Un’Aglianese nervosa e disattenta si ritrova ultima in classifica: Maraia dovrà lavorare sia sulla fase offensiva che su quella difensiva
Aglianese in evidente difficoltà e ultima in classifica (seppur a pari merito con altre quattro formazioni). Questo è ciò che ci ha detto il match del “Lungobisenzio” contro il Prato, perso nettamente dai neroverdi per tre reti a zero. Batosta sonora inflitta dai lanieri, più sciolti e letteralmente infermabili davanti. Per Maraia si prospetta una lunga settimana, ricca di lavoro da fare per provare a risistemare in fretta le cose ed evitare di complicarle ulteriormente. Andiamo allora a vedere quali sono nello specifico i punti salienti evidenziati dalla prova horror di Marino e compagni.
TANTO NERVOSISMO
Uno dei dati che salta principalmente all’occhio guardando alle ultime due sfide con Pistoiese e Prato è quello relativo ai cartellini rossi. In entrambe l’Aglianese si è lasciata andare ad un eccesso di nervosismo terminando in inferiorità numerica il primo tempo (espulso Bifini contro gli arancioni, doppio giallo per Bocalon coi lanieri). Cosa ci rivelano questi numeri? Che probabilmente la banda di Maraia non è poi così tranquilla a livello mentale, aspetto importantissimo e non trascurabile quando si scende in campo. Più volte il tecnico neroverde aveva battuto sul concetto di «approccio alla partita», quasi mai rispettato dai suoi. La foga va bene, il pressing aggressivo pure, ma andare sotto a livello numerico comporta un aumento immane della difficoltà e un inevitabile maggiore sforzo addebitato ai compagni. Se contro l’Olandesina c’era poi stata una bella reazione, al “Lungobisenzio” la risposta di Gabbianelli e co è stata troppo flemmatica, senza riuscire quasi mai a creare veri pericoli alla retroguardia di casa.
TROPPI ERRORI INDIVIDUALI
All’eccessivo nervosismo vanno anche sommati gli errori individuali – «clamorosi», come li ha definiti Maraia dopo il match – che fin qui hanno condannato la compagine toscana. Le incertezze del portiere nel derby del “Bellucci” di due domeniche fa, le gravi lacune della difesa nel week end appena passato. In tutti e tre i gol segnati dai biancazzurri al “Lungobisenzio” c’è infatti lo zampino, in negativo, della retroguardia neroverde. Sul primo i giocatori in area (compreso Marino, che si fa sfilare l’avversario alle spalle) restano troppo passivi per poter sperare di limitare Cela, sul secondo Pupeschi pasticcia regalando il pallone a Tedesco (non raddoppiato in maniera convinta da D’Ancona) e sul terzo la linea difensiva si muove male in toto permettendo a Mobilio di sgusciare sul filo del fuorigioco presentandosi a tu per tu con Moretti. Praticamente impossibile se non si è al 100%, con questi infortuni, vincere le partite.
E ORA?
La classifica è tutt’altro che positiva e recita “ultimo posto a pari merito con Progresso, Certaldo, Borgo San Donnino e Sant’Angelo”. Decisamente troppo poco per una squadra partita coi favori del pronostico in estate. Il distacco con le prime della classe c’è ma è colmabile, quello che preoccupa maggiormente è l’attitudine mostrata dai neroverdi in queste prime quattro uscite di campionato. Con poco gioco e l’evidente necessità di affidarsi ai singoli più qualitativi, l’Aglianese ha creato poco e concluso ancora meno. Mister Maraia dovrà quindi lavorare su due fronti, curando parallelamente sia l’attenzione difensiva che la produzione poffensiva. Tutti i buoni propositi di un mese fa non sono svaniti, il valore dei calciatori nemmeno (anche se, come ha ammesso il tecnico «è inconcepibile che i più esperti facciano partite del genere»). Per imboccare la giusta via Viscomi e compagni dovranno necessariamente farsi un esame di coscienza – come preannunciato dallo stesso Maraia nel post gara – e uscire dalle difficoltà come gruppo.




