Maraia e l’Aglianese si separano a due mesi dall’inizio del ritiro: le cause del divorzio

Dopo le prime vittorie, tre settimane horror costano a Maraia la panchina: il racconto dei due mesi neroverdi dell’ormai ex allenatore

Lunedì 2 agosto era iniziato il ritiro dell’Aglianese in quel di Riolunato (provincia di Modena), a distanza di due mesi esatti la guida tecnica viene sollevata: Ivan Maraia non è più l’allenatore dei neroverdi. Una decisione forte arrivata in seguito al netto ko subito nel weekend col Prato, che di fatto può essere definito come il responsabile dell’esonero dell’ex Lucchese. Due mesi esatti dicevamo, sessantuno giorni in cui evidentemente l’ormai ex trainer non è riuscito a rendere squadra un gruppo composto da giocatori di altissimo livello. Il lavoro di Maraia è tutto da buttare? Probabilmente no, anche se per cacciare un allenatore dopo sole quattro partite di campionato i presupposti per continuare insieme evidentemente non c’erano più.

AMICHEVOLI E PRIME GARE

A livello di partite la storia neroverde di Maraia è iniziata con le amichevoli estive, non certo brillanti né sul piano del gioco né su quello dei risultati. Sconfitta con Carrarese e Arezzo, l’Aglianese aveva vinto l’allenamento congiunto con la Lastrigiana e pareggiato quello col Ghiviborgo. A preoccupare, però, era stata più che altro l’assenza di un gioco ben definito, all’epoca imputato soprattutto alla esigua profondità della rosa e, di conseguenza, alla grande stanchezza accumulata. Col senno di poi probabilmente non c’erano solo questi fattori alla base della poca spettacolarità mostrata dalla squadra, troppo flemmatica anche in campionato e sostanzialmente obbligata a passare da Gabbianelli per elaborare qualcosa in avanti.

Con l’inizio vero e proprio di stagione in realtà i segnali dell’Aglianese erano stati abbastanza incoraggianti: due vittorie nelle prime due uscite ufficiali contro Mobilieri Ponsacco – in Coppa Italia – e Borgo San Donnino – in campionato , con tre reti segnate in entrambe le sfide. Certo, i neroverdi avevano in alcuni frangenti sofferto le squadre avversarie, però alla fine il risultato era arrivato. Nonostante i due successi, però, lo stesso Maraia aveva iniziato ad annusare che probabilmente qualcosa non andava, continuando a ribattere pubblicamente sull’aspetto caratteriale e mentale dei suoi ragazzi. Quasi a profetizzare ciò che poi sarebbe accaduto di lì a poco, con due prove gravemente insufficienti contro Imolese e Prato e una incoraggiante ma comunque perdente con la Pistoiese.

TRE SETTIMANE HORROR

Non è tutto ora ciò che luccica e così, dopo le prime due vittorie ufficiali, ecco tre settimane terribili ad attendere la squadra e Maraia. Il primo dei tre ko arriva contro l’Imolese, in seguito ad una partita di possesso ma con poche occasioni nitide, per di più contro un avversaria più modesta sulla carta. La seconda sconfitta è quella nel derby con la Pistoiese, in cui – a detta dello stesso allenatore – va paradossalmente in scena la miglior prestazione della sua gestione: in dieci uomini e sotto di un gol nel primo tempo, però, i neroverdi giocano una grande ripresa vedendosi clamorosamente beffati da Ferrandino nel finale. Terzo passo falso, quello decisivo, ancora fresco. Marino e compagni capitombolano al “Lungobisenzio” incassando tre gol dal Prato e dando l’impressione di non essere stati quasi mai in partita: la goccia che fa traboccare il vaso. È Maraia a pagare. Dopo due mesi esatti dall’inizio del ritiro.

COSA RIMANE

Ma quindi il lavoro di Ivan Maraia sulla panchina dell’Aglianese è tutto da buttare? Cosa rimane dei due mesi neroverdi dell’ex Lucchese? Prima di tutto la dimostrazione che questa squadra, almeno allo stato attuale delle cose, senza Gabbianelli può andare da poche parti. L’ex Rimini, praticamente sempre il migliore in campo dei suoi, ha dato l’impressione d’essere il vero faro della rosa, imprescindibile – a meno di clamorosi colpi di scena – anche per chi si riederà ora in panchina. Altro aspetto su cui c’è ampio margine di miglioramento sono le quote, in particolare due: Maloku e D’Ancona (esordiente in Serie C proprio con Maraia alla Lucchese). Nel match col Prato entrambi sono stati insufficienti, è vero, ma stiamo pur sempre parlando di giocatori giovani che hanno dalla loro età e talento.

Redazione PtSport
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