La Pistoiese inizia col piede giusto: solidità e buone trame di gioco

Nel successo della Pistoiese contro il Prato spicca la terza porta inviolata di fila e un feeling tra gli attaccanti che va sempre migliorando

La Pistoiese ha battuto il Prato e lo ha eliminato dalla Coppa Italia. Basta questo per essere felici di quanto successo ieri al “Melani”? No, perché nella prestazione messa in campo da Davì e compagni ci sono tanti altri aspetti che meritano delle riflessioni più approfondite. Ma intanto la prima valutazione da fare riguarda proprio il risultato maturato sul rettangolo verde, da cui l’Olandesina è uscita vittoriosa per la terza domenica consecutiva. Questa volta però, senza nulla togliere a Belvedere e Poggibonsi, l’avversaria era una compagine di altra caratura tecnica e soprattutto si trattava di un derby, che per altro ha portato allo stadio quasi 2mila persone: numeri tutto sommato buoni, considerando che siamo solo ad inizio settembre. L1-0 firmato da Piscitella, servito da un Oubakent in stato di grazia, ha permesso alla Pistoiese di superare il primo turno di Coppa e guardare col sorriso al debutto in campionato di Ravenna. Se vincere aiuta a vincere, come inizio non c’è male.

Guardando i risultati delle ultime tre uscite della squadra arancione c’è un dato che salta subito all’occhio: 2-0, 2-0, 1-0. Di reti subite nemmeno l’ombra. I meriti vanno distribuiti tra il reparto difensivo, guidato da un Davì sempre più performante e da Salto che continua a sbagliare pochissimo, e l’architettura tattica studiata da Consonni. Nonostante il 4-3-3 sia di base un modulo offensivo, le caratteristiche degli interpreti fanno sì che la squadra non sia mai troppo sbilanciata in avanti. Il lavoro davanti alla difesa di Tanasa è “invisibile” ma utilissimo a schermare le iniziative avversarie e, pur con qualche errore in palleggio, è da apprezzare anche lo spirito di sacrificio di Costa, che l’allenatore sta mettendo sempre più alla prova anche a livello fisico. Completa il quadro la diligenza tattica di Goffredi e Chrysovergis, nonostante quest’ultimo abbia un po’ sofferto le scorribande di Mobilio, che ha contribuito a rendere pressoché inattaccabili le corsie laterali.

Spostando lo sguardo al reparto d’attacco, ci sono due istantanee della partita che raccontano molto sullo spessore, non solo tecnico, dei cannonieri arancioni. La prima è quella di Oubakent che solo davanti al portiere attende l’arrivo di Piscitella e gli offre il pallone per siglare l’1-0. L’altra è una protezione della palla di Marquez, che al 98′ si è fiondato su una palla apparentemente morta per guadagnarsi una punizione necessaria per riprendere il fiato. L’ala ex Corticella non smette di sorprendere per l’enorme sacrificio e la corsa messi in campo per l’intera durata della partita. Nel primo tempo è stato lui il più pericoloso dei suoi, nella ripresa è entrato nel tabellino con la già citata assistenza. E Marquez? Calci, spinte, gomitate: l’argentino ne ha subite di tutti i colori ma non ha mai mollato, è entrato nell’azione del vantaggio e si è messo a completa disposizione della squadra. Gli manca il gol, ma è solo questione di tempo e per ora questa Pistoiese sa vincere anche senza le reti del proprio bomber.

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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