Grazulis finora è stato colui che ha più impressionato, ma la squadra di coach Galbiati ha talento e gioco collettivo
L‘Estra Pistoia ha un vantaggio: non dovrà stare a struggersi troppo per la sconfitta al fotofinish a Varese. La domenica è già alle porte, così come il secondo impegno di campionato, con le luci del PalaCarrara che si accenderanno per il primo pomeriggio di Serie A. L’ospite pronto a rovinare la festa sarà la Dolomiti Energia Trento, che dopo l’esordio positivo con Cremona cercherà di prendersi il bis contro l’altra neopromossa della stagione. Ma che squadra è l’Aquila Basket?
IL COACH
Dopo un’altra stagione chiusa con il raggiungimento dei play-off (la settima nelle nove fin qui disputate), Trento ha incassato le dimissioni di coach Lele Molin, andato poi a Venezia a fare da assistente a Neven Spahija. Per la panchina la scelta è andata su Paolo Galbiati, allenatore giovane ma con già tanta esperienza nel basket che conta. Si pensi solo alla sua esperienza a Torino dove, da assistente, venne promosso a head coach in ben due occasioni distinte, con l’apice rappresentato dalla vittoria della Coppa Italia nel 2018.
Dopo una buona annata in A2 a Biella e due stagioni complicate a Cremona, è poi ritornato nel ruolo di assistant coach: prima con Meo Sacchetti alla guida della Nazionale, infine a Varese con Matt Brase durante la scorsa stagione. Fino, ovviamente, alla chiamata di Trento dove è affiancato, tra gli altri, dal grande ex di giornata Fabio Bongi, confermato dopo essere stato secondo di Molin.
LO STARTING FIVE
L’attuale versione di Trento al momento della palla a due presenta un quintetto molto interessante per le scelte. La prima? Il doppio play. Da una parte Kamar Baldwin, classe ’97 prodotto della Butler University e con già due esperienze europee all’attivo tra Turchia e Germania. Dall’altra il britannico di formazione italiana Quinn Ellis, giocatore del 2003 che, dopo le stagioni in A2 tra Capo d’Orlando e Casale Monferrato, ha convinto Trento, proprietaria del suo cartellino, a farlo debuttare nella massima categoria.
Il pacchetto esterni si completa con uno degli acquisti più importanti dell’estate: l’ex Milano Davide Alviti, giocatore che ha già mostrato la sua voglia di emergere dopo due stagioni dove non ha trovato molto spazio. Subito dopo viene una delle conferme più importanti dallo scorso anno: tornato evidentemente gasato dal Mondiale, il lettone Andrejs Grazulis si è subito preso la leadership offensiva della squadra. Sotto canestro, infine, una certezza per esperienza e fisico: Paul Biligha.
LA PANCHINA
Da ormai più di una decade non esiste Trento senza il suo capitano Andrés “Toto” Forray, che rappresenta un’altra valida alternativa in regia. Importanti responsabilità le avrà anche la guardia USA Prentiss Hubb: un giocatore da tenere assolutamente d’occhio e che ha già impressionato nella sua stagione da rookie in Europa a Ludwigsburg. Atletica e dinamica l’ala piccola Myles Stephens, altro elemento del roster che offre a Trento importanti soluzioni sia in attacco che in difesa.
Non ha invece bisogno di molte presentazioni, in Italia, Mattia Udom, che negli anni ha avuto una crescita esponenziale arrivando meritatamente in Serie A con le maglie prima di Brindisi e poi dell’Aquila. Il cambio del pivot, infine, si fa fatica a chiamarlo tale: Derek Cooke, lungo tutto sostanza già visto a Trieste e Treviso. Chiudono il roster i prodotti della cantera trentina Luca Conti, guardia del 2000, e Maximilian Ladurner, lungo del 2001.



