Assistant coach dell’Italbasket, coach Edoardo Casalone ha parlato anche di Nazionale, campionato e del ritorno di Pistoia in A1
Un curriculum invidiabile nonostante la giovane età. Esperienze nazionali ed internazionali, tanto da head coach che da assistente. Nel ricco staff del quale Gianmarco Pozzecco si è attorniato nelle vesti di CT della Nazionale, a spiccare è il nome di Edoardo Casalone.
Classe 1989, nativo di Valenza in provincia di Alessandria, è uno dei giovani allenatori più talentuosi ed interessanti del panorama nostrano e non solo. Muove i primi passi da giocatore nelle giovanili della Junior Libertas Casale Monferrato chiudendo la trafila fino alla prima squadra, prima di iniziare ad allenare i ragazzi e dare il via successivamente al suo personale tour italiano fino a guadagnarsi la chiamata dell’Italbasket.
UNA BREVE MA INTENSA CARRIERA
Lasciato il Piemonte, Casalone fa tappa in Toscana più precisamente alla Don Bosco Livorno. È il 2013 quando entra nella società dove quell’anno milita anche Gianluca Della Rosa, in prestito dalla Pistoia del quale oggi è capitano in Serie A. La stagione successiva fa ritorno a Tortona, dove già era stato da giovanissimo da assistente dell’U19 e in C1, e vi resta come assistente del coach in A2 fino al 2018.
Ecco dunque il grande salto in massima serie a Sassari, dove continua nel suo ruolo di assistant coach per un triennio. Nel 2021 la prima esperienza da capo allenatore in A2, in quel di Torino con la quale sfida anche Pistoia. A giugno 2022, la grande occasione in Nazionale, colta al volo e valevole la partecipazione ad un Europeo ed un Mondiale.
UN’ESTATE MONDIALE
Un campionato del mondo svoltosi proprio questa estate, con l’Italia capace di entrare nelle prime 8 squadre del pianeta, uscendo ai quarti contro gli USA. Per Casalone un periodo indimenticabile, il culmine di una carriera ancora tutta da scrivere ma fin qui colma di soddisfazioni.
«Un’esperienza incredibile – ha raccontato -. Partecipare ad un mondiale è qualcosa che si sogna da bambini. Si guarda in televisione sperando un giorno di far parte di una spedizione simile. È qualcosa di unico, ancor più dell’Europeo, è stato pazzesco. Si incontrano atleti da ogni parte del mondo, si percepisce la passione dietro la pallacanestro. Inoltre è stato organizzato molto bene e le Filippine sono un posto in cui l’amore per questo sport è elevatissimo. Vedono gli addetti ai lavori come eroi, ci hanno dato grande energia».
«Ovviamente anche l’Europeo in casa, con il le 12mila persone del Forum a cantare l’inno, è stato un momento da pelle d’oca – ha proseguito ricordando la prima estate in Nazionale -. Penso rappresentare la propria nazione sia il massimo che uno sportivo possa raggiungere».
Parlando di Nazionale e pensando al Pistoia Basket, non può non saltare alla mente la presenza nei 12 di Luca Severini. In biancorosso dal 2014 al 2019, l’ala oggi a Tortona ha lasciato un bel ricordo al PalaCarrara. «Luca è un ragazzo amato dai tifosi di tutte le squadre dove ha militato. È un’ottima persona ed è ciò che più resta di lui. Come qualità umane non è secondo a nessuno, abbiamo un bel rapporto e so che ha lasciato un bel ricordo anche a Pistoia».
IL GREEN TEAM
Parallelamente al suo ruolo con l’ItalBasket, Casalone è stato il prescelto per il prestigioso incarico di responsabile ed allenatore del progetto Green Team. Una Nazionale sperimentale formata da ragazzi giovani e giovanissimi, dai 2000 fino ai 2007, che si è allenata in stretto rapporto con la prima squadra.
«È stato un qualcosa di nuovo – ha ammesso -. Un progetto fortemente voluto dal GM Trainotti e il CT Pozzecco. Una Nazionale diversa dalla concezione solita di squadra giovanile. Un gruppo di ragazzi trasversale, di età diverse, con l’ottica di avvicinarli alla nazionale maggiore. È il sogno di ogni bimbo vestire la “taglia più grande” della canotta azzurra. L’idea era quella di seguire una linea verde ma con disparità anagrafica. Siamo molto contenti di come è andata».
L’INCONTRO CON GRANT BASILE
Proprio grazie all’esperienza con il Green Team, Casalone ha incontrato Grant Basile, neo arrivato a Pistoia. Grazie alla cittadinanza italiana ottenuta per le origini del bisnonno, il classe 2000 ha potuto partecipare al nuovo progetto della nazionale.
«L’ho conosciuto a Tortona quest’estate, era arrivato da poco dopo l’NCAA – ha spiegato -. Purtroppo ha subito un infortunio al dito che lo ha inizialmente limitato e non è potuto scendere in campo con loro. Quando è arrivato da noi al Green Team, ho però subito percepito la sua voglia di accelerare e di entrare nei meccanismi del nostro basket. Chiaramente le regole FIBA sono diverse e comportano un periodo di adattamento. Lui ha dimostrato di essere intelligente e in grado di migliorare in fretta facendo progressi fin dai primi allenamenti. Una cosa a mio avviso davvero fondamentale».
«La parte più importante quando si costruisce una squadra è trovare ragazzi che facciano al caso del roster a livello caratteriale e posso dire che da questo punto di vista Grant Basile è un ragazzo straordinario – ha proseguito il coach parlando del lato umano di Basile -. È entrato subito in forte empatia con i compagni di squadra, facendosi subito voler bene da tutti. È riuscito a legarsi immediatamente con i ragazzi nonostante non li conoscesse per niente. Parliamo di un ragazzo intelligente a cui piace molto la pallacanestro e che capisce anche molto di questo sport e del suo sviluppo. Si informa molto, è una persona curiosa e a cui piace aggiornarsi».
Giusto qualche giorno fa peraltro, i due si sono incontrati sul parquet della Germani per la semifinale di Supercoppa Italiana, potendo scambiare alcune battute su quello che sarebbe stata di lì a poco la nuova squadra di Basile. «Ti svelo anche un piccolo retroscena – ha poi aggiunto -. Sabato ero a Brescia per seguire la Supercoppa e prima della gara di Tortona ho avuto modo di incrociarlo e di parlargli. Non sapevo ancora del suo trasferimento ma posso dire che lo speravo avesse la chance di giocare con continuità. Gli ho fatto un grosso in bocca al lupo per la sua avventura a Pistoia. Sono estremamente contento per lui, l’ho risentito anche qualche giorno fa per messaggio. A lui sono rimasto tanto legato e si merita questa occasione».
IL BASILE CESTISTA: FISICO E MANI EDUCATE
Chiuso il soddisfacente capitolo sul Grant Basile persona, si è aperta la parentesi sulle sue doti tecniche e fisiche. Un lungo completo, massiccio ma dalle mani educate, in grado di far male tanto da sotto che da oltre l’arco.
«Ha una struttura importante, è un giocatore molto tosto che sfrutta tanto il suo fisico per giocare. Ciò lo rende un cestista bidimensionale poiché ha delle mani con un tocco molto interessante. Un bel rilascio della palla. È anche un giocatore molto intenso durante il match. Non vedo l’ora di vederlo tra i “grandi”, credo saprà farsi rispettare molto bene».
IMPATTO IMMEDIATO
Basile arriva a Pistoia con la particolare formula del prestito di un mese. Un lasso di tempo nel quale verosimilmente tornerà disponibile Jordon Varnado. Per questo motivo, per Grant ci sarà bisogno di avere un impatto immediato su squadra e campionato.
«Quando un giocatore arriva in un nuovo contesto vuole subito cercare di dimostrare di esserne all’altezza e io credo che lui ne sia assolutamente capace. Conosco abbastanza bene la piazza di Pistoia, conosco coach Brienza e Gianluca Della Rosa e so che l’aspetto umano è davvero importante. Lo stesso capitano sarà perfetto per inserire Grant all’interno della squadra. Gianluca è un ragazzo intelligente e solare. La stessa cosa vale anche per Nicola. A volte c’è il rischio di cambiare degli equilibri con gli inserimenti a stagione in corso, io credo che con Basile cambieranno in positivo».
IL RITORNO IN SERIE A DI PISTOIA
Pistoia ha ottenuto la promozione a Torino, città e squadra di Casalone fino all’anno precedente. Con la società piemontese il coach ha affrontato diversi dei giocatori che hanno fatto parte della scorsa incredibile annata, vedendo poi da vicino le capacità dei biancorossi di Brienza anche da spettatore.
«Questo è il bello dello sport, in pochi puntavano su Pistoia e alla fine hanno trionfato. È stato un campionato eccellente in special modo come solidità. Varnado è stato un grande colpo tanto che è poi è stato pure confermato. Vidi dal vivo la Gara 5 di Casale della semifinale contro Cantù e l’impressione fu di una squadra davvero solida. Credo sia la caratteristica migliore per vincere l’A2 e non solo. Nicola merita tanti complimenti per come ha condotto la squadra».
I biancorossi adesso, forti delle tante conferme azzurre e dell’MVP della passata stagione ai quali si sono aggiunti 4 nuovi stranieri, si apprestano ad affrontare un nuovo esordio in Serie A1 contro Varese. «Per Pistoia sarà una bella sfida. Credo la società confermando diverse pedine abbia dimostrato di voler mantenere la solidità di cui parlavo. Tra i nuovi penso Ogbeide abbia una fisicità interessante per il campionato. L’impressione che ho avuto è che Brienza e Sambugaro abbiano voluto puntare su giocatori che potessero far proseguire la linea tracciata in precedenza. La Serie A è divertente proprio per il suo alto livello».
LA SERIE A1 23/24
«Per me Milano e Bologna stanno facendo del bene al campionato italiano – ha proseguito Casalone parlando del prossimo campionato -. Hanno alzato l’asticella e adesso tante altre squadre hanno aumentato gli investimenti per provare a migliorare. Credo si stia tornando ad un campionato davvero di livello importante. Perché anche il nostro movimento ne risenta bene ovviamente ci sarà bisogno di spazio per i nostri azzurri. Hanno dimostrato nelle ultime due estati di valere tanto e di poter dare una grossa mano ai nostri colori. Spero avranno ancora più minuti sul parquet».
IL FUTURO
Dal giugno 2022 assistant coach della Nazionale italiana, Casalone ha fin qui avuto sulla panchina di Torino l’unica occasione da head coach della sua, come detto in apertura, breve ma intensissima carriera. Il suo futuro è ancora da scrivere ma il presente non potrebbe essere meglio di così.
«Al momento sono nel “club” più bello del mondo. Sono concentrato a fare il massimo perché sento anche una forte responsabilità patriottica. Sono fiero di vestire questa maglia. Non so cosa riserverà il futuro ma spero sia ricco di soddisfazioni».



