima da mezzala poi in fascia, Diodato sia nei tre di centrocampo che al centro dell’attacco, un terzino come Di Mino schierato nel tridente offensivo: Consonni ha sperimentato e non poco. Soprattutto nella ripresa l’allenatore arancione ha dato spazio a giovani che, sulla carta, saranno meno utilizzati durante l’anno e ne ha approfittato per compiere alcune variazioni tattiche. Oubakent sulla linea dei centrocampisti è una soluzione ultra-offensiva, che va quasi a delineare uno spregiudicato 4-2-3-1, mentre lo spostamento di Diodato al centro dell’attacco dopo l’uscita di Marquez è la soluzione momentanea all’eventuale assenza dell’argentino. Quel che è parso evidente, almeno dalle tribune, è che tutti i giocatori sono ben disposti al sacrificio e a ricoprire anche un ruolo sulla carta meno congeniale alle proprie caratteristiche. Segnali incoraggianti in vista del futuro, quando anche lo schieramento tattico presenterà maggiori certezze.




