Aglianese-Pistoiese è una reunion fra ex Rimini, mister Gaburro ce li racconta

Gaburro, uno dei più vincenti trainer della D, analizza il derby di domenica: «Tanasa, Piscitella e Gabbianelli protagonisti nel mio Rimini»

Di Óscar Tabárez, “El Maestro” dell’Uruguay, Diego Godín disse: «Non è un semplice mister, è un formatore di uomini». Ecco, con tutta probabilità se chiedessimo ad un giocatore allenato da Marco Gaburro di descrivercelo, la risposta non sarebbe tanto diversa. Questo perché anche il tecnico veronese ha una capacità fuori dal comune di entrare nella mente dei propri calciatori, creando con essi un rapporto empatico degno dei migliori psicanalisti. Scrittore, filosofo, girovago, solo un paio fra le centinaia di aggettivi che potrebbero essere usati per apostrofare uno dei trainer più vincenti – in Serie D, Ça va sans dire – degli ultimi anni, con ben quattro successi all’attivo. Nella sua ultima esperienza, a Rimini, Gaburro ha guidato tre dei protagonisti del derby fra Aglianese e Pistoiese ormai alle porte: Tanasa, Piscitella e Gabbianelli. Compagni prima, avversari adesso. E allora chi meglio di colui che li ha portati solamente due anni fa a trionfare in campionato per descriverceli?

«IL MIGLIORE DELLA C»

Mister, partiamo da Tanasa. In un’intervista rivelasti che per l’economia della squadra, a Rimini lui era fondamentale: cos’è che lo rende così speciale?

«Mi basta citare un dato: l’anno scorso Tanasa è stato il miglior centrocampista della Serie C per quanto riguarda il gioco aereo, questo la dice lunga sulle doti fisiche e di posizionamento che ha Andrei. Il suo apporto è essenziale per la linea difensiva, che avendo lui a fare da schermo può senza dubbio dormire sonni più tranquilli. Il centrocampista romeno, per letture, intercetti e contrasti è divenuto ben presto l’equilibratore del “mio” Rimini, bravo com’è a scivolare in fascia e schermare le linee di passaggio verso l’attaccante avversario. Quando hai a disposizione uno così, devi disegnargli a fianco un reparto adatto con tanta qualità anche nel palleggio. A mio modo di vedere riesce ad esprimersi al meglio da mediano classico: lì è indubbiamente uno dei più forti interpreti di tutta la Serie D».

«NE SONO INNAMORATO»

Passiamo a Gabbianelli. È corretto dire che per le squadre in cui gioca si tratti di un vero e proprio faro in quanto a estro e qualità?

«Assolutamente, “Gabbia” è un leader tecnico. Io ne sono innamorato calcisticamente, è uno di quei giocatori che non si possono descrivere normalizzandoli con un ruolo, è molto di più. Deve essere lasciato libero di esprimersi e di svariare ovunque voglia, perché state pur certi che la posizione da lui scelta sarà quella più congeniale per far male agli avversari. A volte nel Rimini partiva alto sulla linea degli attaccanti e pochi minuti dopo lo ritrovavo a centrocampo, la squadra deve comprenderlo e cercare di equilibrare le cose per permettergli effettivamente di fare la differenza. Fra tutti quelli che ho allenato, lui è uno dei pochi calciatori capaci di vincere le partite da solo: in Serie D è semplicemente devastante e i numeri delle sue ultime stagioni lo testimoniano in pieno».

Come lo vedi in coppia con Bocalon?

«Sulla carta è oro colato, anche se poi Gabbianelli come detto non sempre agisce a fianco della punta. I suoi numeri sono da attaccante ma in realtà non lo è, a parer mio qualora decidessero di farlo giocare “sotto” a Bocalon diventerebbero fondamentali i movimenti delle ali. Gianmarco è utilissimo per rompere la linea di pressing e dare il là all’azione offensiva, per l’appunto domenica si troverà di fronte il suo vecchio amico Tanasa. Personalmente sono molto curioso di vedere come andrà a finire il duello, perché se c’è una cosa che Andrei non ha mai fatto e mai farà quella è tirarsi indietro…fidatevi, ne vedremo delle belle».

«SONO IN PENSIERO PER LUI»

Concludiamo con Piscitella. Cosa può insegnare un allenatore ad un giocatore del suo calibro?

«In realtà lui è umilissimo, nonostante il suo importante curriculum a Rimini si è sempre messo a disposizione del gruppo volenteroso di imparare. Ha un approccio all’allenamento invidiabile, ed è anche per questo che poi la domenica riesce a fare certe cose. Secondo me fa la differenza anche in Serie C, figuriamoci in D: è senza dubbio un grandissimo colpo per la Pistoiese. Piscitella può vantare un dribbling che in pochi hanno, quando punta l’uomo novantanove volte su cento lo salta riuscendo poi a creare innumerevoli pericoli. L’unico difetto di Giammario è la poca consistenza in zona gol, per quelle che sono le sue caratteristiche dovrebbe realizzare molte più reti. Però è ancora giovane e può migliorare, non mi stupirei se tutto a un tratto si mettesse a segnare a raffica».

Mister, per te che hai cambiato più volte squadra la novità è senza dubbio uno stimolo. Piscitella aveva già indossato la casacca arancione: come valuti la sua scelta di tornare a vestirla?

«Positivamente. C’è infatti da dire che dopo otto anni sicuramente saranno cambiate tante cose all’interno della Pistoiese, quindi in un certo senso è comunque un qualcosa di nuovo. Se Piscitella ha deciso di tornare all’ombra del “Melani” significa che è stato convinto da un progetto intrigante e soprattutto vincente. Lui, come Tanasa e Gabbianelli, mi avevano confessato di essere alla ricerca di una piazza in cui poter essere utili alla causa…e quando si parla di “causa” con giocatori di questo calibro ci si riferisce alla vittoria del campionato. Con queste motivazioni diventa ancora più difficile fermare Giammario. Domenica sarò in pensiero per una persona in particolare: il terzino che dovrà cercare di marcarlo, gli faccio il mio in bocca al lupo».

GLI INGREDIENTI PER VINCERE

Un allenatore della tua caratura non può esimersi dal fare un pronostico: fra Pistoiese e Aglianese qual è la reale favorita per la vittoria del titolo?

«È ancora troppo presto per dirlo. Sono due formazioni ben assortite, che sicuramente hanno fatto un grande mercato. Secondo me prendere tanti giocatori da categorie superiori non è sempre la strategia giusta, in questo senso può essere più produttivo acquistare gente che invece il campionato lo conosce bene e magari l’ha anche già vinto. L’Olandesina l’anno scorso è andata vicina alla promozione, sintomo che la mentalità è quella giusta: dovrà però limare quegli aspetti che le hanno impedito di fare il salto. In generale il Girone D si prospetta equilibrato, con varie piazze bollenti e desiderose di fare le cose in grande, quand’è così la differenza la fanno le partite con le medio-piccole. Se una squadra acquisisce la giusta mentalità riuscendo a vincere in trasferta anche nei campi meno blasonati, è già a metà dell’opera».

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